Calcio – In vista della gara di domenica, rosanero Vs neroverdi. Dionisi in conferenza stampa.
Un determinato Alessio Dionisi in conferenza stampa, detta le “regole” e le cosiddette geometrie per poter fare uno sgambetto alla sua ex squadra, il Sassuolo
In vista della gara casalinga di domenica 6 aprile, il Palermo giocherà contro la capolista Sassuolo, lanciata al primo posto.
Il Palermo è la squadra che segna da più giornate consecutive, ovvero da quindici. Nel 2025 ha sempre fatto gol. Una sola squadra in tutta la Serie B ha fatto meglio, il Sassuolo, che ha avuto una serie utile di diciannove match sempre in gol, prima di fermarsi a Genova con la Samp. Come valuti questo dato? E’ il segno di una crescita, che è nata non soltanto col mercato ma con la crescita generale di squadra. E secondo te, nonostante questo evidente miglioramento nella finalizzazione, mancata nella prima parte del campionato; il recupero in classifica è stato forse non adeguato ai tanti gol e alle tante cose buone complessive, che sono state fatte?
«Arriva la partita più difficile, dove non occorre fermarci. Affrontiamo una squadra migliore del campionato per distacco, per quello che sta facendo, per quello che otterranno. E quindi dovremmo confermarci domenica, ma non sarà facile. Sicuramente quello che hai detto – può rappresentare qualcosa. Dovevamo migliorare da questo punto di vista rispetto allo score, l’andamento del girone di andata. Siamo migliorati e al tempo stesso, non siamo rimasti nell’equilibrio di squadra per certi aspetti, perché ci ha fatto soffrire sul gol dei numeri presi. Non concedendo molto di più, ma abbiamo iniziato a concedere qualcosina. Dobbiamo essere bravi da qui alla fine a non accorciare la coperta, ma stare cinici dietro, per essere più bravi non per volontà ma in alcuni momenti della partita. E poi ci sono i momenti, in cui devi magari essere più compatto e concedere meno. Ad un Team come il Sassuolo Occorrerà concedere il meno possibile di squadra, perché individualmente i ragazzi fanno il massimo. Parlo dal punto di vista difensivo, offensivo, possiamo essere una squadra ancora più applicata mantenendo le distanze; considerando che delle volte ci allunghiamo. E vuoi o non vuoi, il fatto di aver messo dentro giocatori più offensivi ci ha portato delle volte ad essere un pò più lunghi, ad essere un pochino più efficaci in fase difensiva. Proprio ciò che riguarda il nostro andamento, il nostro percorso fino ad oggi».
La seconda domanda è relativa all’atteggiamento. Il Palermo a Salerno ha fatto un primo tempo bellissimo. Poi si è un pò spento. Parli che è inevitabile, essendoci la reazione della squadra. Perché non escludi, che invece il tuo Team non possa arrivare ad un controllo, soprattutto quando è in una situazione di vantaggio più ampia. Ovvero che quei quarantacinque minuti, diventino sessanta, se non settanta. Non pensi che il lavoro da fare dovrebbe essere fondamentalmente di questo tipo. Perché duri il più lungo possibile ed eviti quei blackout, che molto spesso mettono la partita contro. E’ un lavoro di mentalità ancor più che di tattica? «Sicuramente, sì. Non abbiamo avuto blackout nell’ultima gara. Siamo stati ordinati per tutto il match. Poi potevamo prendere gol nel primo tempo, e non aver concesso quasi niente. E poi da un cross, da un colpo di testa, può succedere – avendo concesso poco. Fare una partita di dominio per novantacinque minuti non la vedo in nessun campo di calcio. Non è possibile neanche per noi. Sicuramente mantenere le distanze, mantenere la tua identità è quello che vogliamo, per confermarci su quello che abbiamo fatto. Sono certi punti di vista siamo cresciuti, ma se prendi gol, gli avversari ti mettono pressione. Le qualità, ce l’hanno tutti. Domenica, potremmo avere delle stesse opportunità di gioco, con una squadra più forte di quella che abbiamo affrontato. Dipenderà da noi, perché il Sassuolo è una formazione che ti mette in difficoltà. Si tratta di una squadra che ha valori individuali importanti, difensivi e offensivi. Però al tempo stesso, ti dà le possibilità. Dovremmo essere bravi più di quanto lo siamo stati. Perché in un secondo tempo di Salerno, dove abbiamo sbagliato le nostre ripartenze offensive; e perché se la partita diventa più difensiva ed hai delle possibilità di transizione, devi far gol. Dovremmo essere cinici per ripeterci, e potrebbe darsi che il match sia in equilibrio anche nel secondo tempo, e anche lì, dovremmo mantenere alta l’intensità. A Salerno è stato un risultato positivo, ma è troppo poco da quello che vogliamo».
