Trasferta in terra siciliana, Cole in conferenza: “Quando subiamo gol non possiamo farci condizionare dalla paura e perlomeno di ristabilire la parità”

Così si racconta Ashley Cole ai microfoni del Cesena F.C. in vista della gara di Palermo: Torniamo un attimo a Castellammare. Dopo un buon primo tempo è seguito una ripresa obiettivamente inguardabile. L’avrai analizzata meglio a mente fredda con l’analisi della squadra. Ecco da che cosa può essere dipeso questo crollo della squadra, dai due gol inevitabili oppure anche da un cattivo approccio al ritorno in campo?

“Sì, per me è semplice. Analizzando la partita la differenza sta negli errori che abbiamo commesso analizzando il primo tempo rispetto al secondo tempo. Sapevamo che la Juve Stabia avrebbe fatto qualche cambio perché non riuscivamo ad arginare il nostro gioco nel primo tempo. Il secondo tempo è stato migliore, sì quello che si pensa. Abbiamo avuto nove occasioni da gol, che significa che nel secondo tempo le nostre misurazioni e i dati che abbiamo analizzato hanno mostrato che abbiamo fatto meglio di quanto si pensi, ma alla fine si viene giudicati per i gol segnati e abbiamo subito due gol evitabili”.

Togliendo Mantova dove ti concediamo attenuanti, perché hai potuto fare poco, anche tu hai messo che a Mantova hai cambiato troppo. Guardando e prendendo alle ultime tre, dove il Cesena in tutte e tre le partite ha fatto buon quarantacinque minuti e un secondo tempo buono o viceversa, comunque è durato un tempo. Ti chiedo come mai questa cosa continua, evidentemente partita dopo partita, e allo stesso modo gli errori che hai sottolineato e detto bene, se guardiamo ai gol che prendete, come con il Catanzaro, sono tutti episodi isolati, non squadre che ti mettono in difficoltà. Come si allena così?

“E’ un’ottima domanda, ma il nostro lavoro in quanto allenatori è quello di continuare a spingere al massimo i giocatori, come dicevi tu, a parte Mantova che è stato un disastro, nelle altre tre partite abbiamo cambiato e migliorato il nostro modo di giocare, abbiamo gestito meglio e maggiormente le partite. Abbiamo giocato attraverso le linee con più facilità e le statistiche lo dimostrano, abbiamo recuperato più palloni rispetto a prima e le statistiche lo dimostrano. Infine quando non riusciamo a segnare i ragazzi si spaventano, si preoccupano e il nostro compito è quello di continuare a fargli capire che dobbiamo continuare nella direzione che abbiamo intrapreso, ma nei momenti in cui dobbiamo essere spietati, dobbiamo segnare per primi. Questa deve essere la mentalità giusta ed è quello che stiamo cercando di fare, ma dall’altro lato quando subiamo gol non possiamo farci condizionare dalla paura, dobbiamo cercare di continuare a dominare la partita e perlomeno di ristabilire la parità, perché questo darebbe una boccata d’aria fresca ai giocatori”.

Sabato si va a Palermo, una squadra che ha pareggiato l’ultima partita in uno scontro diretto contro il Frosinone ed ha anche giocato molto bene, ha giocatori di livello ed anche di categoria superiore, che partita ti aspetti contro una squadra comunque allenata da un allenatore che da giocatore come te probabilmente ha vinto molto quindi ha molta esperienza da trasmettere anche ai propri giocatori

