Conferenza stampa di Inzaghi: “Ho 23 giocatori che amo alla follia”. Rosanero vs biancorossi. Calcio – Detto che ogni partita, ogni stagione ha una storia a sé, c’è un dato curioso che vorrei sottoporti. L’anno scorso, l’allenatore Caserta, del Bari non solo ha vinto due volte negli ultimi due anni con le sue squadre al Barbera ma l’anno scorso ha bloccato il tuo Pisa con uno zero a zero. Esistono allenatori che per far giocare le proprie squadre possono mettere in difficoltà anche le altre oppure questa statistica non vale nulla? «Il fatto che Caserta ha vinto due volte alla Favorita ci può solo caricare ulteriormente. C’è un altro tabù da sfatare. L’abbiamo già fatto domenica a Bolzano, per cui questa squadra deve essere brava a battere i tabù, se vuole diventare grande. Si tratta di un ulteriore stimolo a fare meglio. Poi Caserta è un ottimo allenatore. L’anno scorso, con me, ha pareggiato due partite, ma non è Caserta- Inzaghi. È Palermo Va Bari. Sarà una bella sfida ma siamo pronti, carichi e molto convinti della nostra forza».
Quando sei arrivato qui, avevi detto: “Non abbiamo fatto ancora nulla, non merito questa attenzione”. Già con le partite effettuate al Barbera ci sono i dati di spettatori, centoventicinque mila, hanno seguito la tua squadra. Si vede che qualcosa avete cominciato a farla? «Abbiamo fatto intravedere qualcosa. È un percorso molto lungo. È chiaro che tutta questa gente che viene a vederci è motivo di grande soddisfazione ma dobbiamo dimostrare in ogni partita di essere all’altezza, di aver raggiunto, di essere migliorati. Penso, più le partite passano e più mi auguro che il connubio squadra-tifosi sia sempre più forte. Sta a noi riconquistarli. Loro ci hanno dato una fiducia incredibile, a scatola chiusa. Per ora, stiamo dando il massimo. Sia i tifosi che la squadra debbono avere tanta pazienza perché è una partita molto complicata. La classifica non rispecchia i valori di quello che hanno il Bari sul campo. Il Bari meritava almeno quattro, cinque punti. È una squadra molto forte. Certo, che noi, siamo consci della nostra forza. Giochiamo davanti ad un pubblico straordinario. Dovremmo avere la lucidità di avere pazienza e di fare come nelle ultime partite, di essere compatti e di sapere che abbiamo dei giocatori che possono risolverla da un momento all’altro. Quindi bisogna avere tanta pazienza ma anche tanta consapevolezza di essere forti».
Bereszyński. Sta arrivando, non è ancora ufficiale ma poco ci manca. Cosa può dare a questa squadra e come si inserisce nella tua idea ideata? «Oggi, parlare di un giocatore che non è ancora del Palermo non vorrei tanto espormi. Venerdì, c’è una cosa davvero molto importante. Poi come ho detto anche nella scorsa conferenza se dovesse arrivare un giocatore in più, si tratta di un ulteriore ciliegina che questa società mi ha messo a disposizione. Se arriverà è un giocatore importante. Abbiamo una partita fondamentale a cui pensare».
Palumbo e Brunori, tenuti inizialmente in panchina col Sudtirol. Sono tenuti a giocare titolari nella partita col Bari? «Tutti i giocatori sono pronti a giocare titolari altrimenti di volta in volta, andiamo dietro a “fantasmi” che non esistono. Cerchiamo di crescere un po’ tutti. Ho 23 giocatori, oggi, ventidue, che amo alla follia. Ho già detto più volte, che i più forti, stanno fuori come me perché ormai nel calcio ci si giocano due partite, una fino al sessantesimo, una fino al novantesimo. Venerdì, giocheranno gli undici che penso che siano i migliori per iniziare la partita e sono sicuro che come a Bolzano e come nelle partite precedenti, i cinque che entreranno ce la faranno vincere. Detto ciò quelli più forti, più tecnici li tengo negli ultimi trenta minuti a posta».
