Inzaghi in conferenza stampa per la partita con i bianconeri
Quasi 15 minuti di conferenza stampa, questo è il modo in cui coach Filippo Inzaghi si presenta ai microfoni di Palermo F.C. in vista dell’importante sfida casalinga del Barbera che pone i rosanero affrontare il Cesena. Ecco le parole del Mister rosanero, Inzaghi: Gazzetta dello Sport Ritieni che questo turno per il tipo di incontri che prevede per le prime quattro nel quale voi siete impegnati in casa, mentre le altre tre sono tutte fuori casa, con avversari più o meno ostici poteva rappresentare una possibilità per inserirsi per il discorso la promozione diretta e se voi credete ancora alla promozione diretta
“Ci mancherebbe, dobbiamo proseguire il nostro percorso senza farci troppe domande o darci troppe risposte. Dobbiamo continuare a fare quello che stiamo facendo ultimamente. Sono molto contento, orgoglioso dei miei ragazzi, lo sono i nostri tifosi. E’ una risposta incredibile se penso a quanti tifosi ci saranno domani o a quello che hanno fatto l’altra sera alle quattro di notte, è qualcosa che mi porto nel cuore. Mi auguro che ci dia quella spinta in più per continuare a fare quello che è stato intrapreso ventidue partite fa”.
Quindi voi ci credete ancora nella promozione diretta?
“Quando vedi che il Frosinone a fine partita che esulta per un pareggio preso al 90’ vuol dire che il Palermo fa paura a tutti, e questo per noi è una grande cosa”.
Come sta Joronen. Domani sarà della partita oppure no?
“Joronen ha avuto un problemino. E’ un ragazzo straordinario che vorrebbe giocare anche se magari non può e siccome abbiamo un secondo portiere molto forte, l’abbiamo tenuto apposta Gomis, non lo rischiamo. E’ chiaro che se poi sarebbe stata l’ultima partita domani, Joronen poteva giocare, ma visto che abbiamo un portiere alla stessa altezza e abbiamo ancora qualche partita, non si sa quante, non rischiamo nessuno. Joronen domani verrà con noi, ma giocherà Gomis”.
Corriere dello Sport Per completare questo aspetto, Corona rientra nel gruppo, se è disponibile per domani o se ci sono altre situazioni. E poi mi pare che questa squadra ha avuto lo stesso tipo di formazione per tre quarti di campionato al di là di alcune contingenze, ma nell’ultimo periodo hai scelto di aggiungere qualcosa a questa squadra puntando su Rui Modesto, un giocatore che è arrivato a gennaio che fino adesso si era visto poco. L’hai fatto e pensi di continuare a farlo, perché ritieni che questa squadra debba avere un guizzo in più quindi ci vuole qualcosa che aggiunga al Palermo qualcosa che non avesse per lo sprint, per dare più imprevedibilità rispetto a come giocava prima oppure perché solo l’hai visto bene in allenamento e ti sei convinto che poteva essere decisivo?
“Hai detto tutto te, nel senso che devo cercare anche qualcosa di diverso, e penso che Rui Modesto abbia quelle caratteristiche, quel ruolo che non abbiamo. Lui deve fare di più, perché Rui Modesto è un giocatore molto più forte di quello che ha fatto vedere finora, lo sa anche lui, però Rui Modesto non giocava da tanto tempo e devo avere anche la pazienza di poterlo inserire e aspettarlo, perché penso che abbia delle corde, delle caratteristiche che in quel ruolo se giochiamo con quel sistema, non abbiamo. E’ tutto lì. Spero di poter dare presto chance dal 1’, anche a Gyasi che si sta allenando molto bene, che può fare bene, ma può giocare anche dove ha cominciato ad inizio campionato, è il suo ruolo ideale e cercherò di utilizzarlo, perché si sta allenando come sempre molto bene e si sta meritando più considerazione da parte mia anche se nelle ultime partite ha sempre giocato un tempo. Dalla prossima settimana rientreranno Johnsen e Joronen che erano due giocatori che se fosse stata l’ultima partita, avrebbero voluto giocare tutti e due domani, ma come ho sempre detto quando un giocatore non è al 100% vista la rosa che abbiamo, non possiamo permetterci di perdere giocatori. Da lunedì rientreranno in gruppo e saranno disponibili per la prossima partita. Gli altri ci sono tutti”.
