In conferenza stampa c’è Inzaghi: “Il Mantova è squadra tosta. Per noi è una gara fondamentale, vogliamo riprendere la marcia che abbiamo interrotto”
In vista dell’imminente e delicata sfida casalinga del Barbera con il Mantova l’allenatore rosanero, Filippo Inzaghi, super concretato ai microfoni di Palermo F.C. ha affrontato la conferenza stampa di martedì pomeriggio, 3 marzo 2026, rispondendo alle domande dei giornalisti: Buon pomeriggio Pippo. Corriere dello Sport. Hai parlato in questi mesi della costruzione di uno spirito che è la cosa fondamentale del tuo lavoro al Palermo. Forse è questo il momento in cui, mercoledì, si dovrà comunque vedere lo spirito, perché sei scivolato dopo tanto tempo, dopo quattro mesi. Era anche fisiologico, però hai bisogno di dare una immediata reazione. Penso che più che un fatto tecnico debba essere un fatto di spirito, di squadra, di gruppo.
“Hai detto bene. Speriamo che il prossimo scivolone sia fra quattro mesi. Non vedo nessun problema nel ripartire. Sono molto sereno. E dopo tutto quello che avevamo fatto, poteva arrivare una giornata storta. E’ arrivata, ma questo non pregiudica quello che di bello e buono abbiamo fatto fino ad ora. Abbiamo la classifica molto buona. Abbiamo fatto tantissime partite fatte bene. Per cui si riparte da questo. Ormai quello che è stato, è stato. Anzi pensiamo al momento bellissimo da cui arriviamo, dalle tante partite fatte bene, e se era quattro mesi che non perdevamo vuol dire che siamo in grandissima forma. Dobbiamo solo ripetere quello che abbiamo fatto prima di Pescara”.
La seconda è un fatto tattico che ogni tanto mi pare di aver notato in questa squadra. Ci sono momenti in cui la squadra così esperta come il Palermo, e parlo del finale della partita di Pescara, improvvisamente è come se perdesse le distanze. E invece, è una squadra che ha fatto della solidità e dell’equilibrio e anche della capacità di concedere poco all’avversario è una delle sue doti principali. Ecco, ti fa preoccupare questa cosa. Pensando al Pescara, certe cose si erano viste anche a Chiavari quando poi abbiamo pareggiato, ma l’Entella sbagliò un gol clamoroso all’ultimo minuto. Perché questa squadra ogni tanto, che ha fatto ripeto dell’equilibrio la sua forza e la sua solidità, capita di perdere le distanze e lascia degli spazi. E’ come che non comprendesse in quel momento il pericolo che sta correndo, e magari la giornata meno felice, meglio non perdere, che perdere?
“Sì, hai ragione. Ho una squadra che ha fatto quello che ha fatto, è la migliore difesa. Come faccio a rimproverare. E’ chiaro che abbiamo preso un gol. Il primo lo sappiamo. Il secondo è un gol, che una squadra come noi non prende. Però può capitare. Siamo umani. Può capitare di sbagliare. L’importante è capire quello che abbiamo sbagliato, l’abbiamo analizzato, e sono sicuro che non capiterà più. Però non posso guardare un singolo gol, un singolo episodio dopo tutto quello che di buono ha fatto questa squadra. E’ chiaro che dobbiamo capire le cose che vanno migliorate e guardare avanti con grande ottimismo e forza, perché siamo una squadra forte. L’abbiamo dimostrato. Con questi punti, in un campionato normale saremmo primi o secondi; per cui se ad inizio anno ci avessero detto, chiunque di voi, a questo punto del campionato dopo tantissime partite di averne perse solo quattro, l’avremmo tutti firmato col sangue – per cui tutte queste sono le cose positive che dobbiamo riconfermare già da mercoledì. Ho sempre detto che ogni partita è un nuovo esame. Non mi ero esaltato prima. Un passo falso ci può stare, l’importante è che rimanga un episodio a sé”.
