Ai microfoni di Palermo F.C. sabato 17 gennaio, troviamo Filippo Inzaghi a poche ore dal fischio d’inizio di Palermo-Spezia in Serie BKT di calcio

Inzaghi, conferenza stampa: “La squalifica mi dispiace. Spero dall’alto di godermi una grande partita, poi tra due mesi vedremo in che punto della classifica ci troveremo”

Gazzetta dello Sport. Hai conferito una grande qualità a questa squadra, con la solidità difensiva. La consapevolezza di essere forti in difesa delle volte vi porta a gestire le partite con un eccessivo di confidenza rispetto a questo aspetto molto positivo. Partite forti, sbloccate le partite poi sembra che vi manca qualcosa. La gestione dei cambi lascia intendere e preservare su ciò che è stato fatto? Influisce consciamente o inconsciamente, oppure no?

“Non penso ai cambi. Se al posto di Palumbo entra Le Douaron vuol dire che la direzione è un’altra. Sono le solite frasi fatte che destabilizzano. Quando si fanno i cambi, si fanno per vincere la partita e di fare un altro gol. È chiaro che quando sei in vantaggio gli avversari si buttano in avanti e dobbiamo essere più bravi a chiudere le partite. Perché Mantova, è stata una partita completamente diversa dalle altre. Abbiamo avuto tante volte la palla per chiudere la partita. La squadra non si è mai difesa ed infatti non ha rischiato nulla. Il concetto è estremamente diverso. Tante cose positive ci sono. In alcune dobbiamo migliorare, ma la strada è quella giusta”.

Magnani. Avete fatto rientrare questo giocatore. Qual è l’opinione? Quando sarà pronto per giocare? “Sono molto felice per Magnani. È un giocatore importante. Se ne sono lette tante, ma quello che contava di più era la famiglia. Vuol dire che cominciano ad essere sulla strada giusta. Magnani purtroppo, adesso, è infortunato. Rientrerà tra qualche giorno quando starà meglio. Avremo un’arma in più. Non dimenticando che questa squadra al momento è la miglior difesa del campionato. Per cui aggiungere un altro pezzo da novanta ha solo un vantaggio per noi”.

Corriere dello Sport. Concordando con l’analisi che è stata fatta sulla partita di Mantova, sui cambi e sulla casualità del pareggio giunto al 95’. Nell’organico hai nell’ottica di migliorare la squadra che è arrivata già ai livelli di classifica, che tutt’ora ha. Manca un tipo di giocatore diverso da quelli che ci sono? Quindi, non è un problema dei cambi che sarebbero azzeccati o meno, ma di avere in più l’organico. Fermo restando che il Palermo è arrivato fino a questo punto per dare un qualcosa che non hai? La capacità di tenere palla, di fare fallo, andare magari con maggiore freschezza verso la difesa avversaria. Siamo in tema di mercato aperto. Avete pensato di migliorare una squadra che si trova già lì?

“Non posso cambiare giudizio per un tiro al 95’ da 35 metri – senza aver preso un tiro in porta. Dobbiamo andare oltre a queste cose. Dobbiamo avere tutti il bene del Palermo per primo. Sono stato ogniqualvolta molto cattivo, quando la mia squadra non ha fatto le prestazioni dove doveva. Dopo Mantova, non gli ho detto nulla. Perché se giochiamo come Mantova le partite le vinciamo. A Mantova, dopo essere partiti bene per dieci minuti non abbiamo avuto più quel coraggio. Non bisogna difendere l’uno a zero, il due a zero. Questa squadra può fare di più. I cambi sono stati sempre importanti. Non penso mi manchi qualcosa. Questa è una squadra forte. Non fa dieci punti in più dell’anno scorso, perché non basta cambiare l’allenatore o due giocatori per cambiare il tutto. Vuol dire che la strada è quella giusta. Non è così la miglior difesa. Poi sono il primo a dire che in alcuni frangenti dobbiamo migliorare. Ci manca ancora quella cattiveria per chiudere le partite, per continuare a giocare come sappiamo fare. Questo probabilmente, verrà partita dopo partita. Non guardo più avanti della gara di domenica. Qualche partita fa – è iniziato qualcosa di diverso. Ho dovuto capire, modificare tante cose. Ho dovuto cercare di creare un’anima, uno zoccolo duro. Sembra che in questo momento la strada sia segnata. Non so dove ci porterà. Ma se sapremo essere bravi a continuare a macinare in quel modo, credo, che ci divertiremo. La strada è difficile. Tutte le partite sono difficili e complicate in Serie B. Sono fiducioso. Domenica, purtroppo, non sarò in panchina – ma spero di vedere dall’alto una bella partita, una squadra coraggiosa, una squadra che migliora dove deve migliorare e che mantiene tutte le cose ha fatto fino ad ora e poi vedremo cosa avremo fatto a fine gara”.

Ti sorprende o ti ha sorpreso non vedere per molti anni Roberto Donadoni in panchina nel calcio italiano? Come giudichi adesso, che incontri la sua squadra a patto che il calcio italiano l’abbia riaccolto facendolo ripartire dalla Serie B?

