Per il prefetto della capitale quello dell’Anno Santo chiuso ieri è un “bilancio estremamente positivo”. Fondamentale il ruolo svolto “dai cittadini romani e dai volontari arrivati da tutta Italia”
Giubileo, Giannini: Roma, un esempio di pace e speranza
Un bilancio estremamente positivo: è il commento del prefetto di Roma Lamberto Giannini alla vigilia della chiusura del Giubileo della Speranza. Una soddisfazione che deriva da vari fattori: “In primis, non abbiamo affrontato eventi sfavorevoli o comunque che abbiano turbato l’evento, tutto questo è stato frutto di un grande lavoro di prevenzione, di tanta accuratezza nei servizi. E poi abbiamo avuto un ritorno dalle persone che non hanno avvertito un’aria oppressiva nella sicurezza, ma tutto si è svolto con grande serenità. Era un evento così importante che andava vissuto con grande serenità e potendosi veramente concentrare totalmente sul lato spirituale”. Fondamentale, in questo senso, la collaborazione tra i vari attori coinvolti nella sicurezza: “C’è stato un grande spirito di vicinanza e un grande spirito di squadra. Per questo devo ringraziare il questore Massucci, il generale Pecci del Carabinieri, il generale Franzese della Guardia di Finanza che da pochissimo ha lasciato l’incarico. Abbiamo lavorato in piena sintonia anche con il comandante della polizia locale De Sclavis. Questa sintonia ha consentito una presenza molto efficace sul territorio”.
Banco di prova per la Capitale
Per il prefetto Giannini il 2025 è stato un vero e proprio banco di prova, a cui la capitale ha risposto in maniera positiva: “Roma è una città che ti mette continuamente alla prova. Sono tantissimi gli impegni. Nel mio precedente lavoro in Polizia ho lavorato e ho fatto servizi di ordine pubblico in varie sedi. Pensiamo, ad esempio, alla preparazione che in ogni sede richiede una visita del presidente della Repubblica, mentre qui è normale che magari esca, si muova. La stessa cosa vale per il Santo Padre. Oppure pensiamo a manifestazioni da 100 mila persone. Roma è una città da questo punto di vista molto particolare e quindi non c’è stato solamente il Giubileo, ma c’è stato poi da gestire un anno ordinario che è stato anche un anno che ha visto Roma osservatrice in questa dimensione di Anno Santo, in questa dimensione spirituale. E anche essere portatrice di un messaggio di pace a fronte di tante guerre nel mondo che avrebbero potuto avere riverberi sulla sicurezza dell’evento”.
Newsletter Vatican News
Gianmarco Murroni – Città del Vaticano
Comunicato Stampa


