Calcio – Dionisi in conferenza stampa. Studia mosse e tattiche anti Bari.
In vista della rilevante trasferta di venerdì 11 aprile, il Palermo giocherà contro il Bari. Si tratta di un match delicato in chiave playoff
Ecco le parole di Alessio Dionisi, in conferenza stampa: Domenica, dopo la partita, ad una domanda specifica di un collega, può essere stata la vittoria della svolta? Ha detto sì, se saremmo equilibrati a mantenere il profilo basso. Da questo punto di vista, in attesa delle risposte dal campo, come hai trovato dopo Sassuolo la squadra dal punto di vista dell’approccio mentale e vitale della comunicazione. Adesso, ci sono veramente i presupposti per fare quel propositivo salto di qualità?
«Il giorno dopo la partita, chi non ha giocato, si è allenato bene. E questa è stata una bella risposta. Abbiamo iniziato a fare un allenamento, che potrei definire da sei. E il sei non basta. Occorrerà fare un allenamento da otto per avere la giusta mentalità. Prepareremo la partita in due giorni. Sono davvero belle da giocare. Vediamo da partite fatte bene, e non sono le uniche giocate così nell’ultimo periodo, ne sono molte di più. E dovremo dimostrare di avere lo stesso atteggiamento. Perché è proprio attraverso l’atteggiamento che poi metti in campo le qualità durante una partita. Dobbiamo mettere dentro consapevolezza, non presunzione, perché poi idealmente mancano ancora sei partite, per giocarsi la settima. Sto andando avanti con questo spot. Deve essere così. Abbiamo fatto sicuramente un passo avanti, ma non è un passo definitivo. Dopo un passo avanti, se ne può fare uno indietro o un altro avanti, e ne diventerebbero due».
Partirei mister da una sua considerazione anche possibilmente non guardando indietro. Rimane sicuramente qualche rimpianto dopo la vittoria con il Sassuolo; che ha dato la dimensione del Palermo che se vuole non ha paura di nessuno?
«Quando si prendono delle decisioni, se consapevoli, si pondera tutto. Ad oggi, siamo la somma e la media di quello che abbiamo fatto. Non siamo solo quelli dell’ultima partita, ma possiamo considerarci anche quelli di tre o dieci partite fa. Siamo anche quelli della prima di campionato. Siamo il percorso di tutte le gare, che abbiamo finora svolto. Abbiamo qualità importanti e delle volte, poco equilibrio esterno, ha condizionato l’interno e questo non deve succedere. Dobbiamo essere più equilibrati di quanto c’è attorno a noi. Delle volte, questa altalena, questa montagna russa, non ci ha permesso di dar continuità. Se penso a questo momento, mi viene in mente, la partita contro lo Spezia dell’andata, dove giocammo un’ottima gara in casa meritando di vincere, creando tanto. E poi siamo andati un pò sgonfi. La squadra durante il corso della settimana, mi aveva dato le giuste risposte, come atteggiamento, come mentalità. Poi in campo, la squadra, non dava il massimo. Dovremmo non ripetere lo stesso errore. Ora, sì. Posso dire di essere cresciuti. Il percorso ne è valso la pena. Stiamo crescendo. Ed ora, abbiamo una partita importante, difficile, perché giochiamo contro il Bari in casa loro. Da gennaio, non ha mai perso in casa. Ha perso veramente poco. È una delle migliore difese in campionato, ha personalità individuali. Il Bari ha tanti giocatori che il campionato l’hanno già vinto. Ha giocatori esperti e non affronteremo un Team di secondo livello. Se la può giocare con noi, come già accaduto all’andata, dove l’abbiamo vinta per un episodio. Dovremmo essere ancora una volta più bravi».