Repubblica. L’abbraccio l’altra volta al rientro con i tifosi che non erano potuti venire. Che cosa vi ha lasciato. C’è veramente un sentimento di unione che vi hanno trasmesso? “E’ un gesto di grande intelligenza di chi ha capito il momento e di tutto quello che questa squadra ha fatto, e che purtroppo in trasferta ci stanno mancando, perché è chiaro che in casa abbiamo un ruolino da Serie A. In trasferta dobbiamo migliorare. Il fatto che non erano presenti i nostri tifosi influisce, però noi chiaramente sappiamo che lontano dalle mura amiche dobbiamo migliorare. E’ stato bellissimo trovarli qui, e sono sicuro che i miei giocatori, mercoledì, li regaleranno una grande partita come sempre”.
Giornale di Sicilia. Ho due domande. Come stanno Bani e Magnani, saranno della partita di mercoledì sera? Sappiamo che Bani era fuori a Pescara per influenza, e Magnani è uscito se non ricordo male un po’ acciaccato. Qual è stato l’umore dei giocatori dopo la sconfitta, che comunque è stata inattesa, e qual è stato anche il tuo di umore e che ha interrotto un ruolino di marcia importante, dopo quattordici partite senza perdere? Grazie.
“Il mio umore era dispiaciuto, ma poi gli ho fatto vedere quello che hanno fatto nelle ultime quindici partite, e l’umore è tornato alle stelle – come normale che sia. Magnani mi ha chiesto il cambio, era stanco fisicamente. E’ partito dall’inizio, perché chiaramente Bani ha avuto l’influenza il giorno prima e non era disponibile per partire dall’inizio. Stanno tutti e due bene per fortuna. Mercoledì, avremo tutti, e questo per me è molto importante, perché avere tutti i 24 giocatori disponibili per una partita così importante mi lascia ben sperare”.
Marco Capone di PalermoToday. Dal punto di vista tattico che gara ti aspetti contro una squadra che comunque anche all’andata ha dimostrato di poter creare qualche difficoltà? Grazie. “Le partite in Serie B sono tutte complicate. Modesto ha dato una identità. E’ una squadra tosta. Nel Mantova c’è anche il direttore Rinaudo che ho condiviso delle gioie a Venezia e ho un bellissimo rapporto. Quando non gioco contro di loro, è chiaro che mi fa piacere, però mercoledì, per noi è una gara fondamentale davanti ai nostri tifosi vogliamo riprendere la marcia che abbiamo interrotto, però come sempre dipenderà solo da noi. E, questo è un grande vantaggio, però per vincere le partite come abbiamo visto serve sempre il miglior Palermo”.
Cettina Pellitteri di Azzurra News. Dopo Pescara hai parlato di fame, di routine riferendosi ai quattordici risultati consecutivi. Quali aspetti concreti, mentali e tattici devono diventare importanti e imprescindibili affinché il Palermo possa giocare con fame e cattiveria agonistica, da qui fino alla fine della stagione? Grazie.
“Sono sicuro che i miei giocatori abbiamo capito che quando siamo al 100% possiamo interpretare le partite alla maniera giusta, e di solito le cose vanno bene. Quando siamo in una giornata negativa può succedere che ci sono anche gli avversari, che non è la miglior giornata e facciamo fatica. L’abbiamo dimostrato in questo campionato, però come dicevo prima adesso, guardare indietro… mi tengo quello che abbiamo fatto in queste quindici partite. Abbiamo fatto molto bene e ne abbiamo sbagliata una su quindici, mi auguro. Sarebbe il massimo sbagliarne un’altra dopo quattordici, quindici partite, per cui auguriamoci – ho visto la squadra bene di intraprendere la marcia interrotta. Ho visto la squadra vogliosa di regalare a questa gente che l’altra sera ci ha dato una grande dimostrazione di affetto, una grande partita, e sono sicuro che nel nostro stadio lo faremo”.
Salve Mister, Simone Ciappa di ForzaPalermo.it C’è la possibilità che partite come quella di Pescara, come Mantova e Carrara, con la Carrarese appunto – diventino molto più complicate rispetto a gare con le prime in classifica proprio perché ormai si avvicina la fine del campionato, e loro hanno fame di far punti per salvarsi. Queste sono partite più complicate, secondo te?
