“Volevo stare distante dall’Associazione; oggi è la mia seconda casa”: a Tutto il buono, l’intervista a Roberto Caboni, presidente dell’AISM di Torino

Tutto il buono va in onda ogni venerdì su Rete Sette accedendo dal canale 13 del digitale terrestre in Piemonte e Valle d’Aosta. Format visibile anche dal canale 825 su Sky e dal canale 420 (tivùsat). Possibilità di streaming accessibile dal sito di Rete 7. Inoltre, il programma è offerto da ASM C Service, art Dental, Jorioz – distribuzione di vini, New Habitat impresa edile partner ufficiale e Rega.

L’autore: Giuseppe Rasolo. Make-up artist: Lia Sole

Oltre l’invisibile – La sclerosi multipla è una malattia cronica del sistema nervoso centrale. Spesso viene definita un male “invisibile” perché chi ne è affetto può sembrare in salute agli occhi degli altri, pur lottando giorno dopo giorno, contro un male, per affrontare e vivere la propria quotidianità. Come ricorda l’AISM, non decide i confini del futuro di una persona. La grossa vera sfida di oggi sta nell’abbattere i pregiudizi, informare per far sì, in modo tale che, stesso la ricerca, la società, con un gioco di squadra offrano il supporto necessario per continuare a vivere pienamente. Grazie ai costanti progressi della ricerca scientifica, le terapie moderne sono estremerete efficaci nel rallentare la progressione della malattia e nel ridurre progressivamente il numero di attacchi, senza smettere davvero mai di lottare.

Elvira Federico, conduttrice televisiva su Rete 7, inviata TGEvents e modella, attiva sui suoi canali ufficiali social, con oltre 120 mila followers, nel debutto ufficiale della ricca seconda edizione di Tutto il buono incontra Roberto Caboni, forza della comunità, Associazione Italiana Sclerosi multipla che rappresenta l’ospite di puntata. Roberto Caboni è presidente dell’AISM di Torino.

La prima puntata è stata trasmessa venerdì 2 ottobre 2026 ed è visibile dal rispettivo canale del format. In occasione della “Mela di AISM”, ovvero la storica campagna nazionale di sensibilizzazione e raccolta fondi promossa dall’AISM, l’associazione Italiana Sclerosi Multipla e dalla sua fondazione FISM, la prima puntata della seconda edizione di Tutto il buono, con la conduzione di Elvira Federico, pone lo sguardo verso il lavoro dei volontari e di tutto coloro che sostengono la ricerca contro questa patologia per affrontarla con un altro sguardo, di chi quotidianamente cerca di vivere a prescindere da questa stessa patologia e si confronta col mondo per un mondo più libero dalla Sclerosi Multipla.

Così si racconta lo stesso Roberto Caboni al format Tutto il buono:

Benvenuti a Tutto il buono ci sono momenti in cui la vita cambia direzione senza chiedere permesso. Una diagnosi in uno studio medico e tutto cambia; cambia il nostro modo di vivere, cambia il nostro tempo, cambia la nostra quotidianità. C’è qualcosa, però, che può fare la differenza: AISM, l’Associazione Italiana Sclerosi multipla attraverso le persone, attraverso i volontari è da anni accanto agli altri. E’ qui con noi il presidente dell’Associazione AISM di Torino Roberto Caboni. Benvenuto Roberto “Grazie”.

Roberto, cos’è per te l’AISM?

“AISM è la mia seconda casa. AISM è quel posto dove da persona con sclerosi multipla, riesco a vedere un futuro più sereno per questa, che è la mia patologia. AISM è quel posto dove le persone cercano di vivere a prescindere da questa patologia e cercare di andare oltre”.

Cosa ti ha insegnato l’incontro con altre persone in Associazione che hanno anche loro la sclerosi multipla?

“Il primo incontro è stato un pò particolare, perché nella realtà dei fatti non cercavo di entrare in Associazione, ma cercavo di starne distante”.

Perché? “Perché nel momento in cui arriva una diagnosi, non sei così convinto e così felice di volerlo accettare. Entrare in Associazione vuol dire che, quella patologia c’è davvero ed entrarci dentro è stato un percorso un pò particolare. Mentre, ero in palestra sul tapirulan la persona che si trovava accanto a me, era la Psicologa del Centro AISM. Parlando con lei, viene fuori che ho la sclerosi multipla, e mi diceva di farne dunque parte dell’Associazione. Il tuo esempio e le tue paure, insieme a quelle degli altri potrebbero diventare qualcosa di più solido. Prova a venire dentro e vediamo cosa succede”.

