Chiara Costanzo, aveva 16 anni, era una studentessa del Liceo Nicola Moreschi di Milano sito in Viale S. Michele del Carso, 25 e ginnasta a livello agonistico.
La tragedia è avvenuta a Crans Montana, nella notte tra il 31 dicembre e il 1 gennaio. Nel corso dei festeggiamenti di Capodanno, un incendio ha devastato il locale “Le Constellation”, nella nota località sciistica svizzera, dove erano presenti numerosi giovanissimi.
Tragedia di Crans Montana, Chiara Costanzo – giovane vita spezzata: studentessa del Liceo Moreschi e ginnasta a livello agonistico
Chiara era in vacanza nella casa di famiglia a Crans Montana
Secondo quanto riportato dal giornale Il Giorno
“Una ragazza splendida, curiosa, appassionata alla vita”
“La figlia più straordinaria che abbia mai calcato la Terra”, così l’ha ricordata il papà Andrea Costanzo, manager farmaceutico: «Eccelleva in tutto ciò che faceva, sia a scuola sia nello sport. Era un’ottima ginnasta artistica, sciava in modo impeccabile, amava la natura e parlava in inglese come una madrelingua. Aveva una curiosità pazzesca e una disciplina naturale, mai ostentata».
«Milano era la sua quotidianità. Il Liceo Moreschi il suo mondo: lo studio, le amicizie, i docenti». «Chiara era una ragazza seria ma mai rigida, curiosa, capace di appassionarsi. Non studiava per dovere, ma per capire: aveva la media dell’8 e mezzo. Parlava l’inglese come una madrelingua». «Voleva seguire le orme della sorella maggiore: la laurea in Economia, magari la Bocconi, «e poi sarebbe andata all’estero. Amava scoprire i posti, viaggiare».
Le parole del Presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana: «Esprimo il profondo cordoglio di tutta la Lombardia e la mia personale vicinanza alla mamma e al papà di Chiara Costanzo, ai fratelli, agli amici e ai compagni di scuola. Si tratta di un dolore immenso per una giovane vita spezzata troppo presto».
L’istituto Moreschi di Milano, le dedicherà uno spazio. Per il prosieguo del torneo studentesco i ragazzi della squadra di calcio del Moreschi giocheranno con il nome di Chiara sulle magliette. I compagni del Moreschi aggiungono: «Era il nostro angioletto. Vogliamo ricordarla intitolandole un’aula».
Le amiche di Chiara, affermano: «Per noi era come una sorella».
«Chiara si era avvicinata a questo sport quando era piccola. Ma non era solo brava a livello tecnico: nutriva la rilevante capacità di far sentire a proprio agio le persone. Era simpatica, diffondeva il buon umore. In particolare modo sapeva ascoltare. E se c’era un problema era la prima a farsi in quattro per aiutarti».
Una giovane promessa ginnasta a livello agonistico, con ampie prospettive di crescita, nonché studentessa di liceo, Chiara Costanzo, con mille sogni nel cassetto che erano pronti ad essere spiccati, si infrangono nella tenera età proprio sul più bello.



