Cultura – RomaSan Pietro – 8 maggio, fumata bianca: eletto Papa Leone XIV.

Quella dell’8 maggio 2025 è una data che resta e che resterà nella storia per fedeli e per chi nutre speranza nel cuore. La fumata bianca è giunta alle 18:08 di giovedì 8 maggio, con la gioia gremita della Piazza, le lacrime di felicità. Sventolano le bandiere del mondo e suonano a festa le campane di Piazza San Pietro. Tutti gli sguardi sono per la Loggia delle Benedizioni.

C’era fame e sete di avere un nuovo Papa!

Il fascino di questo rito inerente alla elezione partito dal 1274 aggiornato fino ad oggi. Durante l’elezione la procedura prevedeva l’inserimento di una scheda anonima ben visibile posizionata su un piatto dopo la pronuncia del giuramento. A partecipare al Conclave i cardinali sono giunti da ogni provenienza più disparata del globo terrestre, essendoci stati cinquantadue europei, diciassette provenienti dall’Africa, altrettanti diciassette dall’America del Sud, sedici arrivati dall’America del Nord, quattro dall’America centrale, quattro dall’Asia e quattro arrivati dall’Oceania a comporre quel cosiddetto puzzle chiamato ‘Conclave’ per decidere chi prende le redini dopo il pontificato effettuato da Bergoglio, denominato Papa Francesco. Conclave presieduto da tre scrutatori, tre revisori, tre infirmarii, coloro che raccolgono i voti, con la presenza di 133 cardinali elettori. Alla quarta votazione è giunta la fumata bianca. Ad ottenere i consensi dei cardinali elettori è Robert Francis Prevost, Papa Leone XIV. Si tratta del primo Papa americano nella storia, il primo agostiniano della storia, nonna paterna italiana, padre di origini francesi, madre spagnola. Lunghi studi in Italia poi ci sono stati venti anni come missionario in Perù. Papa Francesco l’ha nominato cardinale soltanto ventuno mesi fa. Ha scelto un nome molto impegnativo. Lo Spirito Santo ha scelto così.

Il cardinale americano Prevost, agostiniano, missionario, è stato in Perù per tanti anni e poi in America del Sud. Era il Prefetto del Dicastero dei Vescovi. