Calcio – Dionisi in conferenza stampa studia la chiave tattica per affrontare la Carrarese.

Un determinato Alessio Dionisi lancia la sfida importante di campionato di martedì, quando i rosanero affronteranno la Carrarese, per un turno fondamentale in chiave playoff. Ecco le sue parole in conferenza stampa: (Gazzetta dello Sport). Hai più volte sottolineato che uno dei problemi di questa squadra è la mentalità. E ti chiedo, se una squadra manca di mentalità riesce a fare la partita fatta con il Frosinone non tanto per l’avversario ma per il contesto in cui ha giocato, cioè contro uno stadio che l’ha contestata dal primo al novantesimo minuto. Cosa ne pensi a riguardo? «Per certi aspetti nonostante tutto abbiamo lavorato bene e siamo stati uniti. Dovremmo essere pronti alla partita che si mette male, alla partita che si mette bene, al rientrare come hai finito, fare il secondo tempo come hai finito il primo, però delle volte le cose non vanno come vorresti ed anche la partita col Frosinone è stato un pò atipico il clima, un pò ‘irreale’, pensare di giocare in casa un match che ti potevi guadagnare l’accesso ai playoff. I ragazzi sono stati bravi. Hanno dato un segnale bello – fermo restando che giochiamo tutti insieme ed abbiamo lo stesso obiettivo. Poi il titolo lo manifesta in un altro modo, la squadra però ci è andata sopra, quindi per certi aspetti non posso venir meno al fatto che in alcuni momenti siamo stati non lucidi mentalmente, non equilibrati nella partita. Contro il Frosinone abbiamo invece dato una grande risposta. Deve essere magari un nuovo punto di partenza. Da questa partita la squadra ne deve uscire più forte per il risultato, per il playoff conseguito ed anche perché è andata sopra un clima non favorevole. Da dentro si hanno delle percezioni. Chi invece magari è esterno o dentro lo stadio, la percepisce in un altro modo».

Vista la reazione di questa squadra non ha evidentemente solo un problema di mentalità? Se certe cose non sono andate è anche per qualcos’altro, perché la mentalità l’hanno fatta vedere? «La mentalità la costruisci durante l’anno. La costruiscono i ragazzi, società, dirigenti, staff tecnico, tutti, tutti insieme. Però abbiamo anche dimostrato delle volte di non essere equilibrati dentro alle partire e quello ha portato magari a non ottenere di più. Ora affrontiamo un’altra partita di campionato che ci può far consolidare la posizione, migliorarla o peggiorarla. Dipende tanto da noi».

A che punto sono le condizioni di Ceccaroni e di Magnani. Perché soprattutto su quest’ultimo c’è un report che dice tutto o dice niente, una elongazione generica alla gamba al quadricipite. Se si tratta di quadricipite recupera in un modo, se è soleo recupera in un altro modo. Possiamo essere un pò più circoscritti?

«C’è una linea, una comunicazione esterna che è condivisa tra staff sanitario e società. Non posso andare oltre da ciò che è scritto. Posso aggiungere che Ceccaroni è più avanti di Magnani. Quindi con molta probabilità Pietro sarà a disposizione martedì, a differenza di Giangiacomo che non sarà invece a disposizione. Però non stiamo parlando di tempi lunghi».

Lo avrete per i playoff? «Lo spero. Vedremo giorno per giorno non trattandosi solo di una questione clinica ma anche a sensazione».

Mi concentro direttamente sulle partite che stanno per arrivare. Ne hai due sicuramente. Nella prima penso che il Palermo abbia tutte le intenzioni di doverla giocare per migliorare la propria classifica. Però ti chiedo se le scelte che farai dipendono proprio dalla vicinanza estrema delle partite e quindi per un fatto fisico, di energie, considerando che una si gioca cinque giorni dopo l’altra e la prossima ancora più importante si gioca appena sabato. Dunque alcune scelte che farai dipendo essenzialmente da questo e dalla necessità a fine stagione di gestire alcuni giocatori, magari quelli che sono più o meno importanti o affaticati. Intanto bisogna battere la Carrarese ed arrivare sesti se possibile, e poi, si vede?

