Cultura – Presentata a Nocera Inferiore l’antologia “Amore e matrimonio nell’Inghilterra del Settecento”. È un’antologia “Amore e matrimonio nell’Inghilterra del Settecento” a cura dell’ex docente d’inglese, ormai in pensione, Vincenzo Pepe. Questo libro riporta in italiano numerose opere di Addison, Johnson, Hume, Mandeville, Richardson e Steele, autori neoclassici della Restaurazione. «Il libro è stato pubblicato nel 2020, ma purtroppo non l’ho potuto presentare fino a ora a causa del Covid» spiega Pepe, che ha presentato l’antologia presso la biblioteca comunale di Nocera Inferiore il 25 marzo. 

Era presente anche l’editore che ha sposato il progetto, Vincenzo D’amico della casa editrice “D’Amico, editore”, che Pepe non ha mai smesso di ringraziare.

Joseph Addison è stato uno dei maggiori autori dell’epoca, nato nel 1672 a Milston e morto nel 1719 a Kensington. È stato un giornalista, poeta e drammaturgo. Samuel Jhonson, invece, è stato un letterato ed erudito inglese, nato a Lichfield nel 1709 e morto a Londra nel 1784. In particolare è stato un critico letterario, un poeta, un saggista, un biografo e un lessicografo britannico. Davide Hume è stato un filosofo scozzese, nato a Edimburgo nel 1711 e morto nello stesso luogo nel 1776, considerato il terzo empirista britannico. Bernard de Mandeville, a seguire, è stato un medico e filosofo olandese. Di origine svedese, è nato a Rotterdam nel 1670 e morto in un borgo di Londra nel 1733. È diventato famoso ai suoi tempi, grazie a un poemetto satirico “L’alveare scontento, ovvero i furfanti divenuti onesti”. Samuel Richardson, invece, è stato tra i più importanti scrittori inglesi del diciottesimo secolo. Nato nel 1689 a Mackworth e morto a Londra nel 1761. Iniziò come commerciante, per poi proseguire con la carriera da scrittore. Infine, Richard Steele è stato uno scrittore, un saggista, un politico e un drammaturgo britannico. Nato a Dublino nel 1617 e morto a Carmarthen nel 1729. Durante l’evento il gruppo di lettura della biblioteca comunale ha dialogato con l’autore, sono stati scelti e letti alcuni passi dell’antologia.

Tra il pubblico è sorta la domanda, se in quel periodo scrivessero anche le donne. Pepe ha ribattuto, dicendo che redigeranno dei romanzi alla fine del Settecento. Il pubblico ricorderà, sicuramente, Jane Austen (1775 – 1817) e le sue opere di maggior successo: “Ragione e sentimento” (1811), “Orgoglio e pregiudizio” (1813) e il “Parco di Mansfield” (1814). I maggiori esponenti del periodo neoclassico sono stati: John Milton (1608 – 16074), per la satira e John Dryden (1631 – 1700) per la saggistica e le allegorie religiose. Il giornalismo è nato successivamente e trova il suo massimo esponente in Karl Marx (1818 – 1883). Filosofo, economista, politologo, storico, giornalista e politico tedesco. Nato in Germania e morto a Londra. Il giornalismo è sinonimo di comunicazione, nato, in precedenza, con l’avvento delle etichette sui prodotti alimentari. Il quotidiano londinese “Lo Spettatore”, uscito dal marzo 1711 al dicembre 1712, fu fondato da Addison, che aveva collaborato in precedenza con Steele alla pubblicazione trisettimanale de’ “Il chiacchierone”. Ancora prima della Austen, ricordiamo: Margaret Cavendish (1623 – 1673), Mary Wollstonecraft (1759 – 1797), Elizabeth Barrett Browning (1830 – 1861) e Christina Rossetti (1830 – 1894).

Tra le pubblicazioni tradotte del dott. Pepe ricordiamo le due in napoletano: “Descurze Predicable, Comm’a dicere sermune e predeche a Llengua nosta spalefecate schitto da la Sacra Scrittura, e da la deritta ragione” di Carlo Rocchi e “Storia De Napole, spalefacta a lo vascio puopolo”. Il suo inedito sarà presentato a breve e questa volta sarà l’autore: “Tra natura e storia, Amalfi e Vietri sul Mare, Pompei e Paestum nella trasfigurazione letteraria di viaggiatori inglesi e americani dal Rinascimento al Novecento”. La redazione gli augura tanta fortuna!

Chiara Bruno

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