Televisione – L’editoriale di Francesco Giorgino dedicato al Festival della canzone italiana, undicesima puntata XXI Secolo.
In apertura di programma, “XXI Secolo, quando il presente diventa futuro”, il conduttore e giornalista Rai Francesco Giorgino, recita: «Fin dalla sua nascita nel 1951, il Festival della canzone italiana ha assolto di una funzione sociale molto più ampia della semplice gara tra cantanti e tra brani musicali. Specchio della società italiana, ma al tempo stesso finestra sulla realtà circostante, questo evento di spettacolo, di cultura ha contribuito alla costruzione e al consolidamento dell’identità nazionale. L’ha fatto in modo inclusivo, rafforzamento del senso di appartenenza e in modo esclusivo, segno di distintività nel nostro Paese. Il Festival è stato l’habitat naturale per custodire gelosamente l’Unità d’Italia di cui è una delle manifestazioni più evidenti e certe. E già, il Festival è stato ed è una sorta di tricolore della cultura popolare. È stato ed è uno straordinario strumento di diffusione della lingua italiana sul territorio nazionale ed estero. Del resto, tutto ciò, già prima della diffusione della musica leggera e della musica pop era accaduto con il belcanto, l’italiano delle canzoni dunque come lingua internazionale della cultura. Non è una questione di generi musicali, ma di tradizioni da preservare attraverso il sottile gioco della rifrazione nei testi delle canzoni e nelle note del costume italico, delle aspirazioni e dei desideri degli italiani, delle ansie e delle paure di generazioni diverse. Sanremo è uno scrigno di valore e di valori da conservare senza esitazione. Sanremo è una pratica collettiva di significazione della realtà come si direbbe nel linguaggio della semiotica e della sociolinguistica. Sanremo è Sanremo proprio per questo, perché unisce anche quando divide, include anche quando fa discutere e crea scandalo, perché cerca una continuità con sé stesso in nome della conoscibilità e della riconoscibilità artistica. Strofe e ritornelli delle canzoni almeno di quelle più note, e memorabili, diventano il nostro modo di parlare, di agire, di amare, diventano la nostra carta d’identità. “Tutti cantano Sanremo” recita lo slogan di questa edizione numero 75, edizione guidata e firmata da Carlo Conti. Perché? Perché Sanremo è di tutti. Perché la musica attiva l’immaginario collettivo, libera la fantasia, ci getta nell’euforia e nella nostalgia, ci fa sentire unici pur facendo parte della massa. Perché le canzoni si diluiscono nella costruzione di miti e di idealtipi, si muovono tra passato, presente e futuro. E allora pronti, partenza e via! Tra qualche ora gli italiani, già poeti, santi, navigatori, e molto altro ancora diventeranno critici musicali e televisivi, ma a quel che è più importante, si sentiranno popolo!».




