Nell’appuntamento si racconta Gino Latino che firma la sigla di Tutto il buono: “Vivere a pieno ogni secondo della nostra vita, cercare sempre di dare il meglio, non accontentarsi”.
Questo programma è offerto da ASM C Service, art Dental, Jorioz – distribuzione di vini, New habitat – impresa edile, Rega.
Elvira Federico è conduttrice di Rete 7 del programma “Tutto il buono”, inviata tgevents, modella, influencer con oltre 120mila seguaci.
Nella puntata di venerdì 1 maggio 2026 di Tutto il buono, ospite è Gino Latino.
Benvenuti a Tutto il buono. Classe 1968, come la canzone cantata di De Gregori, quella voglia di tirare un calcio di rigore, ma con la paura e con la forza di tirarlo sempre. Dal 1983 senza mai fermarsi, radio, club, la musica e il suo linguaggio. E’ qui con noi a Tutto il buono il mitico e straordinario nonché ha fatto anche la sigla del mio programma Gino Latino.
“Sono molto contento di essere qui a ReteSette. Tra l’altro è sta una delle mie preferite da sempre e te lo dimostro anche perché me lo sono tatuato. Il numero 7 mi rappresenta sempre. Sono nato alle 7, qualsiasi cosa faccio alle 7 e sapevo che prima o poi mi avreste invitato a ReteSette”.
Era destino. Dal 1983 non ti sei mai fermato. Quando hai capito che la musica sarebbe diventata la tua espressione di vita?
“Io ringrazio sempre un mio compagno di classe che si chiama Gianni, eravamo bambini all’età di dodici anni e mezzo, lui era proprio impallinato voleva fare il Dj aveva tutta la strumentazione, io a casa non avevo neanche lo stereo e andando a casa sua e continuando a frequentarlo mi è bastata una volta sola a provarci e mi sono innamorato dell’arte proprio del mixage e da lì è partito tutto”.
Ma cosa provi quando sei dietro alla console?
“Ho avuto la fortuna di provare delle emozioni tramite un mixer, poi c’è stata tutta l’evoluzione della strumentazione quindi a livello digitale. Tra il mixer e la mia strumentazione riesco quello che provo a trasmetterlo alla gente e ogni serata è diversa, sempre nuova e non è mai uguale”.
Come fai a capire che la musica è la cura di ogni serata?
“Beh, intanto l’evoluzione del modo di vivere la notte è cambiato nel corso del tempo e degli anni. Adesso ad esempio a Londra sono diversi anni che fanno musica anche durante il giorno nei vari bar, nelle diverse location ed è arrivata anche qui in Italia. Infatti adesso durante il giorno ci si può usufruire di ottima musica nei bar e in alcuni bar ballano anche. E’ cambiato nel corso dei decenni il modo proprio di divertirsi. Io, cerco sempre in ogni situazione anche quando metto i dischi per un aperitivo o per un party serale, cerco sempre di far lasciare a casa i problemi della gente e cercando la musica che è un linguaggio internazionale e cercare proprio di fargli vivere un viaggio. Il mio slogan è “Happy Experience” perché c’è proprio un viaggio temporale che parte dagli Anni ’50, ’60, ’70, ’80, ’90 a oggi e non è mai un modo di sentire la musica uguale all’altro ovvero cambia tutta le volte e sono sempre delle serate diverse”.
Verissimo! “Proprio come fanno Dj della vecchia guardia, “Old School”.
Parlami di “Barrumba”.
“Noi abbiamo fatto di recente la reunion del Barrumba che è un locale storico della città di Torino nato nel 1995 in Piazza San Massimo ed è veramente un locale di tendenza. Ovvero quello che noi proponevamo a livello musicale non si sentiva da nessuna altra parte e tutto quello che era veramente di nicchia, underground, è poi diventato commerciale. Al Barrumba sono nati gruppi come i Subsonica, gli Africa Unite”.
Sono nati dei nomi storici e dei nomi importantissimi.
“Nel torinese abbiamo visto veramente nascere gli stessi Subsonica che hanno inventato un genere, frequentando il Barrumba e sono state veramente delle serate storiche. E abbiamo fatto la reunion di recente e ho il piacere di portarti qui questo oggetto, che un borsellino della sartoria interattiva che hanno creato per l’occasione per questa reunion ed è una limited edition”.
Grazie!
C’è una serata che ti porti dentro tra le tante serate che hai svolto?
“Le serate più belle sono le ultime. Nel senso che l’ultima serata è sempre quella più bella. Un pò come in amore si dice chi è fortunato in amore, l’ultimo, con l’ultimo amore che è sempre più bello. Ricordo con piacere le serate degli Anni ’90, quando poi magari si rimaneva in cento nel locale alla chiusura di tutto e stavamo tutti a far colazione insieme e quindi sono cose che magari sono venute un pò a mancare negli anni. Però ogni serata ha un suo percorso e sono molto contento di ogni singola serata che vado a condurre”.
L’ultima domanda, cos’è per te Tutto il buono?
“Tutto il buono è sicuramente vivere a pieno ogni secondo della nostra vita, cercare sempre di dare il meglio, non accontentarsi. Come dice Ligabue: “Chi si accontenta gode così così, a metà”. Tra l’altro Tutto il buono e di recente è la Boston Gang che vedi sui social, oggi abbiamo portato un aneddoto. Lui della Boston Gang è un vero cane Dj, ci sono tanti Dj cani e lui lo è. Sta sempre con me insieme agli altri Boston solo che portarli tutti in studio sarebbe stato un delirio”.
Sarebbe stato bellissimo, invece. Grazie Gino Latino per essere stato qui con noi. Grazie anche a te Boston.
“Ci sono lavori che si fanno e lavori che si sentono e Gino Latino non ha mai smesso perché la musica è un linguaggio universale. Quando fai qualcosa che ci piace, questa cosa rimarrà dentro di noi come parte a sé stante di noi stessi”. “Vi cito una frase di David Guetta che dice: “La musica è ciò che unisce le persone”.
“Questa è la storia di Gino Latino e questa è una storia che non si ferma mai. Grazie a tutti e ci vediamo alla prossima puntata con Tutto il buono”.