“Non lo so. Queste sono le partite che temo maggiormente. Quando dicevano che vincevamo sempre con le piccole, e non con le grandi, ‘mi toccavano’. Invece, era proprio l’esatto contrario, perché preparare le partite contro Monza e Venezia, e penso Frosinone, penso sia la cosa più semplice di un allenatore. Partite più difficili e più complicate sono proprio con le squadre che hanno l’acqua alla gola, che si giocano la vita. Fino alla scorsa partita siamo stati molto bravi in questo tipo di partite. E’ successo, però adesso è inutile continuare a pensarci, non lo voglio menzionare. Nel calcio nel bene e nel male si guarda sempre avanti noi abbiamo fatto tante cose in questi quattro mesi positive, e dobbiamo ripartire proprio da lì”.
Mi riaggancio alla domanda del collega, poi ne faccio una seconda. Il bagno di folla del ritorno allo stadio può essere visto come una conquista per la squadra, perché ad inizio stagione si diceva: “Noi non meritiamo ancora questo affetto del pubblico”. A questo punto della stagione si può dire che la piazza di Palermo sia anche maturata, se al termine di una partita magari meno bella dopo quattro mesi di un’ottima squadra vista in campo al di là dei risultati delle prestazioni, comunque ci sia soddisfazione e voglia di riaccogliere la squadra e di dire, ora mercoledì si torna in campo, e siamo pronti a dare il nostro sostegno.
“Penso che la squadra si sia meritato questo affetto per queste partite fatte finora. Al di là di una sconfitta, e di una vittoria, l’ha dimostrato per l’attitudine, per l’atteggiamento che ha avuto, per l’anima che ha dimostrato. Una partita storta l’ho subita e affrontata, anch’io, quando ero giocatore. L’importante è riprendersi subito e ripartire subito a fare quello che abbiamo sempre fatto. Sinceramente sono molto sereno. Questa gente è straordinaria. La società mi fa lavorare bene. Quello che posso trasferirgli è quando ho firmato per il Palermo, e mi hanno fatto due anni di contratto. Adesso che sono qui da qualche mese vi posso assicurare che in due anni sicuramente torneremo dove meritiamo. Io, spero di tornarci il prima possibile. Se saremo bravi di continuare a lavorare sulla positività, sull’affetto, sul cercare di guardare le cose positive la squadra continuerà a dimostrare la crescita partita dopo partita. Sono sicuro che con un pubblico, con una società del genere, che in queste partite ha dimostrato di cominciare ad avere un’anima. Stiamo costruendo qualcosa di bello, poi qualche intoppo ci sarà. Lo dicevo anche quando vincevamo sempre. Prima o poi, purtroppo, perché sono un uomo di calcio. Ho anche qualche capello bianco, e so che ogni partita nasconde delle insidie. Però sono altresì convinto dopo tanto tempo, qualche mese che sono qui, che la squadra è quella giusta, è che se saremo bravi a non farci male da soli arriveremo dove dobbiamo arrivare, e arriveremo lì pronti”.
Sulla gestione di Johnsen e Le Douaron, se ad esempio, il cambio di Pescara era già programmato in quel determinato minutaggio o se magari, non eri troppo soddisfatto della prestazione del norvegese?
“No, nessun cambio è preventivato prima della partita. E’ chiaro che avevo pensato, Johnsen e Le Douaron, siccome sono due giocatori importanti e soprattutto perché Johnsen ha bisogno anche di minutaggio di fare questa scelta viste le due partite ravvicinate.
Mister, buonasera. Su Rui Modesto. A che punto è il suo processo di inserimento nel gruppo, se è pronto anche per un ampio spezzone di partita; e poi in vista del rush finale qual è l’aspetto che farà la differenza, la testa, le gambe, la capacità di una squadra di affrontare e superare giornate storte come è successo con il Palermo a Pescara o anche nei momenti di difficoltà?
“Sicuramente per il rush finale sarà fondamentale tenendo conto di tutte le cose che hai detto, la testa, le gambe. Sono convinto che questa squadra arriverà proprio in questi ultimi mesi, pronta, perché come dicevo prima, abbiamo tutti disponibili, abbiamo tutti i giocatori che stanno bene, abbiamo dei cambi importanti, e questo ci può dare energia per il rush finale. Rui Modesto sta bene. Finalmente ha fatto quasi due settimane di lavoro completo con la squadra, è pronto per giocare almeno venti minuti o mezz’ora, mi auguro già da mercoledì”. Così Inzaghi, termina la conferenza stampa.



