Estate 2026, la svolta: meno del 40% è partito ad agosto. Ecco cosa sta succedendo

comunicato stampa del 30 luglio 2026

Per risparmiare ci si sposta in auto e si soggiorna in casa vacanza

Estate 2026: meno del 40% partirà ad agosto

Necessari circa 1.000 euro a testa per alloggio e trasporti

Milano, luglio 2026. Se fino a qualche anno fa la maggior parte degli italiani faceva le vacanze estive durante il mese di agosto, quest’anno 12,3 milioni di vacanzieri su 28.572.325 sono già partiti a giugno e luglio, mentre 8,2 milioni lo faranno nel mese di settembre. La durata media delle ferie sarà di 11 giorni e più di 1 viaggiatore su 2 raggiungerà la destinazione finale in auto. Questi alcuni dei dati dell’indagine commissionata da Facile.it all’istituto di ricerca EMG.

La spesa media

Considerando solo trasporti e alloggio, dallo studio è emerso che per le vacanze 2026 gli italiani spenderanno mediamente 939 euro a testa, cifra che spiega come mai in tanti abbiano scelto di ricorrere ad un prestito personale in modo che questa uscita pesi il meno possibile sul budget familiare; secondo le stime di Facile.it, nei primi cinque mesi del 2026, per questa finalità sono stati erogati finanziamenti per un totale di circa 170 milioni di euro.

Come scelgono la destinazione gli italiani

Ma cosa ha influenzato gli italiani nella scelta della destinazione e della tipologia del loro viaggio? Il 36,1% degli intervistati ha dichiarato di essere già stato nel luogo prescelto per la vacanza, mentre 1 su 4 ha seguito un consiglio di amici/parenti/colleghi. Per più di 7 milioni di viaggiatori, invece, la decisione è stata guidata dal budget prefissato. 

Social network e influencer fanno ormai parte della nostra quotidianità, ma quando si tratta di vacanze il loro potere di persuasione è minore di quello che si potrebbe pensare: solo il 9,7% dei rispondenti, infatti, è stato influenzato da quanto visto sui profili social dei content creators nella scelta della destinazione.  

Sorprende invece vedere che una tecnologia recente come l’intelligenza artificiale è già stata utilizzata dal 4,3% dei rispondenti per scegliere la meta del proprio soggiorno.

Dove soggiorneranno 

Fra le sistemazioni predilette dai nostri connazionali per le ferie, quest’anno le case vacanza registrano un vero e proprio boom tanto è vero che più di 7,6 milioni di italiani (26,9% dei vacanzieri) ha scelto questo tipo di struttura per soggiornare. Un dato che si spiega, almeno in parte, con la volontà di abbattere il più possibile i costi di alloggio. Esigenza confermata anche da un altro numero, quello degli italiani che trascorreranno le vacanze in casa dei genitori: sono circa 2 milioni.

Il mondo del turismo “professionale” riesce a superare le case vacanza solo se si sommano alberghi, hotel, agriturismi e B&B, scelti dal 38,2% dei rispondenti, pari a poco meno di 11 milioni di individui.

Le mete preferite 

La maggior parte degli intervistati ha dichiarato che trascorrerà le proprie ferie in Italia, mentre saranno oltre 6,2 milioni quelli che viaggeranno in Europa; tra di loro il 22,4% in Spagna, il 14,5% in Grecia e il 10,8% in Francia. Tra chi si avventurerà in viaggi a lunga percorrenza, invece, il 2,1% andrà in Asia, l’1,9% in America Latina e l’1,4% in Medio Oriente. 

Appena l’1% ha affermato che andrà in Nord America, una percentuale in forte calo se si considera che nel 2022, secondo l’Istat, gli italiani che avevano viaggiato negli Stati Uniti erano stati quasi il 3%.

Come le raggiungeranno

L’automobile rimane il mezzo di trasporto preferito dagli italiani per raggiungere la meta delle proprie vacanze: è stata infatti indicata da più di 15,8 milioni di vacanzieri (55,5%), in particolar modo dai 45-54enni (66,6%) e dagli abitanti del Nord Est (67,2%). Brutte notizie per loro: l’aumento del prezzo del carburante potrebbe pesare ad agosto per oltre 1 miliardo di costi extra a livello nazionale, vanificando, almeno in parte, l’intento di risparmiare su questa voce di spesa.

Al secondo posto si trova l’aereo, che verrà utilizzato da oltre 8,7 milioni di italiani (30,7%) e che è prediletto soprattutto dai più giovani (nella fascia anagrafica 25-34 anni la percentuale raggiunge il 54%).

Quanto rimarranno via

Come detto, dall’indagine è risultato che i viaggi degli italiani avranno una durata media di 11 giorni. Quasi 1 rispondente su 4, ovvero circa 7 milioni di persone, ha ammesso di aver ridotto il proprio soggiorno rispetto all’idea iniziale e, di questi, oltre 5,2 milioni ha deciso di farlo a causa del rincaro dei costi generali della vita o della vacanza stessa.

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Nota metodologica: 

Indagine condotta da EMG per Facile.it su un campione (1.500 rispondenti) rappresentativo di italiani dai 18 anni per sesso, età, regione, classe d’ampiezza demografica dei comuni. Metodo di raccolta delle informazioni: Rilevazione CAWI; Periodo di realizzazione: 4/8 giugno 2026.

Analisi sui prestiti condotta da Facile.it e Prestiti.it su un campione di oltre 400.000 richieste di prestiti personali raccolte online da gennaio a maggio 2025 e 2026.

Mille e ventiquattro euro in più in un anno. È quanto pesa il carovita su una famiglia media lecchese secondo la classifica delle città più care d’Italia stilata dall’Unione Nazionale Consumatori sui dati territoriali dell’inflazione di agosto, diffusi mercoledì 16 settembre dall’Istat. Con un’inflazione tendenziale del 3,6%, Lecco sale al settimo posto della graduatoria nazionale: è la prima tra le città lombarde, un gradino sopra Como.

La classifica non misura il tasso di inflazione in sé, ma la spesa aggiuntiva che ne deriva per una famiglia tipo. Per questo città con aumenti percentuali simili possono trovarsi lontane in graduatoria: Bolzano, con lo stesso 3,6% di Lecco, è seconda con 1.094 euro.

Un anno fa Lecco era a metà classifica

Il confronto con l’estate scorsa racconta un salto netto. Ad agosto 2025 Lecco era 42ª, con un’inflazione dell’1,2% e un rincaro di 345 euro a famiglia. In dodici mesi l’aggravio è quasi triplicato e la città ha scalato 35 posizioni.

La risalita non è stata lineare. A ottobre 2025 Lecco era 41ª, a novembre era già balzata al 24° posto; con i dati di giugno 2026 si trovava al 35° posto. Ora l’ingresso nella top ten.

Il dato lecchese supera di 191 euro la media italiana, ferma a 833 euro con un’inflazione del 3,3%, e di 117 euro quella lombarda. La Lombardia è infatti quarta tra le regioni più care, con 907 euro di spesa aggiuntiva e un’inflazione del 3,1%.

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L’immagine di copertina: l’autore DragonImages

Alessandra Arosio – Ufficio Stampa Facile.it

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