Giornale di Sicilia. Provo a collegare le due domande. Domenica si aspetta vedere un Sassuolo con la pancia piena vista la situazione di classifica per loro è molto tranquilla, e non lo è invece per il Palermo? «Il Sassuolo me l’aspetto come visto nelle ultime partite contro la Reggiana. Nel derby è andato sotto e poi ha vinto per cinque ad uno. Ogni transizione vanno in porta, arrivando a calciare. E suppergiù, una transizione su due, ti fanno gol. Ma come accaduto a Salerno, possiamo migliorare per calciare di più nello specchio. Dovremmo essere bravi a limitarli su questo, perché delle loro qualità non è l’unica. Non verranno qua, con la pancia piena. Sei vicino alla tua meta, e vuoi far meta. Fermo restando, che come ho già detto, che li rispettiamo. Sappiamo il loro valore, ma sono convinto che se saremo determinati nel voler fare le nostre cose, le nostre possibilità ce l’avremo. Ed una partita con le nostre qualità, potremmo metterli in difficoltà, considerando le qualità anche degli avversari».
E poi le chiedo, riguardo al secondo tempo di Salerno. Il fatto che questa volta non sia arrivata la rimonta, ed è servito a portare a casa il risultato. Quanto può influire positivamente sul piano psicologico in vista del finale di stagione? Grazie.
«Il risultato fa tanto la differenza. Poi dopo dà valore alla prestazione. Anche nella gara col Modena è stata incredibile. Mi ricordo poche squadre in B, che fa un tempo del genere. E’ logico che un primo tempo non può mai bastare. Infatti a Modena non è bastato. E, preso gol verso la fine, sicuramente ci può aver aiutato essendo stati pochi minuti contro la Salernitana. Il risultato ti dà maggiore consapevolezza, ti fa lavorare meglio, fermo restando che i ragazzi hanno lavorato benissimo anche nelle due settimane precedenti alla partita di Salerno. Dobbiamo arrivare carichi dal fatto che il Sassuolo sta vincendo sempre, sta facendo tantissimi gol, giochiamo contro la squadra più forte del campionato ed hanno giocatori che hanno fatto bene in Serie A, essendo arrivati in doppia cifra, perlomeno due, anni fa. Il fatto di aver giocato l’ultima fuori casa ed aver avuto la meglio deve essere stimolante. In casa abbiamo un obiettivo grande ed importante da raggiungere».
Di PalermoToday. Secondo te, può essere il centrocampo la chiave tattica del match o magari stai pensando ad una conferma, con la coppia per esempio Blin-Gomes?
«Claudio ed Alix hanno fatto bene, sicuramente. Su tre in quel ruolo, ne giocheranno due. Spesso giocano tutti e tre, perché più volte l’ho detto. Non è importante quanto si gioca ma come giochi. E chi entra deve far di più grazie a chi è in campo. Non è il problema chi entra, che deve mantenere la propria identità, fermo restando che domenica, ci saranno momenti in cui dovremmo chiuderci. E ci saranno altri dove, dovremmo fare la partita. Ed i centrocampisti sono molto importanti, perché partecipano sia alle fasi difensive che offensive. E’ un peccato non farli giocare tutti e tre insieme per certi versi. Se per esempio, accadrebbe ciò, dovrei sacrificare qualcun altro».
