Domande, preghiere, lavori di gruppo: il 26-27 giugno il Concistoro del Papa coi cardinali

Nel fine settimana, a ridosso della Solennità dei Santi Pietro e Paolo, la seconda riunione di Leone XIV dopo quella di gennaio con i membri del Collegio cardinalizio per discutere, riflettere e approfondire tematiche sull’attualità della Chiesa e del mondo. I porporati divisi in 20 gruppi lavoreranno secondo la metodologia “sinodale” in quattro sessioni dedicate a quattro tem. Richiesta loro massima “riservatezza” sui lavori per conservare un clima di confronto fraterno

“In che modo le tensioni, le divisioni e i conflitti che attraversano il mondo toccano oggi la vita delle nostre Chiese e dei nostri popoli?”. “Quali linguaggi, atteggiamenti e pratiche possono aiutare a costruire riconciliazione, convivenza e pace?”. Sono due delle diverse domande sulle quali rifletteranno e discuteranno i cardinali invitati dal Papa per il Concistoro straordinario che si terrà nei giorni 26 e 27 giugno. È il secondo Concistoro voluto da Leone XIV, dopo quello dello scorso gennaio che aveva visto riuniti 170 porporati elettori e non elettori da ogni parte del mondo in Vaticano, ai quali lo stesso Pontefice aveva detto: “Sento, sperimento la necessità di poter contare su di voi”. Proprio al termine di quella riunione, Leone aveva annunciato l’appuntamento di giugno, a ridosso della solennità dei Santi Pietro e Paolo, durante il quale i membri del collegio cardinalizio torneranno a approfondire i temi anticipati in una lettera ai porporati dal cardinale Giovanni Battista Re, decano del Collegio cardinalizio: situazione internazionale, pace e superamento della teoria della “guerra giusta”, l’enciclica Magnifica humanitas e l’attuazione del Sinodo.

Mantenere riservatezza

Secondo il programma e le informazioni diffuse dalla Sala Stampa della Santa Sede in serata, i lavori si divideranno in quattro sessioni articolate secondo lo schema “sinodale” già utilizzato di discussioni, preghiere, silenzi, riflessioni personali e condivise in momenti di plenaria. Mai è prevista durante i lavori la presenza della stampa e, come già nel primo Concistoro di gennaio (ma ancor prima, anche nella doppia sessione del Sinodo sulla Sinodalità) ai cardinali è richiesto di mantenere “riservatezza” su quanto avviene in aula e di “non rilasciare dichiarazioni alla stampa durante lo svolgimento del Concistoro”, in modo da “conservare un clima di fraterno confronto”.

Divisioni in 20 gruppi

I partecipanti saranno suddivisi in due insiemi: uno di 9 gruppi di cardinali elettori ordinari (inclusi nunzi e porporati elettori che hanno concluso il servizio come ordinari) e l’altro di 11 gruppi di cardinali elettori della Curia Romana e cardinali Non Elettori. Ogni gruppo avrà un presidente, incaricato di moderare i lavori e di garantire il rispetto dei tempi, e un segretario, responsabile della raccolta dei contributi emersi e della redazione della relazione finale con il contributo dell’intero gruppo.

Prima sessione

Più nel dettaglio, sarà la Messa presieduta dal Papa nella Basilica di San Pietro, alle 7.30 di venerdì 26 giugno, a dare inizio all’evento, che entrerà nel vivo alle 9.30 quando i partecipanti si trasferiranno in Aula Paolo VI per l’introduzione e la prima sessione, prevista fino alle 12.45. Al cardinale Re è affidato – dopo il canto del Veni Creator Spiritus – l’indirizzo di apertura, che sarà seguito da un intervento introduttivo del Papa. Ai cardinali verranno quindi presentati l’incontro e le modalità di lavoro. La prima sessione si snoderà a partire da una domanda: “In quale mondo siamo chiamati ad annunciare il Vangelo?”. Il cardinale polacco Grzegorz Ryś, arcivescovo metropolita di Cracovia, terrà alle 10 una meditazione biblica sul tema, seguita da qualche momento di silenzio e preghiera personale. Alle 10.30 ci sarà la prima condivisione nei gruppi, a partire da due domande: “Quali sofferenze, tensioni e interrogativi attraversano oggi con maggiore forza i popoli e le comunità ecclesiali affidate alla sua cura? Quali segni di speranza, di fedeltà al Vangelo e di possibile riconciliazione è importante portare all’ascolto comune?”.