Giornale di Sicilia A mente fredda che cosa vi lascia il pareggio con il Frosinone, perché comunque il Palermo meritava probabilmente di vincere quella partita quindi poi riflettendoci nell’arco della settimana vi lascia più diciamo il rammarico dei punti persi o più la consapevolezza che se saranno playoff questa squadra è difficile da battere? Qual è il sentimento generale sia suo, che dei ragazzi? Grazie
“Quello che ci lascia, sono le persone che erano qui alle quattro di notte. Quella è la risposta più grande. Si sta instaurando tra noi e la squadra, tra noi e i tifosi, qualcosa di unico, di speciale e io, sono molto felice che la gente incominci a vedere che la strada è quella giusta, perché altrimenti nessuno ti regala niente. Questa gente ti ha regalato quella accoglienza alle quattro di notte, perché vede che i miei giocatori ce la mettono tutta, che danno l’anima e che si sta creando qualcosa di speciale. Non so dove arriveremo, ma dobbiamo portare nel cuore tutte queste manifestazioni, io ce l’ho dentro di me, e mi auguro e sono sicuro che ce li hanno anche i miei giocatori. Penso che la strada sia tracciata. L’ho già detto, non so quando coroneremo il nostro sogno, ma se andiamo avanti così, non ci facciamo del male da soli, perché a volte qua lo facciamo. Là ci arriviamo. Speriamo il prima possibile”.
Tgr Rai Il Cesena sulla carta è la partita più semplice da qui alla fine del campionato, solo sulla carta, perché non ci sono partite semplici, anche perché il Cesena è in piena crisi. Come si preparano queste partite, magari c’è il rischio di sottovalutare l’avversario o il fatto magari di avere anche trentamila persone allo stadio, è un pò di pressione?
“No, guarda assolutamente. Abbiamo iniziato un nostro percorso e dobbiamo continuare cercando di crescere gara dopo gara. In casa abbiamo avuto un ruolino di marcia incredibile e vogliamo mantenerlo. Non ci sono partite facili. Il Cesena ha sì cambiato allenatore, ma è nei playoff, ha giocatori che se non affrontiamo la partita nel modo giusto ci può impensierire molto, però sono anche altresì convinto, che è tutto nelle nostre mani. L’abbiamo dimostrato su campi complicati, l’abbiamo dimostrato a Frosinone e comunque su un campo difficile siamo andati a fare la partita, l’abbiamo comandata, e questo è quello che voglio dal Palermo, anzi dopo aver pareggiato la squadra ha anche rischiato di perdere perché voleva vincerla a tutti i costi. Questa è la mentalità che voglio e dobbiamo ogni partita far vedere qualcosa di positivo, perché secondo me, la squadra sta rispondendo bene, ma può migliorare ancora molto. E noi dobbiamo arrivare alla fine di queste quattro partite, non so quanti punti avremo, ma facendo il massimo e se poi avremmo fatto più di settanta punti, penso che avremo poco da rimproverarci e vedremo dove saremo e agiremo di conseguenza”.
Cettina Pellitter di Azzurra News Dopo l’ottima prova di Frosinone, dove il Palermo ha confermato questa crescita sul piano del gioco e anche sulla tenuta atletica, le chiedo su quale aspetto sta spingendo per avere maggiore incisività negli ultimi metri a partire già da domani contro il Cesena. Grazie
“Hai detto bene. A Frosinone abbiamo fatto una grande partita, ma dovevamo far meglio negli ultimi venti metri. Abbiamo cercato come facciamo tutte le settimane di lavorare bene lì, perché poi è chiaro che quando ti trovi in una partita come a Frosinone nel primo tempo la partita deve finire due a zero. E se non è finita due a zero, è perché è stato demerito nostro. Dobbiamo essere più bravi nell’ultimo passaggio, poi è chiaro che un palo interno che batte quasi sulla riga, lì probabilmente anche un pò di sfortuna ci ha voltato le spalle, però sappiamo quali sono i nostri pregi, sappiamo dove dobbiamo migliorare, ne è conscia la squadra, ma sappiamo che siamo diventati tosti e ci sentiamo forti e dentro casa nostra ci piace giocare. Mi auguro che domani nei miei giocatori ci sia ben chiaro in testa quello che questa gente ha fatto alle quattro di notte dopo Frosinone per cercare di regalargli una giornata speciale”.