Adesso, ti riporto una statistica, che purtroppo per voi non è cambiato. Dalla panchina non arriva un gol dal lontano 30 settembre. Considerando che la stanchezza si fa sentire, credi, che anche questo per te, sia fondamentale per il rush finale?
«Va ricercato un pò dentro. Ne abbiamo parlato. Sono convinto che è la squadra che entra. Per chi viene chiamato in causa, lo fa, con i migliori propositi. E i cambi, li farò sempre, perché ci sono dei valori e delle scelte. E ci sono dei dubbi al tempo stesso; perché chi gioca ha degli stessi valori di chi è in panchina. Non deve però sentirsi svuotato perché gli manca un pezzo, solo se la squadra non si realizzerà. Deve sentirsi motivato, che quando si entra sul terreno di gioco si ha una opportunità grazie alla squadra. Poi magari chi è entrato non ha dato il miglior contributo. Fermo restando che Le Douaron ha conquistato il rigore contro il Mantova. Vasic contro la Juve Stabia ha calciato e sulla spinta abbiamo creato una occasione. Chi entra ha sempre i migliori propositi. Quindici, venti minuti sono davvero preziosi. Anche se per delle volte l’abbiamo fatto in negativo la differenza, più che in positivo; perché ci siamo tirati indietro e perso dei punti importanti. Abbiamo ancora delle opportunità. Giochiamo in casa nostra, dopo aver vinto, dopo una settimana di lavoro buona, contro una squadra forte. Ovvio che vorresti giocare sotto certi aspetti, contro una formazione magari meno forte, ma è ancora più stimolante. Perché potremmo mettere in campo le nostre qualità, se ci daranno la possibilità di far questo. Dal primo all’ultimo minuto è questo che vogliamo, nonostante di quello che parliamo, purtroppo non sempre riesce. Le sostituzioni ci sono e vanno fatte. Fino a prima del Covid ce n’erano solo tre. E’ giusto dal valore ai giocatori, perché abbiamo una rosa non molto ampia. Di movimento ne abbiamo ventuno, con due infortunati, sono diciannove. E all’interno dei diciannove abbiamo delle risorse, con chiunque squadra hai di fronte opposta. Nel caso, si tratta o demerito di chi subentra, altrimenti come sempre, la responsabilità è sempre dell’allenatore».
Hai detto più volte che il Sassuolo è la squadra più forte del campionato. Ad esempio, Roberto Breda, prima della gara con la Salernitana ha detto, che come organico dopo il Sassuolo c’è il Palermo. Vorrei chiederti, i ragazzi sono consapevoli e stanno maturando l’idea, la convinzione, che con la cattiveria agonista, possono andare a conquistare un sogno, ovvero andarsi a prendere questi playoff? Grazie.
«Il sogno non è però il nostro obiettivo raggiungere i playoff. Si tratta di un obiettivo concreto. Siamo lì, che ce la dobbiamo giocare. Questa gara è la più difficile. Basta guardare stesso la classifica, che il Sassuolo sta facendo tutt’altro campionato. Laurienté ha fatto quattordici gol, Mulattieri e Pierini ne hanno fatti nove. Ce la possiamo al tempo stesso, giocare. Ne sono convinto. Quanto detto riguardo all’opinione di Breda, la rispetto. E’ anche vero che questa dichiarazione è uscita prima di giocare contro il Palermo. Non mi piace parlare delle altre formazioni. Parlerò del Sassuolo, perché è la squadra che affronteremo. Potevamo fare di più, ma ora non è tempo di guardare indietro. E’ il tempo di guardare avanti ed il nostro obiettivo ce lo dobbiamo guadagnare sul campo. Dobbiamo ragionare gara per gara. Non nascondo il fatto che prima era un obiettivo diverso. Ci siamo dovuti rimboccare le maniche, ma ci stiamo dentro perché la volontà la si percepisce. La squadra è cresciuta, nei risultati più o meno, però abbiamo ancora modo di dimostrarlo. La gara col Sassuolo di domenica, sarà una opportunità. Andrà considerando anche il fatto, che le compagini che hanno affrontato nell’ultimo periodo il Sassuolo hanno fatto fatica. Dovremmo fortunati, se saremmo bravi. Perché la fortuna non viene mai a caso. Occorrerà essere cinici, perché ci capiteranno delle occasioni e mantenere la nostra identità, perché solo così riusciremo ad ottenere un risultato positivo contro una formazione, che riuscirà ad ottenere il proprio obiettivo, che doveva essere anche il nostro. E che stiamo al tempo stesso per perseguire, attraverso i playoff. Va fatto un passo alla volta».