«Tutte e tre. Nel senso ovvio che vorremo far risultato e potremmo come indicato poc’anzi consolidare la posizione o migliorarla. Una parte del risultato finale dipenderà da noi. Gestire le forze, perché poi sappiamo che giocheremo una partita ravvicinata e questa già è ravvicinata a quella precedente. Al tempo stesso vorrei vedere dei giocatori che vogliono vincere che magari non sono stati protagonisti nella prima partita o in quella scorsa disputata, perché abbiamo bisogno veramente di tutti. Se lo dico e poi non lo faccio è perché non ho fiducia, fermo restando che non esiste turnover. Esiste di cercare di dare il minutaggio a quelli che se lo meritano e devono dimostrarlo poi in campo, perché non ci si può rifugiare da chi ha giocato di più o chi poco. Giochi e dimostri. Non dimostri e non giochi. Martedì, magari potrebbe trovare spazio qualcuno che nell’ultimo match ha trovato meno spazio. Sempre se lo meritano e se lo dovranno guadagnare. Arrivati a questo punto devo capire, chi veramente vuole dare tanto non solo con l’atteggiamento ma anche con la mentalità».

PalermoToday. Dicevi che mai si era vista una contestazione come contro il Frosinone. È vero che i fischi erano arrivati durante oppure a fine partita ed in altre circostanze, però obiettivamente ad inizio gara appena siete entrati in campo non si era mai verificato. Non ricordo altre partite di altre squadre, con dei fischi prima che inizi la partita. Detto ciò, avevi detto dopo Cesena bisogna cacciare fuori gli attributi. Speri che questa reazione sia costante e quindi non ci sia un’altalena dal punto di vista psicologico, così come c’è stato con i risultati per questi playoff? E poi, che clima ti aspetti, martedì? Magari la partita contro il Frosinone abbia dato una risposta anche al pubblico oppure credi che anche in vista di questo match può esserci ancora un pò di malumore? «Sul clima che ci sarà non saprei dirti, vedremo. In parte dipende dai risultati. Ho detto che un clima del genere non c’era mai stato, perché l’ho sentito dire da tanti da anni trattandosi di una situazione abbastanza atipica. Matteo Brunori ha scritto tante volte ai ragazzi, usa i social per mandare un messaggio. Si vince e si perde tutti insieme. Per vincere insieme, bisogna saper perdere insieme. La cosa migliore per vincere sta proprio nell’insieme. È lo slogan migliore da compiere e metterlo in pratica. Se troveremo il clima trovato con il Frosinone non sarà bello. Ad esempio, col Cesena abbiamo fatto la partita ma non abbiamo fatto il risultato. Col Frosinone abbiamo fatto la partita e abbiamo fatto il risultato. Siamo arrivati ad un momento che la partita deve dare il risultato, perché è quello che vogliamo, perché vogliamo ottenere qualcosa, vogliamo toglierci delle soddisfazioni. Ancora abbiamo delle possibilità. Perché sprecarle? Dovremmo averlo capito. Questa è l’ultima di campionato. In teoria non era l’ultima ma è diventata l’ultima giornata. Non occorrerà fare una gara sgonfia, abbassare il livello se le cose saranno semplici. È stato visto anche in Serie A. Una partita che sembrava essere già scritta – non è stata poi affatto così scritta, perché le partite vanno determinate dentro il campo e delle volte non l’abbiamo fatto. Non possiamo permettercelo che la partita prenda una determinata quadra. Ad esempio, nel match in gara col Sudtirol eravamo in vantaggio e siamo riusciti a perderla per demerito nostro. Domani è molto importante, perché può essere una partita che può togliere delle soddisfazioni, che ci dà una possibilità in più per la successiva».

