Palù del Fersina, un laboratorio di sperimentazione e di innovazione per tutto il Trentino

Architettura rurale e paesaggio alpino

Il Progetto del PNRR “La forza della minoranza: rinascita di un borgo di matrice germanica a sud delle Alpi” ha reso Palù del Fersina – Palai en Bersntol un vero e proprio laboratorio sperimentale nella ricerca dei principi e delle qualità architettoniche per la trasformazione dell’edilizia rurale e per la rigenerazione del paesaggio alpino. La seconda edizione del convegno “Architettura rurale e paesaggio alpino”, organizzata oggi da TSM-STEP Scuola per il Governo del Territorio e del Paesaggio presso la sala comunale di Palù del Fersina, ha inteso approfondire la relazione tra reinterpretazione, riutilizzo e recupero sostenibile del patrimonio storico, in dialogo con i linguaggi architettonici contemporanei. I masi e le baite, è emerso nel corso dei lavori, sono uno dei tratti distintivi del sistema territoriale della Valle dei Mocheni, un patrimonio non solo architettonico, ma anche sociale e culturale, con una precisa funzione economica.

“Gli interventi promossi attraverso il progetto PNNR “La forza della minoranza: rinascita di un borgo di matrice germanica a sud delle Alpi” – ha detto Giovanni Gardellidirigente generale del Dipartimento urbanistica, energia, catasto, tavolare e coesione territoriale della Porvincia – si inseriscono all’interno di una più ampia strategia relativa a un nuovo modo di abitare e frequentare la montagna, che la Provincia autonoma di Trento ha individuato durante la scorsa legislatura con gli Stati Generali della Montagna. In questo senso, Palù del Fersina rappresenta un laboratorio di sperimentazione e di innovazione per tutto il Trentino. Le azioni per il recupero e la rifunzionalizzazione in chiave anche turistica di masi e baite vanno lette, quindi, in un’ottica di sviluppo e di vivibilità complessiva del territorio che riconosce nel patrimonio storico di edilizia rurale e nei relativi paesaggi un tratto unico e distintivo”.”Questo percorso di rigenerazione dell’architettura rurale, realizzato qui in valle dei Mocheni, – ha detto il presidente di TSM, Francesco Barone – valorizza l’identità della comunità mochena e la sua capacità di rimanere ancorata alle proprie radici e, nel contempo, di proiettarsi verso le sfide del futuro, nonché la capacità del sistema Trentino di camminare accanto alle proprie comunità. Recupero, riutilizzo e rigenerazione sono state le parole chiave che hanno guidato il lavoro sui masi: non, dunque, una conservazione fine a se stessa, ma un intervento orientato alla sostenibilità sociale, ambientale ed economica. TSM è una struttura al servizio dello sviluppo del Trentino che integra diverse competenze e funzioni, mostrandosi capace di accompagnare progetti di sviluppo complessi. Le attività di ricerca e formazione realizzate qui a Palù – ha spiegato Barone – sono state particolarmente significative, perché hanno richiesto di operare su aspetti diversi che necessitano di essere integrati per rendere efficace l’azione di rigenerazione. Questo percorso è legato da un filo rosso, rappresentato dall’intreccio di tradizione, identità e radici con il progresso, lo sviluppo e la capacità di reinventare e ridestinare. Ancora più in breve: una tradizione viva della gente trentina, raccontata in questa valle con l’idioma della culla ascoltata dalle madri, dai padri e dai nonni, la lingua mochena”.La TSM-STEP Scuola per il governo del territorio e del paesaggio e l’Osservatorio del Paesaggio, – ha spiegato Gianluca Cepollaro di TSM – partendo proprio dalla Valle del Fersina, hanno avviato un progetto che riguarda tutto il Trentino, volto alla conoscenza del patrimonio di edilizia rurale tradizionale ed alla formazione necessaria per accompagnare la trasformazione di manufatti storici che costituiscono un patrimonio straordinario. Una ricerca che considera, oltre agli aspetti architettonici e urbanistici, anche quelli sociali e culturali attraverso l’indagine fotografica, sia storica che contemporanea, e l’analisi della rappresentazione nell’arte dei masi e delle baite dall’ottocento in poi. Attraverso la formazione promuoviamo con gli amministratori, i progettisti, gli artigiani, i giovani delle scuole professionali, l’apprendimento di quelle competenze necessarie ad affrontare le trasformazioni degli edifici rurali in modo consapevole, rispettoso e coerente con il pregio del paesaggio alpino. Al momento abbiamo terminato l’analisi in Val di Sole ed in Primiero mentre stiamo lavorando nella piana Rotaliana. Ricerca, formazione e intervento – ha concluso Cepollaro – sono il riferimento di un circuito metodologico che permette di avere un approccio integrato alla rigenerazione del territorio e soprattutto di garantire il coinvolgimento delle comunità”.“Il valore di ciò che l’architettura rurale storica ci tramanda – ha evidenziato Alberto Winterle che ha coordinato la sezione tecnica del convegno – sta nella sua continua “attualità”, ovvero nella capacità di riconoscervi un’appartenenza e di tentare di mantenerla viva. Anche l’introduzione di nuovi elementi è parte di uno sforzo per dare un senso agli edifici del passato che possono cambiare uso o non rispondere più alle necessità di un tempo. Per non essere abbandonati, il loro recupero e la ristrutturazione diventano casi fertili, occasioni di rigenerazione anche paesaggistica. Le relazioni emerse oggi, durante il convegno, eprimono la necessità di saper leggere e comprendere il valore di ciò che stiamo per toccare e soprattutto della capacità di inserirsi in un flusso di azioni creative”.Circa 80, fra architetti, ingegneri, agronomi e forestali e geometri, le persone che hanno partecipato al convegno, che ha visto gli interventi, fra gli altri, degli architetti Matteo Scagnol e Sandy Attia, dello studio MoDus, sul tema del paesaggio alpino tra tradizioni costruttive storiche e linguaggi architettonici contemporanei e dell’architetto Enrico Scaramellini, che ha posto l’accento sul recupero sostenibile del patrimonio edilizio alpino.

Qui le immagini e le interviste:

https://drive.google.com/drive/folders/1IKMhftdIf_nVwxvSAdone-KCvtEJSnn0

(fm)

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Ufficio Stampa della Provincia autonoma di Trento

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