Palermo Today. Può aggiornarci delle condizioni di Diakité. E, proprio tatticamente, che sfida si aspetta. Caserta possa aggradire gli spazi come ha fatto in questo avvio di stagione, nonostante come diceva all’inizio della classifica e quale può essere la chiave tattica della partita? «Sarà una partita bella, aperta. Le squadre di Caserta giocano bene a calcio. È un ottimo allenatore, di un certo spessore. Quando ci incontriamo è sempre bello per le sfide che si sono alternati in questi anni. Il Bari ha una chiara identità. Gioca con il 4-3-3. Costruisce in un certo modo, cerca di giocare a calcio. Quindi sarà una partita sicuramente più aperta delle altre ma noi andremo a giocarcela con le nostre armi. Sappiamo che abbiamo una grandissima occasione. A Bolzano ero curioso di vedere la risposta della squadra dando una risposta eccezionale dal punto di vista dell’impegno e della lotta. Venerdì, è una ulteriore prova dopo una vittoria in trasferta. Di solito si dà un qualcosa in meno, perché si pensa già aver fatto il nostro. Questo sarebbe l’errore più grave. Mi fido talmente di questi giocatori vedendoli allenare, tutti i giorni, vedo le difficoltà nel fare la formazione per cui la cosa più bella sarà se tra qualche settimana, chi entrerà in campo non ci accorgeremo neanche del nome sulla maglia di chi gioca, perché sono tutti allo stesso livello come li vedo in allenamento. Del Palermo dopo quattro giornate hanno giocato quasi tutti. Tranne Vasic che è giovane e che avrà le sue chance. Abbiamo impiegato già diciannove giocatori e penso che questo debba diventare la nostra forza. Diakite intanto lo ringrazio per la disponibilità che ha dato a Bolzano. Durante il primo tempo non era venuto neanche in panchina. Era nello spogliatoio che stava male, era piegato in due. Poi a fine primo tempo gli ho chiesto di provare se poteva darmi disponibilità e nonostante non fosse in grado di giocare dopo l’ammonizione di Peda è entrato come un leone, ha fatto molto bene. Poi quando è tornato, è andato in ospedale. Questo ti fa capire, ciò che si sta creando all’interno del gruppo, la voglia che hanno. Diakite è dovuto stare purtroppo altri due, tre giorni fermo. Si è allato meno in settimana. Diakite è per noi un giocatore molto importante».
La grande solidità mostrata a Bolzano, il sorriso di Brunori nel finale del match è stato un po’ il manifesto del nuovo corso, perché è un po’ il simbolo della logica del “noi” che prende, che vale sopra qualsiasi personalismo. La gestione motivazionale di diversi Big che escono dalla comfort zone della titolarità da inamovibile, se è un aspetto a suo avviso determinante o se può essere la chiave per fare il salto di qualità definito? Poi per quanto riguarda la transizione della fase offensiva ritiene che si possa migliorare e dov’è questa squadra poi migliorare nello sviluppo del gioco della manovra. E vorrei qualche valutazione sul gioco su Giovane che magari vedremo in Coppa Italia? «Una squadra che deve vincere non può avere giocatori che devono giocare per forza. Qui, giocano tutti. Sta loro la bravura a farmi vedere sul campo che meritano la titolarità. Per cui come Bani, P., come Brunori, chi ci dà dentro. Solo Vasic è Giovane potrebbe dire qualcosa che non ha ancora giocato un minuto. Però sono giovani, sono forti ed avranno il loro spazio. Tutti hanno la possibilità di dimostrare sul campo verde che meritano di giocare tutte le partite. Voglio solo vincerle. Quindi faccio giocare i migliori. Giovane è un giocatore che mi ha sorpreso ancora più positivamente di quello che pensavo. Chiaramente è un centrocampista ma può fare anche il quinto. Ha valori fisici straordinari. Lui, come Vasic, sono certo che ci daranno grosse soddisfazioni. In questo momento sono stati i più penalizzati ma nelle prossime partite avranno modo di giocare e di dimostrare il loro valore».
Questi sono alcuni tratti tracciati da Inzaghi in vista della gara col Bari.
Inzaghi incita i suoi per un fondamentale incrocio.


