L’onda rosanero, oltre 33mila spettatori al ‘Renzo Barbera’ semifinale ritorno playoff, remuntada sfiorata: Palermo-Catanzaro 2-0 Pohjanpalo apre le marcature, nel mezzo si esalta Pigliacelli, rete di Rui Modesto
Eppure Filippo Inzaghi l’aveva annunciato in conferenza stampa, alla vigilia: “Dovremo essere accorti, tosti, sfruttare le occasioni, fare una partita di grande entusiasmo, conterà il nostro cuore” e il Palermo non può rimproverarsi tanto del ritorno, se non di quel ‘blackout’ di primo tempo sciagurato dell’andata. Al ritorno al Barbera il Palermo gioca determinato, concentrato, mettendo pressione fin dai primi minuti ai giallorossi, gioca un calcio spumeggiante, fraseggia, impegnando i suoi uomini alla ricerca dei gol fondamentali che varrebbero il pass per la finale, ma tutto ad un tratto qualcosa ci si inceppa, il Catanzaro abbassa i toni e ringrazia, cerca di far passare il cronometro e dal suo canto ringrazia per le prodezze dell’estremo difensore, Pigliacelli che almeno per una notte sera sale in cattedra e continua a nutrire un sogno quello spezzato per il popolo rosanero.
Il Catanzaro esce sconfitto dal Barbera ma passa avanti. E’ stata una partita contraddistinta dal chiamare ogni singolo tackle che partiva dalla metà campo un pò con troppa fiscalità e leggerezza rispetto a far giocare in partite del genere che valgono tanto.
E’ un 2-0 che sa di amaro. Per quanto la squadra di Filippo Inzaghi ha costruito per i 97’ del ritorno di Palermo Vs Catanzaro a metà la remuntada, che poteva essere portata a termine mancata per una sola rete non siglata. Infatti il Palermo la sblocca subito al 3’ con Joel, poi costruisce tanto ma non concretizza a dovere, il Catanzaro fa catenaccio e tenta nel ripartire in contropiede e il due a zero giunge solo al minuto 89 dopo non aver ingranato altre occasioni. Il Catanzaro è spinto dall’ex di turno Pigliacelli che con le sue prodezze messe a segno in casa dei siciliani porta a casa una finale playoff dopo ben 43 anni di distanza dalla precedente.
Grande ed immensa è la coreografia sulle tribune e sugli spalti del Barbera, che cantano e incitano Inzaghi e i loro beniamini per tutto il corso del match. Prima del fischio d’inizio i tifosi rosanero omaggiano Alessia La Rosa, supporter del Palermo scomparsa all’età di otto anni
Il Palermo opta per un 4-3-3 a tratti offensivo: Joronen, Augello, Ceccaroni, Peda, Pierozzi, Ranocchia, Palumbo, Segre, Johnsen, Pohjanpalo, Le Douaron.
Il Catanzaro risponde impostando un 3-4-2-1: Pigliacelli, Cassandro, Matias Antonini, Brighenti, Favasuli, Petriccione, Pontisso, Alesi, Liberali, Iemmello, Pittarello.
La partita – Primo tempo Parte fortissimo il Palermo che conquista un calcio piazzato oltre alla metà campo. Al 3’ sull’invenzione di Antonio Palumbo che calcia la punizione, Niccolò Pierozzi serve a sua volta il compagno Joel Pohjanpalo che di testa non può altro che spingere la palla in rete. Anche il controllo al VAR sancisce che è il gol è regolare e la partita si sblocca. All’8’ ci prova Filippo Ranocchia dalla lunga distanza. Due minuti dopo, 10’, Liberali tenta un tiro ma la sua conclusione è centrale preda di Joronen.