Il Palermo sotto il punto di vista della produzione offensiva è stato positivo, considerando anche l’andata. Soprattutto quando è arrivato Pohjanpalo, la differenza la fa stesso lui, per la sua presenza fisica; ovvero la squadra ha capito i meccanismi? «Joel è un terminale offensivo. La squadra ha sempre prodotto. Nell’ultima, siamo stati particolarmente efficaci. Joel non è l’unico con quelle caratteristiche all’interno della nostra squadra. Anche Le Douaron, stava crescendo a gennaio. Aveva fatto gol ed ha delle qualità. Sta avendo meno spazio, perché non posso far giocare tutti. E, non deve perdere la fiducia in sé stesso. Dovevamo essere più efficaci nel girone di andata. Joel in questo ha alzato l’asticella di efficacia del Team».
Per quanto riguarda la formazione. Dovrà cambiare qualcosa? Segre è squalificato. Come sta Nikolaou?
«Sì, Jacopo Segre sarà squalificato. E al suo posto giocherà qualcun altro. Nikolaou si sta riavvicinando, ma non credo potrebbe essere disponibile a Bari. Valutiamo in questi giorni. E lo stesso vale per Ceccaroni, perché non escludo che Pietro possa essere disponibile per la partita di venerdì. Negli allenamenti vedremo e faremo tutte le valutazioni del caso senza prendere rischi né con l’uno né con l’altro. E sapendo che di difensori di ruolo ce ne abbiamo veramente pochi, ne avremmo bisogno di entrambi. E uno dei due, potrebbe essere recuperabile».
Di PalermoToday. Mancano sei partite alla fine della regular season. Potrebbe essere l’ultima chance per centrare questo filotto? Si tratta di un tabù che va sfatato. Metterebbe anche in chiave playoff, psicologicamente di affrontare il finale con un altro piglio. La squadra è consapevole del fatto, che non è mai arrivato questo tris di tre vittorie consecutive, e forse, è il momento giusto? «La squadra a livello psicologico sta bene. Anche perché il pre-Salernitana e il post-Cremonese, non è stato semplice. I ragazzi si sono allenati alla grande e l’hanno dimostrato poi nelle partite successive. Lì, c’è stata sicuramente una dimostrazione d’orgoglio. Non dimentichiamo che davanti ci sono formazioni che hanno qualità per batterci. Se magari siamo meno efficaci col Sassuolo, la partita finisce in un altro modo. Il Bari ha perso di meno ed ha preso meno gol di noi. Lo rispettiamo. Sappiamo che questo è sicuramente un momento decisivo ed importante per il nostro obiettivo. Parlare di terza vittoria? Sono per dare continuità, perché ti muove e ti manda avanti per una forza di cose. Dovremmo andare a ricercare proprio quello, la qualità di prestazione e ancor prima la qualità di atteggiamento. Col Sassuolo è stato ottimo. E dovrà essere tale anche col Bari, perché ripeto, non è il Sassuolo ma ha qualità importanti per la categoria. Dovremmo andare lì, nel tentare di ottenere un risultato positivo e giocarcela anche per i tre punti».
Di ForzaPalermo.it. Hai una parola d’ordine ed un concetto che sia un pò il manifesto di questo ultimo mese di campionato. E poi, vorrei chiederti, vi siete guardati negli occhi non solo dopo il Sassuolo. Nelle ultime settimane ve lo siete detti, perché potete farlo. «Il Team ha dato una dimostrazione all’ambiente molto positiva nelle due settimane di sosta dal match con la Cremonese. Nessuno può togliermi dalla testa, di essere in crescita. È ovvio che i risultati possono confermarlo o meno. Se lo confermano, ho ragione; altrimenti in caso contrario, potrei aver torto. Non è così. I ragazzi stanno lavorando bene. E siamo sulla buona strada. Questa strada però è ancora lunga ed ora, davanti alla strada abbiamo il Bari. Vogliamo fare la migliore prestazione possibile. I giocatori lo sanno. Dal punto di vista oggettivo, l’ultima parte di campionato? Posso dire, che l’ambizione nello sport è al primo posto. Dobbiamo essere ambiziosi. Senza dimenticarci cosa abbiamo alle spalle e cosa abbiamo dimenticato dietro. Il tutto fatto sempre in maniera positiva, perché con la negatività non si costruisce. Bisogna essere al limite della presunzione, essendo per l’appunto ambiziosi».