Vorrei parlare un pò di calcio giocato. Il punto di vista della manovra offensiva contro il Frosinone sei rimasto soddisfatto o pensi di utilizzare ulteriori soluzioni. Nelle ultime gare Pohjanpalo non sempre è stato ben servito, però con Brunori ed altri giocatori hai trovato comunque altri sbocchi. Ti chiedo se magari hai notato il fatto che non sempre Pohjanpalo per quanto ha fatto lavoro scudo per la squadra non arriva davanti al portiere in maniera pulitissima? «Joel spesso è stato cinico, con occasioni non pulite, alcune sì, altre no. È difficile arrivare sotto porta come l’azione che abbiamo fatto contro la Salernitana, perché dipende da ciò che fai tu e da ciò che fa la squadra avversaria. Contro il Frosinone mi è piaciuta tanto e dobbiamo mettere tutto dentro nella partita contro la Carrarese. Verrà una squadra che ha fatto bene, si è salvata, ha conseguito un obiettivo non scontato per loro. La temevo quando ci dovevamo giocare. Si tratta di una compagine che arriva prima sulle seconde palle, è una squadra intensa, che ha proprio lo spirito della neopromossa ed hanno ottenuto risultato per questo. E’ una squadra organizzata, con dei valori. Verrà con leggerezza. Questo potrebbe giocare a loro vantaggio se noi non saremo bravi a mettere la stessa determinazione che abbiamo messo nel match precedente col Frosinone. Poi le linee di passaggio se le troviamo più pulite o meno, dipende sia dalla nostra pulizia ma anche dall’intensità, dalla pressione, dal pressing degli avversari. Joel in queste partite ha dato il suo contributo. Joel è un giocatore importante per questa squadra. Sicuramente dovremmo far arrivare più palloni in area possibili. Perché se arrivano più palloni in area, i nostri attaccanti, avranno più possibilità di far gol».

A proposito della sfida col Frosinone giocata in un clima molto pesante. A Torretta c’è una scritta, che recita: “Non è finita, fin quando non è finita”. Riporto un recente passato, quando il Palermo ha vinto i playoff di Serie C, perché fu una stagione altalenante, poi nel giro di un mese tutto è cambiato. E Brunori è stato uno dei protagonisti di quella esperienza. Ti chiedo se quella reazione che abbiamo visto col Frosinone, quindi una squadra compatta, leggendo sui social anche i messaggi che ha scritto Brunori ed altri compagni di Brunori, si può trasformare davvero in una presa di coscienza e di giocarli fino in fondo questi playoff? «È quello che vogliamo, lo spero. È un messaggio che dobbiamo fare nostro – trattandosi di della frase che ha citato lei, con la scritta bella grande affissa in palestra. Poi ce la ricordano i nostri dirigenti, c’è l’ha ricordato anche Galassi quando è venuto. Dovremmo essere equilibrati, perché le partite sono molto lunghe e dentro una stessa partita ci sono tanti episodi. Non dimentichiamoci che nel precedente match gli episodi sono stati favorevoli. In tutti i match ci sono momenti in cui soffri. Anche martedì ci saranno momenti in cui la Carrarese ci metterà in difficoltà. Dovremmo stare dentro alla partita perché come dicevi, non è mai finita, finché non è finita».

Ed a proposito della Carrarese ti chiedo quali insidie ci sono? Ad esempio, abbiamo visto nella gara Napoli-Genoa, gli ospiti hanno dato tutto nonostante in classifica si trovavano in una situazione di scioltezza proprio come la Carrarese. «Tantissime, perché vuoi o non vuoi, i piccoli guardano i grandi. Noi siamo più piccoli della Serie A, più piccoli della Champions League. Basta guardare veramente la televisione ed andare dietro al risultato che c’è, guardando al match del Napoli in casa col Genoa, guardando anche alla semifinale di Champions. Quando la partita sembra finita non è finita. Quando la partita sembra incanalata in un modo, se non ci stai dentro è in un attimo che cambia. Dobbiamo prendere anche spunto dalle squadre più importanti di noi. La partita di domani nasconde delle insidie e dovremmo essere bravi a prevedere. Come? Sapendolo già oggi, convincendoci veramente di ciò. Pensando alla gara col Frosinone, aveva mille insidie – si trattava di una formazione in salute, con dei valori, organizzata, forse la squadra che aveva la striscia positiva o che comunque aveva ottenuto più punti nelle ultime partite, oltre a quelle che avevano fatto più punti. In campo si è vista quell’attenzione, quella voglia, quella volontà, dedizione. La squadra nella pressione, nel pressing era unita. Così dovrà essere anche domani, se vogliamo ottenere il risultato».