“Erano tutti sorpresi. Penso che abbia trovato la soluzione giusta. Lo Spezia è una squadra non dimentichiamoci. Anche se ha perso i due Esposito, però l’anno scorso era arrivata terza. Con loro ho combattuto tanto. Hanno dei buoni giocatori a cui dobbiamo fare attenzione. Al di là dello Spezia, degli altri – abbiamo grande rispetto. Noi siamo il Palermo. Torniamo a giocare in casa. Avevo chiesto in trasferta di fare una partita come facciamo davanti al nostro pubblico. Non abbiamo fatto risultato, premiandoci per quanto avevamo fatto in campo. Mi auguro che la rabbia che avevamo a fine partita – la squadra ce l’abbia dal primo minuto”.

Giornale di Sicilia. Come si fa ad entrare nella testa dei giocatori per fargli scattare qualcosa per le prossime partite dopo un pareggio beffa dopo quello di Mantova. Ti aspetti una grande prestazione, domenica? Pensi che da quello che hai visto nei giocatori già nei primi giorni della settimana hanno dimenticato, quello che è accaduto a Mantova? “È bastato fargli vedere, martedì, quello che hanno fatto. Tutte le occasioni che abbiamo avuto. Il fatto che non ci avevano mai tirato in porta. Poi dopo dobbiamo accettare il risultato del campo. Questo è il calcio. Se giochiamo così, possiamo dire tanto”.

Vasic. Il ragazzo è apparso in netta crescita in queste settimane. Il fatto di non segnare sia più un limite o comunque pensa che come sta giocando il ragazzo, il gol, verrà da sé? “Sono contento della crescita di Vasic. Non dimentichiamoci che Vasic è una mezzala offensiva. A Mantova ha fatto sessanta minuti molto bene, cercando di trasformarlo in un giocatore un pò di più in attacco e cercando di dimenticare spesso come fa lui, l’assist ma di trovare di più il gol. Con questi ragazzi bisognare avere pazienza. L’ho avuta. Si è fatto male con la spalla nel suo momento migliore. È un’arma molto importante e sono contento delle prestazioni che ha fatto fino ad oggi”.

Marco Capone di PalermoToday. Cercate la quinta vittoria consecutiva in casa. Queste statistiche hai detto a inizio stagione – “Dobbiamo cercare di sfatare tabù, battere record”. È un qualcosa che considerate, riferendomi anche al quinto eventuale, clean sheet consecutivo – facendo gli scongiuri?

“All’inizio dell’anno, guardavo cose. Poi ho capito e lo ripeto. Non guardo più a nulla. Sono sincero. Mi interessa poco. Noi a Palermo ci facciamo male un pò da soli, come ho già detto tante volte. Cerco di guardare partita dopo partita, la crescita della squadra. Spero che tutti abbiamo capito che non basta avere una società e un pubblico da Serie A, per meritarci la Serie A. Bisogna costruire qualcosa. Ci ho messo qualche mese. Sono molto contento della squadra. Sono contento del gruppo che si sta creando. Molto contento del supporto che ho da parte di tutti. Adesso, bisogna solo dimostrare sul campo che non mi sbaglio e che per arrivare dove vogliamo arrivare – sarà dura, difficile, ma questo sogno si costruisce partita dopo partita, prestazione dopo prestazione e cercando di non tornare indietro. Mi auguro di continuare a vedere la squadra in crescita come l’ho vista nelle ultime sette partite”.

Cettina Pellitteri di Azzurra News. Mister, ha palato di leggerezza di non chiudere le partite. Eppure il Palermo inizia brillante la gara, con ritmi alti. Va in vantaggio. Poi c’è questa leggerezza come detta – di rallentare le partite e si finisce così. È una questione fisica, una scelta tattica o c’è qualche difficoltà nella gestione del possesso per il primo passaggio? E in vista della gara di domenica, su cosa vi siete concentrati maggiormente?

“La verità chissà dov’è. Ogni partita ha una storia a sé. Ad Avellino eravamo rimasti in dieci. Parliamo sempre di cose completamente diverse. Ad Avellino probabilmente, abbiamo meritato di prendere il pareggio al di là che saremmo rimasti in dieci, per come avevamo fatto la gara. Invece a Mantova è completamente diversa la storia. Questa squadra deve cercare di dominare le partite come ha fatto a Mantova, come ha fatto nell’ultima partita in casa, cercando di chiuderle. Non ho parlato di nessuna leggerezza. Ho parlato di cattiverie. Essere dunque più cattivi. A Mantova abbiamo avuto la palla del due a zero. Purtroppo, ci sono i portieri avversari. Alla fine del primo tempo ci hanno salvato tre tiri, di cui un salvataggio sulla linea col sedere. Non penso che la squadra non volesse chiuderla. È successo. Dobbiamo prendere atto. Guardo alla prestazione. Mi auguro che la squadra domenica, giochi come a Mantova – sperando di chiuderla e di vincerla essendo la cosa più importante”.