Ritieni una alternativa valida come braccetto in difesa, Diakité?
«Assolutamente, sì! L’unica difficolta è che gli unici mancini sono Nikolaou e Ceccaroni. E per caratteristiche non tutti i nostri difensori destri possono giocare centro sinistra. I giocatori occorre metterli anche nelle condizioni opportune per far bene. Alcuni giocatori destri, possono giocare a sinistra; altri giocatori destri, farebbero più fatica. Però poi dobbiamo fare anche di necessità virtù. Può essere una opportunità sempre per qualcuno. Sono ventuno giocatori di movimento da gennaio, da quando si è chiuso il mercato. Dei ventuno ad oggi, dei disponibili ce ne saranno diciassette/diciotto. Probabilmente se non recupereremo al cento per cento, uno dei due tra Nikolaou e Ceccaroni, potrebbe giocarci un destro».
A Bari, vi aspetta un ambiente molto caldo ed è una diretta rivale per i playoff. Ma riallacciandomi proprio a questo argomento, che si è trattato; Ceccaroni secondo me ha fatto la migliore stagione come centrale ed a braccetto anche a sinistra. Ma con l’assenza di Nikolaou, come mai a gennaio non si è pensato che con il cambio modulo, la difesa a tre, quattro difensori sarebbero stati insufficienti?
«Alleno i giocatori che ho e sono contento di loro. Come indicato, abbiamo giocatori duttili. Questo è sicuramente una cosa buona, che quando poi decidi di cambiare magari sistema di gioco non puoi stravolgere la squadra. E devi mantenere un pò l’ossatura. Sapevamo che avremmo giocato a tre e si è probabilmente preferito pensare ad altro, perché successivamente sono arrivati giocatori importanti, che hanno alzato il livello. Aprendo così le conoscenze tecnico-tattiche, parlando prima di Salim. Nel suo futuro, c’è quel ruolo. Gli calza a pennello. Avrebbe bisogno di più allenamenti, di più possibilità nel giocare, però Salim come terzo di difesa può fare ancora di più. Se fosse nel caso arrivato qualcuno, non sarebbe stato così. Sul perché dietro non abbiamo tante possibilità è una domanda alla quale non posso rispondere io, ed ora sinceramente, non mi interessa. Sono fiducioso di questa rosa. Sono convinto che abbiamo i giusti mezzi per far bene da qui alla fine. Affrontano una compagine forte, dovremmo essere anche bravi a limitarli su ciò che rappresentano e sono le nostre caratteristiche».
Diventa difficile stabilire l’equilibrio di squadra, sono entusiasta di come sta giocando Ceccaroni, considerando che in questo momento c’è molto entusiasmo e sta nascendo un sogno. «Per quello che riguarda Pietro, posso dire, che all’inizio della stagione nessuno avrebbe scommesso su di lui. Io sì, perché ovviamente lo conosco e perché l’ho allenato, conosco le caratteristiche. Anche se c’era una annata fa, Pietro è un supporto per tutti i compagni ed è arricchito dell’esperienza svolta. Se la porta nel bagaglio di quest’anno. Ne ha di mentalità. Ha capito che Palermo ti dà tanto, però pretende anche tanto rispetto magari, ad altre piazze sicuramente ambite, ma diverse. Pietro infatti sta rendendo, ma un giocatore senza una squadra e senza una organizzazione non può far bene. Il merito va alla squadra, dando stesso a Pietro Ceccaroni, la possibilità di esprimersi».
