Adriano Formoso a Tutto il buono: “Ciò che accade di positivo ma soprattutto l’interazione di una vita con un’altra quindi l’amore”

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Ospite a Tutto il Buono da Elvira Federico nella puntata di venerdì 26 giugno 2026 è Adriano FormosoPsicologo, Psicoterapeuta, ricercatore in Neuroscienze, artista, scrittore.

Elvira Federico è la conduttrice di Tutto il buono in onda ogni venerdì su Rete 7, nonché modella, inviata tg events, influencer e di volta in volta impressiona il pubblico, con la sua determinazione.

Viviamo in un tempo che ci connette velocemente uno con l’altro ma molto spesso ci lascia soli. Un tempo dove le emozioni vengono mostrate ma non sempre queste emozioni vengono comprese. Oggi incontriamo un artista che è Psicologo, un artista che porta avanti un Formoso Therapy Show in tutto il mondo ed è da poco rientrato dall’Albania. E’ qui con noi dopo aver fatto anche sold out a San Babila il grande Adriano Formoso

“Grazie, grazie”.

Benvenuto! 

“Benvenuta anche tu nella mia vita artistica. E’ sempre un piacere sentire quello che racconti”.

Sei un ricercatore in Neuroscienze, Psicologo, Psicoterapeuta, cantautore. Adriano, quando hai capito che la musica sarebbe diventata proprio il tuo linguaggio artistico?

“La musica diventava il mio linguaggio artistico per un fenomeno del tutto del tutto irrazionale, crescendo la mia attenzione era polarizzata verso i suoni ma soprattutto i suoni per quello che producevano dentro di me, perché ogni suono, le vibrazioni in ogni nostra cellula vibra e quindi davanti ad ogni suono noi entriamo in relazione”.

Sei un ricercatore. Che rapporto esiste tra le emozioni e la musica?

“E’ fondamentale perché noi siamo musica e come dicevo poc’anzi, ogni nostra cellula vibra, nasciamo attraverso un processo di armonizzazione. René Arpad Spitz, un grande studioso ci fece capire come un bambino, una nuova vita che non vuole venire al mondo si lascia morire, con la depressione anaclitica. Quindi noi vediamo una persona come nel momento in cui si forma già nel grembo materno entra in relazione con i suoni. La prima cosa che noi facciamo è entrare in relazione con i suoni, con il battito tribale del cuore materno, il suono della voce, verso la 23esima, la 24esima settimana si sviluppa l’apparato uditivo, dopo arriva l’apparato visivo e tutto il resto. Quindi noi entriamo attraverso la musica, la voce della mamma è già suono, è già musica così la voce del papà. E sulla base dei suoni che noi percepiamo all’inizio della nostra vita si delinea tutto un percorso che nel Formoso Therapy Show all’interno dei teatri allegramente e anche sorridendo spieghiamo. 

Come è stata l’esperienza albanese? Vedo questo cappello dell’Albania

“Sì, l’albanese che c’è in me. Sono di origini arbëreshe. Sono nato in una comunità italiana dove ancora utilizzano i costumi e alcune tradizioni. Da qui c’è stato un richiamo da parte dell’Albania stessa da parte di una persona, di un giornalista che si occupa di mantenere le relazioni con l’Italia e da lì sono stato contattato ed ho voluto conoscere l’ambiente culturale da cui proviene molta popolazione italiana quando l’Albania era all’interno di ciò, che comprendeva anche il Kosovo, la Grecia, la Macedonia”.

Salutiamo intanto tutti gli amici albanesi-kosovari che ci stanno seguendo, ma soprattutto durante i tuoi Therapy Show hai a che fare con tanti giovani. Secondo te, i giovani di oggi sono più fragili o più soli?

“Sono entrambe le cose. Sono sicuramente più soli. Sono anche più fragili dove c’è una maggiore predisposizione alla fragilità e di contro sono anche più forti. Li ammiro molto tanti ragazzi che vengono presso il mio centro psicoanalitico che dirigo alle porte di Milano ed ho creato un centro dove entrato in relazione anche con i gruppi e mi rendo conto che i giovani di oggi si trovano in una situazione di tale svantaggio che gli abbiamo lasciato noi adulti – le generazioni precedenti, tra l’altro, che la loro sopravvivenza è determinata solo dalla loro forza. Quindi da un lato la fragilità, dall’altro la solitudine e dall’altro c’è anche la loro forza e la loro resilienza”.

Secondo te, i social network stanno aiutando o stanno peggiorando la fragilità emotiva di questi ragazzi? Quanto fanno bene e quanto aiutano?

“Non sempre aiutano. Ci troviamo in un mondo dove combattiamo per la difesa della prima istituzione che è la famiglia. Oggi la famiglia, come spiego spesso nelle conferenze e anche nei miei concerti, purtroppo non è più una istituzione che regola lo sviluppo ma è stata schiacciata, è stata sostituita proprio dall’interazione con l’esterno in un mondo caotico dove attraverso questo mondo caotico proprio dei social si va solamente a speculare sulla buona fede dei ragazzi. E quindi, ci sono tanti bravi genitori che si trovano a vivere situazioni anche drammatiche attraverso i loro figli, perché il più delle volte i loro figli non hanno alcuna corrispondenza verso i valori che questi genitori hanno cercato di offrire durante lo sviluppo”. 

E’ vero! Che cos’è la Neuropsicofonia, collegando ai giovani proprio questa cosa?

“La Neuropsicofonia è la scienza, è la disciplina che ho fondato dopo circa tredici anni di ricerca insieme ad altri neurologi e ad altri colleghi appassionati di musica e neuroscienze. La Neuropsicofonia studia gli effetti della musica e soprattutto delle frequenze, della fisica acustica sul nostro corpo. Nella Neuropsicofonia non possiamo sottovalutare l’importanza che hanno i testi oltre allo stato citatorio o sedativo che crea la musica. Oggi la musica che viene ascoltata da molti ragazzi è una musica fuorviante, è una musica che ha un profilo il pià delle volte antisociale”.

Ecco l’ultima domanda. Cosa è per te, Tutto il buono

“Tutto il buono è tutto ciò che accade di positivo per celebrare la vita ma soprattutto l’interazione di una vita con un’altra quindi l’amore”.

Grazie Adriano per essere stato qui con noi!

“Prego”. 

La musica può intrattenere, può farci emozionare ma a volte può fare qualcosa di ancora più raro, può farci sentire compresi. E forse aveva ragione Friedrich Wilhelm Nietzsche quando scriveva: “Senza musica la vita sarebbe un errore”. Questa è la storia di Adriano Formoso e questa è una storia che prova a lasciarci qualcosa dentro”. Grazie a tutti e ci rivediamo alla prossima puntata di Tutto il buono

Adriano Formoso
Elvira Federico alla conduzione di Tutto il buono
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