Inzaghi in vista di Bari-Palermo: “Ha cambiato allenatore, ha vinto a Cesena e sono sempre partite dure”
Un convinto e deciso Filippo Inzaghi risponde ai giornalisti presenti durante la conferenza stampa che precede Bari-Palermo, gara di campionato di calcio in Serie BKT ai microfoni di Palermo F.C. Ecco le parole di Inzaghi: Corriere dello Sport. Dopo il pareggio di Modena, con che spirito si affronta la trasferta a Bari? Forse c’è la consapevolezza per effettuare il definitivo salto di qualità? Servirebbe proprio in trasferta un maggiore numero di vittorie rispetto a qualche pareggio di troppo? “Il nostro campionato è iniziato nove giornate fa, a Chiavari. Sono cambiate tante cose nella squadra. Abbiamo dovuto fare delle scelte anche difficili, dolorose, ma da quel momento la squadra ha fatto diciannove punti e sarebbe una media da promozione. Al di là di tutto – credo che la squadra stia crescendo. A Modena ha fatto una partita molto seria da grande squadra, contro una formazione molto forte. Dobbiamo continuare. Venerdì, è una partita importante. Non conta giocare in casa o in trasferta. Non guardo più queste cose. Le ho guardate troppo all’inizio, poi ho capito che bisognava guardare qualcos’altro. Queste nove partite ci hanno dato risultati, ci hanno dato continuità. Venerdì, mi aspetto di vedere una ulteriore crescita della squadra”.
Domanda di natura tattica. Nelle ultime tre partite ha sempre cambiato il giocatore sulla linea della trequarti di agire sulla stessa linea di Palumbo. E’ certamente la dimostrazione che ci sono tante soluzioni, ma forse è anche il segnale che all’interno dello scacchiere ci cerca una maggiore stabilità?
“Sono molto contento dei giocatori che giocano in quella posizione, perché Le Douaron ha fatto il suo, Vasic stava facendo molto bene, si è infortunato. E adesso per motivi di cambi, di spazio non gli ho potuto dare il cambio. È un giocatore importantissimo. Gyasi è tornato dopo tanti mesi. Ho cambiato proprio per questioni tattiche, per questioni di cambi, di partita. Sono convinto che ci daranno sempre di più e sono fondamentali per noi”.
Per quanto riguarda la settimana più che altro da un punto di vista tecnico, atletico, fisico c’è qualche ragazzo che ha avvertito qualche problema, o sono tutti a disposizione? Ad esempio, Magnani è tornato pian piano ad allenarsi. Come stanno i ragazzi? C’è qualche dubbio?
“Siamo quelli di Modena. Magnani sta bene. È da due, tre giorni che si allena forte. Venerdì, non possiamo rischiarlo. Farà ancora diversi giorni di preparazione, perché è stato fermo comunque un mese. È guarito dall’infortunio per fortuna che era la cosa più importante. Per noi è un acquisto incredibile. Nonostante abbiamo una difesa importante, lui ci alzerà il tasso ulteriormente. Da lunedì, dovrebbe incominciare ad allenarsi con la squadra. Penso che fra una, due settimane sarà pronto per giocare”.
Mercato. In questi ultimi giorni ti aspetti qualche operazione oppure a prescindere sei già soddisfatto di quelli che hai a disposizione? “La cosa importante è pensare a Bari. Il mercato mi interessa poco. Abbiamo una squadra forte che è riuscita in ventuno partite a perderne solo tre, vuol dire che è già pronta per poter fare qualcosa di importante. Poi sappiamo che abbiamo una società importante, che se ci sarà qualche giocatore che potrà rafforzarci non è facile. Non si farà trovare impreparata”.
PalermoToday. Dopo Modena hai sottolineato quanto sia importante servire meglio Pohjanpalo. Ti aspetti a Bari un miglioramento sotto questo aspetto per cercare di creare ulteriormente dal punto di vista delle occasioni da gol? “Premettiamo una cosa. Pohjanpalo è il capocannoniere del campionato. A volte guardiamo sempre le cose negative, ma se al momento Pohjanpalo è il capocannoniere vuol dire che è stato servito molto bene dai compagni. A Modena soprattutto l’ultima mezz’ora abbiamo forzato, mettendo tutti gli attaccanti, perché volevamo vincerla e dovevamo essere lì, più bravi per servirlo e lui per farsi trovare nella posizione giusta. Sappiamo dove dobbiamo migliorare e portiamo quanto di buono stiamo finora facendo in queste ultime nove partite e cerchiamo di dare continuità a quello che è stato. Il Bari ha cambiato allenatore, ha vinto a Cesena e sono sempre partite dure in Serie B. Noi siamo forti e siamo convinti che piano piano stiamo diventando sempre più squadra”.
Pippo, in parte hai già risposto al collega. Quando hai deciso di mettere Gomes titolare, in teoria di avanzare un pò Segre – pensavi che Segre poteva fare qualcosa di più davanti rispetto ad una possibilità come ad esempio Vasic? “Ho fatto giocare Gomes, perché lo ritengo un titolare e volevo dargli la fiducia che si merita. E, perché pensavo soprattutto nel primo tempo che siccome il Modena sapevo che sarebbe venuto molto aggressivo nel privilegiare il palleggio, con giocatori importanti. Poi è stato un primo tempo equilibrato, non abbiamo subito niente, abbiamo costruito poco. Ero consapevole che nel secondo tempo, con Gyasi, con Le Douaron, con Corona potevo cercare di vincerla. Però il piano gara era questo”.