I fischi, ultimamente, non hanno fatto bene. C’è una statistica. Il Palermo non ha mai vinto, con più di venti mila spettatori. Come si affronta un aspetto di questo genere anche se poi i numeri lasciano il tempo, che trovano? «Speriamo di trovare il contrario, perché se i fischi non sono indirizzati ai ragazzi ma i fischi arrivano mentre i ragazzi giocano, ci si va a condizionare. In campo non si mettono solo le qualità tecniche e tattiche. Devi metterle, se sei più lucido; ma c’è la volontà. E tutto passa dalla testa. Si tratta di ragazzi, che se avessero più leggerezza e più serenità, si esprimerebbero diversamente. Però sono pagati per andare anche sopra alle difficoltà. Ho sentito una conferenza stampa di Nesta, che è stato un campione anche da giocatore, affermando che tutti sono bravi a far bene. E se lo fai bene, ti ricordano in tantissimi. Se fai meno bene, o sei al di sotto delle aspettative se lo ricordano anche qui in tantissimi. Vediamo chi sono i “tantissimi”, e speriamo che si ricordano il fatto, che stiamo facendo bene».
Poi a proposito di campioni. Vorrei chiedere un parere su Fabio Grosso, come allenatore? «Ci conosciamo di vista. Incrociati qualche volta fuori dal campo. Lo stimo come persona. Sta facendo un bel lavoro. Da giocatore ha fatto sognare anche a me. Se uno pensa a Fabio Grosso, viene forte in mente il gol dell’uno a zero contro la Germania ai supplementari, che ci ha portato in finale. Poi il gol del due a zero, lo realizzò Alessandro Del Piero. Il ricordo per me italiano, di Fabio, è proprio questo. E da allenatore il suo lavoro, lo fa davvero bene».
Il punto di vista emotivo, a titolo personale. Palermo-Sassuolo è una gara diversa dalle altre? Alla vigilia di questa partita, che sensazioni prova prima di un match, che ha un sapore speciale? «È stimolante a prescindere, perché è una formazione forte. Quando affronti compagini del genere, non vedi l’ora di vedere a che punto sei. E conosco tanto di loro. Tanti giocatori li ho allenati. Con alcuni di loro ho condiviso gioie e dolori ed anche con tanti addetti ai lavori del Sassuolo – ho passato lì, due anni immensi. Sono stati alti e bassi, ma ci sono stati anche tanti alti. Sono ricordi. Fanno parte dell’esperienza e sono una persona che ha dei sentimenti, e si vede. Ma al tempo stesso sono una persona del Palermo, e mi piace tanto vincere col Palermo».
Una domanda sul giovane Nicolosi. Giocatore della primavera aggregato alla prima squadra. Che ragazzo è? Quali caratteristiche possiede? E, che impatto ha con il gruppo? «Ettore è un ragazzo serio, che ha delle qualità. Si mette sempre a disposizione, come del resto tutto il settore giovanile – in primis per noi, la primavera ed il suo mister fa un lavoro prezioso per noi. Perché da dopo il mercato, non siamo mai stati in venti. E volendoti allenatore a squadre contrapposte, abbiamo sempre attinto dalla primavera. Ed Ettore è tra questi, anche se non è l’unico ad essere stato coinvolto. Era giusto dare un premio a lui, che è un premio al settore giovanile. Sarebbe bello anche premiarli ulteriormente. Questo ovviamente, te lo permette i risultati, la squadra, le prestazioni e la classifica. E’ un ragazzo che lavora, che ha qualità, poi anche se alla fine del settore giovanile, si trova all’inizio del suo percorso. Si sta affacciando ora nei grandi e sicuramente è un giocatore, che merita la convocazione. Quando viene in prima squadra, si mette sempre a disposizione. È doveroso anche se non è scontato. Merito anche di chi, li allena e di chi, li gestisce».