Patryck Peda va chiari cenni di aver accusato un problema muscolare. Infatti il Palermo è costretto a un cambio forzato, 16’, al posto dello stesso Patryck Peda che esce piangendo per l’importanza della gara gli subentra Giangiacomo Magnani. Liberali va giù in area, 20’, ma è tutto regolare. Il primo giallo viene esibito a Johnsen, 20’. Il Catanzaro ha a disposizione una punizione dal limite, 21’. Poco dopo è Palumbo a tirare dalla bandierina, 24’. Cinque minuti più tardi, 29’, Filippo Ranocchia non sfrutta l’occasione dalla lunga distanza. Si procede con sei minuti di recupero. Anche Segre prende l’ammonizione, 49’. I rosanero, mantengono il fraseggio e chiudono la prima frazione avanti di uno.
Secondo tempo – Rientrati sul terreno di gioco, 46’, c’è un cambio per parte: Vasic preleva il posto di Jeremy Le Douaron, Federico Di Francesco subentra a Liberali. Occasione sciupata dal Palermo al 48’ quando Antonio Palumbo a tu per tu con Pigliacelli battuto costruisce una parabola che si infrange sul palo destro.
Giallo indirizzato a Pittarello, 49’. Altro giro di lancette, 50’, e questa volta c’è un’altra occasione rosanero, con Vasic, il suo colpo di testa termina di poco sul fondo. Dalla soluzione che aveva tentato Palumbo al 48’ il Palermo resta ancora una volta in fase offensiva a macinare gioco e al 52’ giunge un’altra occasione sciupata per trovare il raddoppio, quando Filippo Ranocchia ci prova dal limite, il suo tiro è carico di effetto, ma c’è la prodezza di Marko Pigliacelli che devia in corner. Ranocchia serve con un bel lancio a Vasic che per poco non trova la via del gol, 56’. Il Palermo fraseggia e al 59’ sciupata un’altra ghiotta occasione per segnare, Dennis Johnsen in area lascia partire un rasoterra indirizzato al palo sinistro, ma il portiere giallorosso Pigliacelli para con un decisivo intervento.
Marco Pompetti subentra al posto di Pietro Iemmello al 61’ che oggi ha trovato pochissimo spazio in fase di costruzione. Occasione non sfruttata questa volta dal Catanzaro di Aquilani che riversandosi in contropiede Federico Di Francesco, è da registrare un deciso intervento di Jesse Joronen che devia in angolo, 63’. Fallo e giallo esibito a Vasic, 65’. Filippo Pittarello viene colto in offside, 66’. Il Catanzaro cerca di trovare varchi offensivi e Costantino Favasuli al 75’ calcia alto sopra la traversa difesa da Joronen.
Tra il 75’ e 76’ c’è un doppio cambio eseguito dai padroni di casa: Emmanuel Gyasi subentra a Dennis Johnsen, Giacomo Corona entra al posto di Pietro Ceccaroni. Anche il Catanzaro cambia qualcosa in campo, 78’: Fabio Rispoli entra al posto dell’infortunato Jacopo Petriccione, Ruggero Frosinini subentra a Gabriele Alesi. Il Palermo calcia due corner ravvicinati nell’arco di breve tempo, 79’. Emmanuel Gyasi si trova in fase offensiva e un sospetto contatto nell’area piccola non viene sanzionato con un calcio di rigore. I rosanero, cercano la soluzione per imbucare la difesa giallorossa, e lo stesso Catanzaro si trova in attacco quando Federico Di Francesco serve un passaggio filtrante a Filippo Pittarello che però sfugge nell’incursione e Joronen preleva la palla. C’è un cambio obbligato effettuato dal Catanzaro, 87’, Ervin Bashi entra per l’infortunato Costantino Favasuli. Pochi istanti dopo l’azione si ribalta nell’altra metà campo nel momento in cui Filippo Ranocchia serve un cioccolatino al neo entrato Rui Modesto che spezza in due la difesa del Catanzaro e vale la rete del due a zero quando siamo all’89’ che spiazza Pigliacelli.