Hai accennato a Vasic. Potrebbe essere la sua occasione a Bari?
“Vasic le occasioni le ha sempre avute. A parte queste ultime due partite, ma come ho ogniqualvolta detto – gli eventi della gara, non hanno permesso di metterlo, però ora Vasic non è più da scoprire. È un giocatore importante. Starà con noi e cercherà di darci le soddisfazioni che ci stava dando. Come indicato poc’anzi – poi con l’infortunio ha trovato meno spazio, ma deve continuare a lavorare forte”.
Dici che non guardi al calendario, non guardi agli altri risultati. Lo posso anche capire. In teoria il Palermo avrebbe qualche partita “facile”, ammesso che ce ne sia qualcuna in Serie B e poi gli scontri diretti. Per la tua esperienza, le tue squadre in primavera, a marzo, ovvero quando è il momento – arrivano sempre o meglio rispetto all’inverno? “Mi interessa poco. Noi se manteniamo questa media delle ultime nove partite diamo fastidio a tutti. Il Frosinone e il Venezia che sono davanti hanno una media di 2,05 a partita. Noi in nove partite abbiamo fatto diciannove punti, per cui la media è questa. Da Chiavari, ho deciso di cambiare tante cose. Tante cose sono cambiate. La squadra mi ha dato per ora, ragione. Deve continuare a crescere. Ha fatto tante cose importanti, positive. Ha fatto partite serie. Dobbiamo migliorare in alcune cose, sicuramente. Però penso che questa sia la strada giusta e non voglio pensare a marzo, aprile. Voglio costruire un’anima, un gruppo vero. È una squadra che si allena moltissimo. Mi piace allenarli e mi auguro che si tolgano le soddisfazioni che si meritano”.
Mister, hai parlato di nove risultati utili consecutivi e se consideriamo l’inizio della stagione, sicuramente sono numeri che danno fiducia, ma inevitabilmente alzano anche l’asticella delle aspettative. Contro il Bari che sembra rigenerato dopo il recente cambio di panchina, servirà mantenere lucidità nei momenti chiave della partita, quindi la concentrazione e l’attenzione o essere più cinici e lucidi negli ultimi metri? “Sono tutte cose giuste quelle citate. Per vincere le partite bisogna essere lucidi, cinici, bisogna cercarle di comandarle dall’inizio. Però come anche detto l’altra volta – qual è quell’allenatore che dice alla squadra di non comandare la partita, di non essere lucidi? Cerchiamo di lavorare, cerco insieme al mio staff di far crescere la squadra, di cercare di fargli vedere tutte le cose positive che abbiamo fatto, perché a volte si guarda purtroppo il bicchiere mezzo vuoto, ma io invece, lo vedo mezzo pieno. E cercare di migliorare dove possiamo migliorare. La cosa più bella di questa squadra, secondo me, è che purtroppo il nostro campionato è iniziato nove giornate fa. E possiamo migliorare ancora tanto. Non so dove arriveremo, ma so in questo momento, che stiamo costruendo qualcosa che ci porterà lontano se saremo bravi a non farci del male da soli, se saremo bravi a continuare su questa strada. Purtroppo, come già detto, non basta avere una società del genere per vincere le partite in Serie B. Altrimenti continuiamo a fare gli errori che sono stati fatti in passato. Adesso, bisogna costruire qualcosa: un animo, una squadra. Tenere i giocatori che tengono a questa maglia. Andare in campo a 2mila all’ora, perché se non si corre a 2mila all’ora in Serie B non si va da nessuna parte. Penso che negli anni scorsi, questo purtroppo l’avete già visto. Cerco giocatori che corrono forti, che combattono, che sanno cosa vuol dire vestire la maglia del Palermo. Poi non so quando arriveremo, dove sogniamo tutti, ma per arrivarci dobbiamo lavorare sodo”.
Mister, volevo approfondire la questione Le Douaron. Hai detto che ha fatto bene, però di fatto dopo i gol contro Empoli e Sampdoria ha collezionato sempre meno minutaggio. Volevo capire se hai chiesto al giocatore qualcosa di diverso rispetto alle ultime partite o se magari le scelte erano dettate anche dall’avversario? “Hai già detto tutto di te. Siccome in quel ruolo ho anche giocatori come Gyasi e Vasic, forti – è stata solo una questione di partita. Le Douaron avrà il suo spazio come lo ha sempre avuto”.
La questione di Diakité ce la confermi o secondo te, manca qualcosa e se eventualmente provvederà la società nel mercato?
“Di mercato non parlo. Su Diakité come già detto è una scelta tecnica”.
Inzaghi così si conceda in conferenza stampa in vista della gara sul campo del Bari.
Filippo Inzaghi ha mosso diversi temi, concretando l’attenzione sull’importanza di mantenere alta la guardia e di restare concentrati partita dopo partita, considerando l’alta intensità nei match della serie cadetta, dove nulla è scontato ed ogni sfida va giocata palla dopo palla, mettendoci ogniqualvolta determinazione e sano agonismo sportivo.