Tornando alle rotazioni, ci sono due giocatori sulla quale mi vorrei soffermare. Uno è Pierozzi che ultimamente hai utilizzato per emergenza dal braccetto di destra. Ti chiedo se dal primo minuto può essere una opzione, considerando anche la duttilità di Diakité che può essere utilizzato anche a sinistra e poi su Alessio Buttaro, un giocatore che ha visto pochissimo il campo, molto duttile. E se questa può essere la partita e su come si metterà nel corso d’opera il match, per dargli minutaggio e di conseguenza far rifiatare qualcuno che ha tirato tanto la carretta? Grazie. 

«Finalmente Niccolò Pierozzi ha trovato continuità per merito suo, considerando che è stato sfortunato durante la stagione – avendo avuto degli stop per gli infortuni che l’hanno un pò precluso la possibilità di farla sua già dall’inizio. La continuità ti porta a far prestazione, a fare un errore e rigiocare. Poi chi gioca tanto va anche gestito, perché ci sono anche degli altri che meriterebbero di giocare e dobbiamo stare attenti, perché questa è l’ennesima partita ravvicinata, ma ce ne sarà almeno un’altra. Niccolò è sicuramente un giocatore che in questo momento lo considero un titolare, ma lo stesso non è detto che giocherà martedì. Per quanto riguarda Alessio – purtroppo è il giocatore che ha trovato meno spazio allenandosi sempre molto bene. Ha avuto solo un dubbio a fine gennaio pensando di andare a trovare spazio in un’altra squadra. Dopo questa sorta di ‘rallentamento’, si è allenato alla grande, quindi meriterebbe tanto. Però non posso essere democratico. Devo pensare anche alla squadra, ai valori. Alessio è un giocatore che ha dato tanto al Palermo. Anche quest’anno, con i giocatori meno in vetrina – non ci sarebbero i cosiddetti giocatori in vetrina, ma dietro di loro ce ne sono degli altri. Alessia merita tanto, come meritano anche altri suoi compagni. Farebbero lo stesso per Alessio che in allenamento spinge davvero tanto».

Contro il Frosinone il Palermo è tornato a non subire gol dopo partite a porte aperte. Si tratta di una nota positiva. Quanto questo aspetto è una prima base per la gara di domani, ma anche in ottica playoff dove potete costruire qualcosa di utile, di interessante? «L’atteggiamento e volontà ed un pizzico di fortuna determinano proprio questo. Sarebbe impossibile non concedere niente. Abbiamo concesso poco al Frosinone. Avevamo concesso poco al Cesena ma abbiamo subito gol, perché la volontà e la determinazione erano diverse. Dovremmo mettere in campo con la stessa volontà. Si è percepito tanto che la squadra non voleva prendere gol venerdì con il Frosinone. E ciò, fa tanta differenza. Poi tutte le squadre sono organizzate e quindi anche noi lo siamo. Tutte le squadre in fase difensiva coprono gli spazi. Un conto è occupare bene gli spazi ed un conto è non voler subire gol, un conto è voler vincere, un conto è andare in questa direzione. Domani non sarà facile, perché troviamo veramente una squadra che su questo ha ottenuto tanti risultati, però dovremmo pareggiarla su quelle che sono le nostre caratteristiche, perché su altre saremmo dominanti rispetto a loro».

Hai la certezza di giocare sabato. Come ti comporti con i diffidati. Per esempio, Gomes che è quello un pò più pesante, poi ci sono anche Lund, Magnani non giocherà e Nikolaou. Fai delle valutazioni oppure bisogna vincere domani e vale solo la partita? «Sinceramente le valutazioni le facciamo solo sulla partita di domani, fermo restando che sappiamo questo. E quindi dovranno stare sicuramente attenti i ragazzi, considerando anche che il match che andremo a giocare è troppo importante. Poi dopo – a fine partita vedremo quanto lo è stata. Perché se vogliamo quantomeno mantenere la posizione dobbiamo fare risultato. Ed allora, sì, che potrai guardare se l’abbiamo migliorata, altrimenti non sarà così. Nella partita con il Frosinone abbiamo pensato alla nostra situazione e abbiamo fatto risultato. Blin ha preso l’ammonizione e sarà squalificato. Dietro abbiamo qualche defezione e vuoi o non vuoi, si farà poco il pensiero su questo. Il resto poi lo valuteremo prima, ma anche poi durante il match – fermo restando che la priorità è la partita con la Carrarese». Grazie. «A voi».

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