Televisione – Valutare il rischio per prevenire il danno: tra scienza, società e territorio. L’appuntamento con Riflessi.
È in arrivo una nuova puntata di Riflessi su Prima Tivvù con la conduzione di Ilaria La Mura, conduttrice, autrice televisiva, giornalista, Psicologa e Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale
Ospite: il Prof. Luigi Pastorelli, CEO del Gruppo Schult’z Risk Centre e docente di Teoria del Rischio presso diverse Università, e si parlerà della valutazione rischi terremoti, catastrofi naturali, e turismo. La ‘Teoria del Rischio’ è un campo che si occupa di studiare e gestire il rischio, la probabilità di un evento futuro che possa avere delle conseguente non positive, ovvero dal danno che si può attendere – l’effetto. Il territorio nazionale è interamente sismico. Non è ancora possibile prevedere con certezza quando, con quale forza e dove si verificherà il prossimo terremoto. È noto però quali siano le zone più pericolose e cosa sia possibile aspettarsi da una scossa. Essere dunque preparati è il ‘modo migliore per prevenire e ridurre le conseguenze di un terremoto’. Si parte dalla pericolosità, vulnerabilità, per arrivare all’esposizione. Il rischio sismico è determinato dalla combinazione di pericolosità, vulnerabilità ed esposizione ed è la misura dei danni attesi in un intervallo di tempo, in base al tipo di sismicità, di resistenza delle costruzioni. Inoltre possiamo dire, che la pericolosità sismica di un territorio è determinato dalla forza dei terremoti che lo interessano, dalla sua sismicità. A parità di intervallo di tempo considerato, sarà tanto più elevata quanto più probabile sarà il verificarsi di un terremoto. Per frequenza e intensità dei fenomeni, l’Italia ha una pericolosità sismica medio-alta e vulnerabilità molto elevata per fragilità del patrimonio edilizio, infrastrutturale, industriale, produttivo e un’esposizione altissima per densità abitativa e presenza di un patrimonio storico, artistico e monumentale unico al mondo. La nostra Penisola essendo ad elevato rischio sismico, occorre attuare una determinata campagna nell’andare a prevenire il danno, attraverso lo studio continuo in materia, di esperti del settore.
Geotermia: il potere nascosto della Terra – La geotermia è la disciplina delle scienze della Terra, che studia l’insieme dei fenomeni naturali coinvolti nella produzione e nel trasferimento del calore proveniente dall’interno della Terra. I suoi principi sono utilizzati a livello tecnologico nella produzione di energia elettrica e nella cogenerazione attraverso le centrali geotermiche a cominciare dell’energia geotermica associata, la forma di energia ottenibile dal calore proveniente da fonti geologiche situate nel sottosuolo. Si fa riferimento ad una forma di energia di energia alternativa ed al tempo stesso, rinnovabile.
Il Prof. Roberto Scarpa, sismologo e vulcanologo, geofisico, docente emerito del Dipartimento di Fisica dell’Università di Salerno, consulente del Ministero dell’Istruzione e Ricerca Scientifica – è un altro ospite della puntata di Riflessi di giovedì 8 maggio in programma alle h 14:40 sul canale 17 del digitale terrestre, Prima Tivvù. Con il Prof. Roberto Scarpa, si parlerà dell’utilizzo dell’energia geotermica in Italia e in Campania. Possiamo dire, che l’energia geotermica nella Penisola, si sta affermando sempre più come fonte di energia rinnovabile, a livello europeo, oltre che nel contesto mondiale. Il tutto gestito dalla naturale ricchezza di risorse geotermiche, facendo sì, che in alcuni punti della Penisola si concentrano sorgenti naturali di acqua calda, per essere utilizzate come elementi determinanti nella transizione energetica nazionale verso le fronti green, rinnovabili. In Italia, l’avvento della geotermia, risale all’inizio del Novecento. Anche se alcune fonti storiche, stimano che, fin dall’antichità, almeno per tutto il primo millennio a.C. sono state sfruttate dalle popolazioni etrusche. In Toscana, a Larderello in provincia di Pisa, è stato costruito il primo impianto geotermico della storia. La regione che più di tutte rappresenta la geotermia italiana è la Toscana, per ragioni sia storiche che geologiche. Le aree con abbondanti risorse geotermiche in Italia sono molte altre. Per esempio, c’è il Veneto, soprattutto in corrispondenza dei Colli Euganei vicino a Padova, il Friuli-Venezia Giulia, con la zona intorno alla città di Grado, e in Campania, soprattutto nei dintorni di Napoli tra i Campi Flegrei e l’isola di Ischia. Ad Alcamo, Sciacca in Sicilia, e sulle isole Eolie e di Pantelleria. Arrivando in Emilia Romagna, a Casaglia in provincia di Ferrara, dove c’è un complesso sistema di falde noto come dorsale ferrarese.
Una delle prospettive più interessanti del geotermico, è dettata dalla crescita del rendimento. Ad oggi, gli impianti geotermici arrivano oltre il 20%, con le pompe di calore che arrivano anche al 50%, e capaci di ricavare quantità di energia fino a quattro volte maggiori di quella che occorre per mantenerli in funzione. Tenendo conto degli avanzamenti tecnologici di maggior interesse, c’è la possibilità di evitare che si sprigionino i gas tossici, che possono fuoriuscire dal sottosuolo, evitando così che siano immessi in atmosfera. Si ritiene, che per gli anni Venti di questo secolo – la produzione di energia geotermica, in Italia, si limiterà allo sfruttamento di risorse con temperature di almeno 90°C, mentre dagli anni Trenta – è possibile che le tecnologie di nuova generazione consentano di beneficiare anche delle fonti utilizzando delle temperature inferiori, che presentano la geotermia non convenzionale, quando ad esempio, la temperatura dell’acqua nel serbatoio varia con la profondità in funzione di valori normali. Le previsioni parlando della possibilità di raggiungere entro il 2030 una potenza installata tra i 1070 ed i 1140 megawatt per la sola parte geotermoelettrica, una quota destinata a crescere nel ventennio successivo. L’energia generata potrebbe essere prossima ai 7 terawattora annui, per il 2030, ed arrivare tra i tredici ed i sedici terawattora – nel 2050. Ciò significherebbe raddoppiare oppure triplicare l’esistente, portando il geotermico a raggiungere una quota del tre, del cinque per cento del fabbisogno energetico italiano.
Non resta che dare l’appuntamento per la visione di “Riflessi” su Prima Tivù, con la presenza di Ilaria La Mura e i suoi ospiti, giovedì pomeriggio.