Un insegnamento bellissimo. Tra i tanti insegnanti e mentori che avrai avuto nella vita, c’è qualcuno, una persona a cui ti sei legato più particolarmente?

“Sono in AISM da 15 anni. Ho la Sclerosi Multipla da 18 anni. Una volta sono andato in una scuola a parlare di servizio civile e a parlare di sclerosi multipla. Inizio a trattare nell’aula a riguardo, spiegando cos’è questa patologia e una ragazza in prima fila iniziò a piangere. Lì, mi sono un attimo spaventato, perché ho detto – Se hai qualche familiare o parente, che ha questa patologia, che ti fa male, parliamo solo di servizio civile – ma, mi invitava a proseguire nel parlare a riguardo”.

Quali sono le prime paure? Raccontami

“Lì, ho avuto paura folle, perché ho pensato – Sto ferendo una persona. Alla ragazza era stata diagnosticata proprio la sclerosi multipla”.

“E parlando di questa patologia, di volontariato, di servizio civile, è venuto fuori: – Sono mancata quei tre mesi, ma non perché non avevo voglia di venire, ma perché mi stavano diagnosticando – Cosa mi ha insegnato? Mi ha insegnato, che esserci anche solo per un momento in mezzo alle persone potrebbe cambiare davvero la vita degli altri. Per quella ragazza, AISM è stato un pò il cambiamento. AISM le ha permesso davvero di potersi liberare di un pezzetto della sua patologia. Difatti, il nostro nome di riferimento è AISM, ovvero Associazione Italiana Sclerosi Multipla, un mondo libero dalla Sclerosi Multipla. In quel caso per quella ragazza, il modo è stato più libero”.

Roberto, nessuno è solo. Cos’è per te Tutto il buono

“Nessuno è solo, è assolutamente vero. Tutto il buono, perché noi siamo 145 mila persone di Sclerosi multipla in Italia. Siamo 145 mila più uno, mia madre. Ed è più uno, ogni 145 mila. Mia moglie, ed è più uno ogni 145 mila. I miei compagni e i miei colleghi di lavoro, e quindi nessuno è solo, se sa che cos’è la sclerosi multipla. Nel momento in cui si inizia a discutere le persone sanno che cos’è, e si rischia anche meno di essere additati. Cercavo di stare lontano dall’Associazione perché avevo paura di essere additato come il malato, senza sapere che cosa volesse dire nella realtà dei fatti. Avevo paura che quella società stessa, mi giudicasse. Invece, facendo conoscere la sclerosi multipla, facendo conoscere e insegnando alla gente che cosa sia davvero, si riesce a vivere un pochino meglio. Perché tutti quanti sanno, che è vero, è una patologia, si può stare male, ma se tutti quanti insieme la viviamo, è un pò come essere una squadra e non si può essere davvero soli”.

Infatti, nessuno è solo. Grazie Roberto per essere stato qui con noi a Tutto il buono

“Mi permetto di salutare l’Associazione dei volontari. Porto i saluti della nostra Vicepresidente del Consiglio Direttivo Provinciale della sezione AISM di Torino, Chiara Lega, del Presidente Regionale della AISM Vladimiro Foglia. Siamo una squadra, siamo davvero amici di tutti quanti i volontari e i dipendenti dell’Associazione che, insieme ogni giorno cerchiamo di guardare negli occhi le persone che arrivano nell’Associazione, che magari affermano – Ieri, mi hanno detto, che ce l’ho. Ed è sempre particolare entrare in questi micromondi e insieme cercare di costruire anche per loro un mondo un pò più libero dalla Sclerosi Multipla”.

Grazie Roberto. E forse, Tutto il buono questa volta sta proprio qui: “Nel tempo che decidiamo di regalare agli altri, perché è l’unico tempo che, invece di diminuire, come ci insegna Roberto Caboni, aumenta il valore delle nostre vite”.

Grazie a tutti e ci rivediamo alla prossima puntata, con Tutto il buono. E’ il programma Tutto il buono, dove le persone diventano storie

Resta sempre aggiornato sulle novità, le anticipazioni e le curiosità di Tutto il buono. A guidarci in questo viaggio è la conduttrice Elvira Federico che, con il suo stile elegante, il suo garbo e una straordinaria presenza scenica, riesce a conquistare il pubblico puntata dopo puntata.

Elvira Federico, con Roberto Caboni, presidente dell’AISM di Torino, ha condotto la puntata
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