Di ForzaPalemo.it. Tornando alla gara di domenica dal punto di vista tattico – una chiave fondamentale del match contro la Salernitana è stato l’ingresso dal primo minuto di Segre, che ovviamente ha delle caratteristiche differenti rispetto a Valerio Verre, che ha dato quel qualcosa in più, in fase di non possesso. Lì, sembrerebbe essere stata anche il punto per averla spuntata. Si pensa che possa essere anche una chiave tattica, domenica contro il Sassuolo in base a quelli che saranno le occupazioni degli spazi dell’avversario? «Sì, lì ho un imbarazzo di scelta, perché nella posizione dove ha giocato Jacopo è dove ha giocato Valerio. E lo ricordo bene tutte le volte. Soprattutto nel girone di andata ci ha giocato molte volte Roberto Insigne ed anche lui ha dato la sua impronta di gioco. Jacopo non lo nascondo. A Salerno ha detto anche lui la sua. Penso anche a quello, che ha fatto la squadra e considerando le caratteriste degli avversari. Jacopo aveva giocato in casa dello Spezia nella stessa posizione, e la partita era stata completamente diversa. Jacopo si sta allenando, bene. Non è l’unica possibilità in quel ruolo, ma si tratta al tempo stesso, soprattutto di una possibilità concreta».
Fabiana Mascolino di Sicilia.it. Volevo chiedere della condizione fisica dei due esterni, Pierozzi e Lund. Pierozzi, che è stato uno dei primi sostituiti contro la Salernitana. Lund, per la prima volta nel campionato sembra che abbia reso, diciamo meglio. Si sia trovato in una condizione migliore? «Per quanto riguarda Pierozzi – ha avuto un problemino durante la partita, ma era già sereno nel post-gara per il recupero. Nei primi giorni è stato gestito ed ora si sta allenando con la squadra. Al momento, sta normalmente. Poi ovviamente farò le giuste valutazioni e se è disponibile, sicuramente che sia dall’inizio oppure a gara in corso, lo valuteremo. Per quanto riguarda Lund – è un giocatore, che ha qualità tecniche, ha qualità mentali. In allenamento, lo dimostra. Kristoffer mentalmente è un martello. Kris bisogna fermarlo. Potrebbe allenarsi tutti i giorni, ma occorre gestire anche il fisico. Non più tardi di mercoledì, la squadra ha fatto un allenamento più lungo del solito, solo uno, e Kris si è allenato anche il pomeriggio per migliorare su alcune caratteristiche, fatto per sua volontà. Ovvio, che tutti potrebbero migliorare. Però poi, c’è da rispettare il carico di lavoro. Kris deve crescere. E questa esperienza gli farà benissimo. E capisco, che ne abbiamo tutti bisogno. In primis ne ha bisogno la squadra, caratterialmente. Perché delle volte, non riesce ad esprimersi per l’età che ha – oppure ha cominciato ad andare sopra all’errore nella maniera giusta. L’ultima partita disputata l’ha fatta sopra un livello, più vicino, a quello che riguarda proprio il suo livello ma non è stata l’unica; perché in altre volte fa dei momenti del match molto positivi e non tira il meglio da un errore; però deve essere questo. Caratterialmente, vuole crescere solo da quel punto di vista. Credo che la prestazione di Salerno, possa essere stata per lui davvero importante».
Obiettivo playoff contro promozione diretta? La squadra di Alessio Dionisi, riuscirà a dare continuità alla gara di Salerno? Ed il Sassuolo di Fabio Grosso, sarà ancora una volta la macchina da gol delle ultime giornate?