Si arriva al novantesimo, la fase del match è sempre più concitata e si procede con sei minuti di recupero. Infrazione e rosso diretto indirizzato ai danni di Niccolò Pierozzi al 93’ che sconsolato abbandona il campo piangendo. Si accendono gli animi e giungono due cartellini gialli, tra il 94’ e 95’, Simone Pontisso e Federico Di Francesco. Quando manca davvero pochissimo al fischio finale, 96’, Antonio Palumbo prende il cartellino rosso. Si arriva al 97’. Non c’è più tempo. Al triplice fischio finale è due a zero a favore della squadra di Inzaghi sul Catanzaro di Aquilani. Questo risultato non sorride ai rosanero in virtù della pesante sconfitta nel match di andata quando il Catanzaro riuscì ad imporsi per tre a zero grazie alle reti di Pietro Iemmello e Mattia Liberali. Di una partita decisamente tattica ma al tempo stesso molto sentita, oltre al rettangolo di gioco al triplice fischio è da segnalare una rissa tra alcuni tesserati del Catanzaro e i tifosi del Palermo.
Grande è il rammarico e il dispiacere in casa rosanero per non aver sfruttato a dovere i playoff dopo aver chiuso la stagione regolare al quarto posto a quota 72 punti in classifica, con 13 punti di vantaggio proprio sul Catanzaro quinto di Aquilani (59 punti). Fatale è stata la debacle del Ceravolo dove in 45’ minuti è cambiata l’inerzia del doppio confronto. Il Palermo si è confermato squadra in salute tra le mura amiche avendo trovato il ventunesimo successo stagionale, di cui è il quindicesimo maturato tra le mura amiche e chiude la sua stagione con 63 gol effettuati e 33 subiti, complessivamente, con soli dodici gol subiti in casa, mantenendo in questa occasione inviolata la porta, ma è il Catanzaro di Aquilani a far festa e a trovare il pass per la doppia finale playoff (con match di andata e ritorno) dove incontra il Monza che ha terminato il suo campionato al terzo posto, con settantasei punti.
Per la squadra di Inzaghi filtra rammarico, sgomento per non aver centrato l’attesa finale playoff, tanto attesa dalla dirigenza e dai tifosi siciliani, così non è stato e adesso il Palermo è costretto a disputare il prossimo campionato in Serie BKT. L’appuntamento di gloria con la Serie A è solo rimandato, con un pubblico rosanero così vicino e caldo nei momenti topici, non resta che continuare a seguire gli aggiornamenti, le news sul Palermo, con gli sviluppi che si susseguiranno da qui ai prossimi mesi estivi in vista di una imminente fase di calciomercato. Per alzare l’asticella e non potendo più concedersi sbagliare annate, il Palermo da quali pedine ripartirà per costruire qualcosa di importante? E quali pedine cercherà di portare all’ombra della Favorita?
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Palermo-Catanzaro 2-0 Joel Pohjanpalo (3’), Rui Modesto (89’)
Semifinale playoff, Ritorno calcio Serie BKT
Data partita: 20 maggio 2026
Possesso palla: 53%-47%. Tiri in porta: 17-12. Tiri totali: 5-4. Pali/Traverse: 1-0. Fuorigioco: 0-3. Sostituzioni: 5-5. Assist: 2-0. Rigori: 0-0. Minuti di recupero: 6’ primo tempo, 6’+1’ secondo tempo. Totali: 7’
All. Filippo Inzaghi (Palermo) – Alberto Aquilani (Catanzaro)
Arbitro: Matteo Marcenaro della sezione di Genova
MVP: Rui Modesto (Palermo). Voto iniziale: 7,5. Voto totale: 10,5
Migliore in campo Catanzaro: nonostante i due gol subiti inseriamo
l’estremo difensore giallorosso, Mirko Pigliacelli per aver effettuato diverse parate che hanno frenato le speranze rosanero ai fini del passaggio del turno. Voto inziale: 8,5. Voto totale: 9,5
Impianto: Stadio “Renzo Barbera” di Palermo
Spettatori: 33.286 definito record stagionale