“Sì, è veramente una grande squadra. Inzaghi ha conquistato tre promozioni nella sua carriera da allenatore, quindi io in quanto allenatore e anche i giocatori abbiamo un grande rispetto nei suoi confronti. Il Palermo ha una grande squadra con degli ottimi giocatori, si muovono bene in campo, si intrecciano le posizioni, sono bravi ad andare a segno, sanno attaccare da centrocampo, sanno attaccare dagli esterni, sono molto aggressivi anche in difesa, quindi siamo consapevoli di quello che ci aspetta e sappiamo quanto sono forti, ma ripeto quello che ho sempre detto finora, non possiamo scendere in campo con la paura dell’avversario. Dobbiamo rispettare i nostri avversari. Dobbiamo essere consapevoli dei loro punti di forza e delle loro debolezze, ma noi dobbiamo fare il nostro gioco. Ci troviamo in un momento cruciale della stagione e se dobbiamo giocare con la paura non ha neanche senso scendere in campo. Otterremo zero punti. Possiamo rinunciare all’ottava posizione e andare a casa e io, torno a casa, oppure rimanere a combattere con la convinzione che siamo abbastanza forti da scendere in campo contro squadre come il Palermo e vincere”.

Bene, sono d’accordo. E’ ora che si vinca. Ascolta, in sede di presentazione dicesti che credi tanto ai giovani, poi c’è un giovane emergente a Cesena che si chiama Francesconi al quale hai concesso poco nelle ultime due partite. Perché?

“Domanda lecita, lui è uno dei pilastri del club per quanto riguarda ciò che rappresenta, essere un giovane e rappresentare questa città e questa squadra ed è un onore. In quanto allenatore ci si ritrova spesso a dover prendere delle decisioni difficili. Ogni singolo giocatore si è allenato con grande entusiasmo e qualità, c’è una grande competizione per i posti da titolare e al momento a centrocampo i giocatori con più esperienza stanno avendo la meglio. Non sto dicendo che Francesconi non giocherà mai, ovviamente, ma ogni giocatore deve alzare sempre di più l’asticella in allenamento e io non regalerò a nessuno il posto in campo solo perché è giovane. L’ho detto subito quando sono arrivato qui, la maglia va sudata, e lui lo sta facendo come tutti gli altri ragazzi, ma a centrocampo c’è una grande competizione. Tutti i posti in campo sono sempre in discussione, ma non abbiamo bisogno solo di energia e di desiderio di lottare, abbiamo anche bisogno di aggiungere qualità al nostro gioco. Lui è un ragazzo giovane, avrà la sua occasione, e aumenterà il suo minutaggio di gioco, ma in questo momento siamo un pò in una situazione di emergenza e dobbiamo vincere le partite”.

Sta attraversando un momento difficile, credi di più a livello mentale oppure fisico, non ho gli strumenti per giudicare. Ti chiedo se averlo allontanato un pò dalla porta e avergli cambiato ruolo non l’abbia un pò destabilizzato o no? Tu, cosa pensi guardando questo ragazzo che tra l’altro è della tua esperienza.

“Penso che nelle ultime due partite abbia avuto forse quattro occasioni di 1 vs 1? Credo che a Shpendi sia piaciuto. Come ho detto prima dobbiamo essere in grado di adattarci per quanto riguarda come ci muoviamo in campo e come attacchiamo, ma Shpendi ha un ruolo molto importante all’interno del nostro gioco. Penso che abbia avuto molte occasioni da gol che sono tutte nate da azioni nelle quali si è trovato in una posizione più lontana dalla porta e se vuoi migliorare e arrivare in alto devi essere in grado di adattarsi e di capire che non sempre puoi giocare come punta ed è stato veramente bravo, è stato fantastico. Ho parlato di questa cosa con lui in diverse occasioni e lui è d’accordo nel giocare a sinistra, sente di riuscire a vedere meglio il gioco da quella posizione, ha più spazio per attaccare la profondità. Dobbiamo abituarci a vedere Shpendi giocare in diverse posizioni, perché lui può giocare a sinistra, a destra, può fare la punta o anche il trequartista. La squadra si deve saper adattare. Per quanto riguarda la sua vicinanza rispetto alla porta, lui è stato finora il più pericoloso, è quello che ha avuto più occasioni e quella freddezza davanti alla porta. Ora può vedere il campo da una posizione diversa e dobbiamo concretizzare queste occasioni che abbiamo creato per lui da posizione più defilata e segnare”.

Ashley Cole, allenatore del Cesena F.C.
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