Simone Ciappa di ForzaPalermo.it Domenica, si affronta una squadra che ha cambiato tantissimo rispetto a quello che era stato il roster della gara di andata, dal Mister fino ad alcuni elementi. Come si affronta questa partita? Avendo ora giocatori e un organico che si muove in una maniera completamente diversa? “Con grande rispetto dell’avversario, come detto poc’anzi. Al di là dei punti in più lo Spezia è uno squadra molto forte. Donadoni è stato bravo a ricalcare le orme di D’Angelo. La squadra gioca nella stessa maniera, con due punte pericolose, mezzali che si inseriscono, ha due quinti molto forti nell’uno contro uno, dietro ha altri giocatori, in porta ha messo un portiere importante per la categoria. È una partita tosta. Molto difficile. Non guardiamo alla classifica. Giochiamo in casa davanti alla nostra gente e dobbiamo cercare di recuperare i punti che abbiamo perso a Mantova, per cui mi auguro che la squadra abbia la cattiveria giusta per andarceli a riprendere”.

Settimana scorsa – hai parlato delle consapevolezze positive che avevi colto in questa squadra dopo Chiavari. Ci sono delle consapevolezze in accezione negativa – dopo alcuni risultati, mi vengono in mente lo scivolone di Mantova, quello contro l’Avellino per tentare di mettere la freccia a questo campionato che seppur difficile, dà comunque le opportunità al Palermo di poter andare ad aggredire le zone alte della classifica?

“Delle ultime otto sono state le ultime due fatte un pò meno bene, come ad Avellino. Se facciamo così – commettiamo l’errore che abbiamo fatto tutti gli anni. Invece bisogna guardare tutte le cose positive che ci sono. Perché altrimenti alimentiamo solo polemiche che non servono a nulla e non fanno crescere il Palermo. Ad Avellino, è andata male – pareggiandola”.

Domenica, turno di squalifica inusuale. Non so sei ha pensato a come affrontare la partita e soprattutto anche come comunicare con Mister D’Angelo. Che dettagli vi siete imposti di dare? E poi ti chiedo in maniera un pò scherzosa, se hai visto i risultati delle partite che sono usciti? “Le partite si vedono. Dobbiamo pensare soprattutto prima alla nostra. La squalifica mi dispiace. Quando sbaglio lo ammetto. Ho preso una espulsione ingiusta e mi priverà di una partita che per come la vivo e per come penso nell’aiutare la mia squadra e nel vedere la mia gente – mi dà fastidio perderla. Però d’altro canto, ho uno staff a cui non c’è bisogno di dire niente, perché è uno staff preparatissimo. Spero dall’alto di godermi una grande partita”.

Fabiana Mascolino di Sicilia.it Tutti i ragazzi saranno presenti per la partita contro lo Spezia o se ci sarà qualche assente? La seconda è su un singolo in particolare, Gomes. Qual è attualmente la sua condizione fisica, se il suo scarso impiego in campo è più legato ad un recupero di energie oppure hai trovato un assetto tattico con il duo Segre-Ranocchia? E se comunque troverà spazio in questa partita? “Hai finito benissimo la domanda. Quindi ti sei già trovata la risposta da sola” – sorridendo Inzaghi. “Per me, Gomes è un titolare. Non è uno scarso utilizzo. Gomes è ogniqualvolta il primo cambio, se non. È uno dei giocatori sicuramente più importanti. Quando un allenatore mette sempre per primo un giocatore è perché lo ritiene un titolare. È chiaro che in quel ruolo Segre in questo momento sta facendo molto bene. Anzi su Ranocchia leggo pochi commenti positivi, molto pochi per ciò che sta facendo. Invece sta facendo un campionato straordinario. Ripeto – Gomes è un titolarissimo. In questo momento, ci sono gli altri due che stanno facendo bene, ma Gomes giocherà le sue partite come ha sempre fatto. Per quanto concerne la rosa purtroppo abbiamo avuto solo Ceccaroni che ha avuto per due giorni la febbre. Oggi, si è allenato. Domenica mattina, deciderò. Ma so che in quel ruolo ho Veroli che è un’altra garanzia. Se Ceccaroni starà bene ed avrà recuperato e mi darà garanzie, può darsi che lo faccia giocare. Veroli ha sempre risposto alla grande. È un altro dei titolari della squadra”.

A proposito di partite. Il Palermo scenderà in campo per ultimo – conoscendo quindi già i risultati delle altre partite. Questo è un vantaggio o uno svantaggio a livello psicologico, oppure è un dettaglio che ha poco significato?

“Dobbiamo pensare a vincere le nostre partite, poi tra due mesi vedremo in che punto della classifica ci troveremo. Non credo ci siano vantaggi o svantaggi. Dobbiamo pensare alle nostre partite, a vincerle e guardare poco gli altri” – così conclude Inzaghi dopo 18 minuti e 31 secondi di conferenza stampa che precede la sfida allo Spezia.

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