Parto da una riflessione. Perché per la prima volta non ti ho sentito parlare, partita dopo partita, “mancano sei partite per arrivare alla settimana”. Da questo punto può essere anche in parte cambiato forse anche il gioco dopo due vittorie consecutive, comunque il pensiero, l’approccio; considerando il fatto che prima di Salerno si parlava di pensare ad un match alla volta. Vediamo dove arriviamo. E adesso, stando a questo punto, riguardo le cosiddette tabelle che voi, allenatori, odiate tantissimo, ne stai cominciando a fare una o se magari, è solo un tuo pensiero? «No, non mi piace farle. È ancora lontano l’obiettivo, con tanti incastri, tante partite da giocare. Ci saranno tre scontri diretti fuori casa e la partita di venerdì è davvero difficile. Contro una squadra che da gennaio non ha mai perso. Fece un passo falso alla prima di campionato in casa, poi perse al novantesimo col Sudtirol. Il Bari, è un Team importante ma giocando tra le mura amiche lo è ulteriormente, perché non sbaglia quasi mai l’atteggiamento. Dobbiamo pensare al match che dovremo affrontare senza fare troppi calcoli e dar continuità a quanto stiamo facendo. Parlo di sei partite, perché abbiamo un solo obiettivo. Lo possiamo perseguire partendo partita dopo partita, sapendo che ne dovremmo affrontare tali, a livello di numero. E noi giochiamo per giocarci la settima partita. Però quella più importante è sicuramente la prossima. Se mi metto nei panni dell’avversario, ci vorrà batterci. Dovremmo avere lo stesso atteggiamento, che abbiamo messo in campo nelle gare precedenti, tranne magari in quel momento – dove col Sassuolo sul quattro a zero, abbiamo pensato che la partita fosse finita. E questo è l’errore commesso. Per certi aspetti, ci ha fatto anche bene, perché non devi mai abbassare la guardia. Anche perché poi può succedere in attimo, e stava proprio succedendo un attimo. Il fatto che l’atteggiamento sia stato giusto, sta nel fatto che dopo il quattro a due, siamo andati subito alla ricerca del gol. Dopo il cinque a tre, siamo andati alla ricerca del sesto. E quindi la squadra non si è fatta spostare tanto dagli episodi negativi. Però ha determinato un pò, il trend magari, dal quattro a zero al quattro a due, perché ci siamo “un pò rilassati”. E non deve succedere».
Sembra quasi che mi vado a riagganciare su quanto detto. Dal punto di vista statistico – il Palermo è la miglior squadra della Serie B nella prima mezz’ora in termini di punteggi parziali. Ma sempre dal punto di vista statistico, il Palermo è tra le ultime quattro, considerando il quarto d’ora finale: dal 75’ al triplice fischio. È una caratteristica sulla quale tu, hai fatto delle riflessioni. Ti sei chiesto il motivo, magari, perché questa squadra parte forte e come successo domenica con il quattro a zero, c’è una fase rilassata? «È vvio che poi nei grandi numeri, le statistiche, danno delle risposte. Come detto, devo guardare partita per partita. Come è stato il diverso il quattro a zero dal quattro a due col Sassuolo, dal due zero al due ad uno con la Salernitana, dal due a zero al tre a due finale con la Cremonese. Dentro questo, che sembrano tutti gol, quando stai vincendo – sono delle situazioni, diverse. Successivamente, ci sono state partite, dove invece, per voler vincere abbiamo subito. Se penso ad esempio, solo alla partita disputata col Cittadella, in cui attaccavamo solo noi ed abbiamo preso gol in contropiede. Se penso alla partita col Catanzaro, stavamo giocando nella loro metà campo e sempre negli ultimi quindici minuti – abbiamo subito il gol. Dopo c’è un nesso nei grandi numeri e ne vengono fuori quanto si affermava. Però ci sono delle spiegazioni diverse, match dopo match. Ovvio che se c’è rammarico per quello che abbiamo fatto, vedendo a quello che stiamo facendo, posso dire di no, se ne traiamo un beneficio anche dagli errori e riusciamo ad essere migliori. Abbiamo ancora possibilità di prenderci qualcosa di importante. Vorrei sottolineare fortemente – di essere ambiziosi e dobbiamo esserlo, oggi. Perché domani, sarà già tardi».



