I dati del Rapporto Nazionale INVALSI 2025 per il grado 8, ultimo anno della Secondaria di primo grado, descrivono un panorama eterogeneo, fatto di situazioni in crescita e di sfide che fanno maggiore fatica a risolversi.

Nuovi traguardi nel Rapporto INVALSI

Grado 8 tra stabilità e nuovi traguardi nel Rapporto INVALSI 2025

ll passaggio dalla Scuola secondaria di primo grado a quella di Secondo grado rappresenta un momento importante nel percorso scolastico degli studenti e anche uno dei nodi cruciali del sistema scolastico italiano. I dati del Rapporto Nazionale INVALSI 2025 per il grado 8, ultimo anno della Secondaria di primo grado, descrivono un panorama eterogeneo, fatto di situazioni in crescita e di sfide che fanno maggiore fatica a risolversi.

Un sistema che tiene

Se si osserva il quadro generale che la Rilevazione 2025 ha delineato per le studentesse e gli studenti dell’ultimo anno della Scuola secondaria di primo grado si nota come i risultati di Italiano e Matematica si siano assestati su una linea di stabilità rispetto al 2024, un dato che mostra un arresto del calo di risultati registrato negli anni immediatamente successivi all’emergenza COVID.

In Inglese si ha invece un significativo miglioramento nel Reading e ancor più nel Listening.

Gli apprendimenti in Italiano e Matematica

Italiano: il valore della lettura

In Italiano la quota di studenti che raggiungono risultati almeno adeguati, cioè che vanno dal livello 3 in susi attesta intorno al 56.8%.

Sebbene si registri una flessione di un punto percentuale rispetto all’anno precedente, il dato conferma una sostanziale tenuta.

Il Rapporto sottolinea però un’eterogeneità interna: la capacità di comprensione del testo scritto rimane il campo in cui è necessario concentrare i maggiori sforzi didattici.

Una fetta ancora troppo ampia della popolazione scolastica si ferma ai livelli 1 e 2, considerati piuttosto bassi per affrontare con serenità il ciclo di studi successivo.

Se si guarda la serie storica delle Rilevazioni dal 2018 al 2025, gli esiti dell’ultima Rilevazione sono leggermente inferiori rispetto alla precedente, con -1,5 punti percentuali.

Matematica: una sfida ancora aperta

I risultati di Matematica rimangono stabili, con il 56% di studenti che dimostrano competenze adeguate, una quota che non ha subito variazioni significative negli ultimi tre anni.

Tuttavia, il Rapporto evidenzia un calo del 5% rispetto al 2019, una tendenza che l’Italia condivide con molti Paesi OCSE.

L’analisi dei punteggi medi per il Grado 8 suggerisce tuttavia che il sistema sta vivendo un certo arretramento all’interno dei livelli.

Gli studenti sembrano avere difficoltà soprattutto nei compiti che richiedono l’applicazione dei concetti matematici a contesti di vita reale.

L’Inglese verso standard europei

La nota più incoraggiante del Rapporto 2025 riguarda senza dubbio l’Inglese, disciplina che mostra un miglioramento generalizzato, sia nella prova di lettura (Reading) che in quella di ascolto (Listening):

  • Reading: l’82,8 % degli studenti raggiunge il traguardo atteso (Livello A2 del QCER), con un incremento costante dal 2019
  • Listening: la crescita è ancora più marcata, con il 69,7% di ragazzi che raggiunge il livello A2 previsto.

Nel 2019 solo il 35% degli studenti raggiungeva il livello A2; nel 2025 questa quota è salita al 43,6%.

Questa tendenza positiva è particolarmente evidente se si osservano i dati misurati dal 2018 al 2025 e può essere attribuita principalmente a una didattica sempre più orientata alla comunicazione e a una maggiore esposizione alla lingua attraverso i media digitali.

I divari territoriali: un’Italia a due velocità

Nonostante i segnali positivi, il Rapporto 2025 ripropone l’annosa questione dei divari geografici, con differenze tra il Centro-Nord e il Mezzogiorno che restano consistenti sia in Italiano sia in Matematica e un divario rispetto alla media nazionale che raggiunge percentuali piuttosto elevate.

Nelle regioni settentrionali, circa il 62% degli studenti raggiunge competenze adeguate in Italiano e Matematica. Al Sud e nelle Isole (in particolare Calabria, Sicilia e Sardegna), questa percentuale cala drasticamente, con meno della metà degli studenti che raggiunge i traguardi previsti. In alcune aree, il divario di punteggio rispetto alla media nazionale supera i 15 punti.

Conclusioni

I risultati delle Rilevazione 2025 per l’ultimo anno della Scuola secondaria di primo grado se confrontati con la Rilevazione del 2024 ci consegnano l’immagine di un sistema scolastico che ha saputo tutelare i propri studenti dagli effetti gravi della crisi attraversata negli scorsi anni.

Tuttavia, il raffronto dei risultati nella serie storica che va dal 2019 a oggi mostra delle fragilità che richiedono particolare attenzione, come un innalzamento dei livelli, il contrasto alla dispersione implicita e la garanzia che il diritto all’apprendimento sia realmente uniforme in tutte le aree geografiche del nostro Paese.

MIM: Ministero dell’Istruzione e del Merito

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