Interventi, ascolto, restituzione

Ogni gruppo individua il momento più opportuno per una pausa e alle 12 avverrà la cosiddetta “restituzione” in plenaria. Tutti i gruppi trasmettono per email il proprio contributo, mentre i gruppi degli ordinari e alcuni degli altri gruppi presentano la propria relazione in Aula. I lavori di gruppo saranno, a loro volta, articolati in tre fasi, lasciando spazio tra una fase e l’altra a un breve tempo di silenzio. La prima fase è quella degli interventi personal, in cui ciascun partecipante interverrà per un massimo di 3 minuti, rispondendo alle domande indicate sul programma. Da qui, l’ascolto condiviso: ciascuno interviene nuovamente per un massimo di 2 minuti. Non si presentano nuove proposte, ma si evidenziano i punti più significativi emersi dall’ascolto precedente. Nella terza fase, si elaborerà la relazione; un compito a cura del segretario, con l’aiuto di tutti i membri, per raccogliere i frutti del confronto e procedere alla stesura della relazione finale. Questa metodologia sarà seguita in tutte e quattro le sessioni.

Seconda sessione

Tornando al programma, nel pomeriggio del 26 giugno, dalle 16 alle 19.30, si svolgerà la seconda sessione, sempre in Aula Paolo VI. La cultura della potenza e la civiltà dell’amore è il filo conduttore dei lavori pomeridiani, aperti sempre dalla preghiera e da una introduzione sul tema a cura del cardinale Víctor Manuel Fernández, prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede, che avrà come traccia il capitolo V della enciclica di Papa Leone Magnifica humanitas.

Ancora lavori di gruppo, alle 16.20, con al centro altre domande sulla attualità della Chiesa e del mondo. Pausa, poi plenaria, poi presentazione da parte dei gruppi con l’aggiunta – in questa seconda sessione – di interventi liberi sul tema della sessione.

Terza sessione

Si passa, dunque, a sabato 27 giugno, con la Messa mattutina alle 7.30 nella Basilica di San Pietro presieduta cardinale decano Re. I lavori riprenderanno in Aula Paolo VI con la terza sessione su Costruire nel bene: i cantieri del nostro tempo. Introdurrà il tema il cardinale Stephen Brislin, arcivescovo metropolita di Johannesburg e presidente della Conferenza dei vescovi cattolici dell’Africa meridionale, che anche lui baserà il suo intervento su Magnifica humanitas, in particolare nelle parti introduttive e conclusive.

Dalle 9.50 si lavorerà in gruppi e ci si concentrerà sulle seguenti domande: “Quali sono oggi, nei vostri contesti, le fratture che rendono più difficile costruire il bene comune? Quali attese e quali domande emergono dalle persone e dai popoli che la Chiesa è chiamata ad ascoltare e che forse non ascoltiamo abbastanza? Quali sostegni, orientamenti o iniziative delle Chiese locali e della Chiesa universale potrebbero aiutare più efficacemente l’impegno nella costruzione del bene comune?”. La plenaria è fissata per le 11.30, durante la quale esporranno le loro relazioni i gruppi degli ordinari e alcuni altri gruppi. A seguire, interventi liberi sul tema.

Quarta sessione (e la cena finale con il Papa)

La quarta e ultima sessione inizierà, invece, alle 16 e terminerà alle 19.30. Differente lo scenario, l’Aula Nuova del Sinodo, mentre il tema sarà Il cammino di attuazione del Sinodo. Sarà il cardinale segretario del Sinodo, Mario Grech, a introdurlo a partire dal documento presentato nel maggio scorso Verso le Assemblee sinodali 2027-2028. Tappe, criteri e strumenti per la preparazione. Il programma presentato dalla Stampa prevede un momento di “domande di chiarimento” sulla tematica.

Alle 17.30 avverrà un dialogo con il Papa, seguito da interventi liberi della durata massima di 3 minuti. Il discorso conclusivo di Leone XIV concluderà tutto il Concistoro, suggellato da una cena con il Papa alle 19.45, in Aula Paolo VI.  Il 29 giugno, a San Pietro, alle 9.30, infine, la Messa nella Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo.

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Un momento dei lavori in Aula Paolo VI (@Vatican Media)
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