Calcio – Raspadori sblocca una partita chiusa. Si racconta dopo il match con la Moldova.

Al 40’ c’è la firma di Giacomo Raspadori nel tabellino e dà una scossa in più ai compagni per riaccendere la sfida con la Moldova che fino a quel momento aveva mantenuto la fase difensiva. Ecco le sue parole ai microfoni Rai: Benvenuto Giacomo Raspadori. Dopo il gol l’Italia non è riuscita a fare la vera Italia? «Non è facile vincere cinque, sei a zero. Sicuramente potevamo arrivare a calciare più in porta. Non è affatto così scontato giocare con squadre così chiuse. Sappiamo della nostra voglia che abbiamo dentro e ci deve dare quel piglio in più per migliorare sul terreno di gioco».

Non pensi che stare più vicino alla porta sarebbe per te più ideale? «Senz’altro. Non sempre siamo riusciti a farlo».

L’impegno da soli non basta. Occorrerebbe giocare con la maglia cucita addosso? «Ci tengo a ringraziare tanto il Mister Spalletti. Ho avuto la fortuna di averlo anche a Napoli e mi dispiace molto che sia andata così».

Le responsabilità le ha prese tutte il Mister. Ha parlato di condizione fisica, le cose che non riescono, il finale di stagione del campionato? «Non c’è una sola motivazione. Siamo consapevoli che in campo ci andiamo noi. L’aspetto della condizione fisica è uno dei tanti fattori da poter valutare. Abbiamo l’onore di indossare questa maglia. Occorre alzare i nostri livelli individuali. Finora non ci esprimiamo al meglio – come dovrebbe invece, essere al cento per cento». Grazie a Giacomo Raspadori, per aver risposto a tutte le nostre domande.

 

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