Sportcity Mi rifaccio alle ultime dichiarazioni e anche al modo in cui vengono affrontate le conferenze stampa, perché ricordiamo a settembre le tue dichiarazioni: “Non ci meritiamo ancora l’affetto di questa squadra”. Ora vediamo che c’è tanta gratitudine verso chi nel cuore della notte rimane nel piazzale ad accogliere la squadra, una squadra che veniva da un nono, un sesto e un ottavo posto, con trentamila persone allo stadio alla prima di campionato. Percepisco in primis proprio questa tua capacità di fare da tramite tra quello che pensa e che vuole la squadra, a quello che vuole la gente alla squadra. Può essere questa l’arma in più anche per superare quelle che possono essere delle difficoltà oggettive, come quelle che abbiamo analizzato noi in fase di realizzazione? Grazie
“Guarda, hai detto bene. Ricordo che all’inizio dell’anno nelle prime conferenze dissi che se fossimo arrivati dopo una sconfitta o un pareggio, così atteso come Frosinone, e ci fosse stata della gente ad aspettarci, per me era un grande successo. Si è verificato, però questo non deve accontentare, questo ci deve responsabilizzare ulteriormente. Ho sempre detto dall’inizio abbiamo un pubblico e una società da palcoscenico superiore. Dobbiamo meritarcelo, giorno dopo giorno, e lavoro dopo lavoro. Penso che ventidue partite fa, sia iniziato qualcosa di diverso, qualcosa di bello, perché nelle ultime ventidue partite ne abbiamo perse due e abbiamo fatto non so quanti punti. Saremmo secondi in classifica. E’ chiaro che prima c’è stato un momento di adattamento, un momento anche per me di capire certe dinamiche, per conoscere meglio la squadra, e poi siamo partiti. Sono molto fiducioso e sono molto responsabilizzato. Queste cose alle quattro di notte, a me, toccano particolarmente. Vado in giro e so quello che la gente vorrebbe, ma mi fa piacere di aver visto questa intelligenza incredibile, perché qui l’accoglienza è qualcosa di unico, di speciale, perché era una partita per noi decisiva. La meritavamo di vincere, non l’abbiamo vinta e comunque la gente ci ha accolto come se l’avessimo vinta. E questo è un qualcosa di magico. Mi auguro che sia nel cuore dei miei giocatori e che ci spinga oltre ogni limite, per cercare in tutti i costi di pedalare a questo popolo qualcosa che sappiamo tutti, cos’è ecco”.
Nelle ultime tre partite il Palermo ha sempre segnato nei minuti finali. Sta diventando una costante ed una peculiarità, tra l’altro in questo campionato è la squadra che segna di più nell’ultimo quarto d’ora delle partite. Anche questi sono segnali positivi da parte di un Palermo che non molla mai, ci crede sempre, e poi gli sforzi vengono premiati?
“A Frosinone mi ha sorpreso anche a me la squadra, perché ho visto dai video spingere anche troppe volte, però a parte gli scherzi al gol del Frosinone mi son mancate le gambe in panchina. Ed era la prima la volta che mi succede, perché pensavo fosse troppo ingiusto che una squadra che aveva dominato per settantacinque minuti, prendesse gol al primo tiro, dopo aver sfiorato per quattro, per cinque volte gol quasi davanti alla porta. E lì, la squadra è stata sorprendente e questo mi lascia ben sperare per il futuro”.
Michele Cusamano – Rosanero Tv E’ chiaro che in questo momento tutti i discorsi sono incentrati sulla lotta alla promozione e ci mancherebbe altro, ma immagino che a lei, ai giocatori abbia fatto piacere la notizia che il Palermo questa estate sarà protagonista insieme a Inter, Milan e Juventus in Australia ad ulteriore dimostrazione di cosa è il Palermo, cosa sta diventando il Palermo, il club, la società e di quanto sia importante che questa squadra torni al più presto dove merita e dove penso che anche questo possa essere una spinta per questo finale di stagione? Grazie
“Sapevo benissimo cos’era Palermo e oggi a distanza di qualche mese sono ancora più convinto della scelta che ho fatto. Io e la mia famiglia stiamo bene, mi sento molto amato, considerato. Mi piacerebbe regalare qualcosa di speciale a questa gente, ai miei giocatori e insieme al mio staff ce la metteremo tutta, non ci manca niente. Qui è come già essere in categoria superiore. Adesso dobbiamo meritarcela noi sul campo”.


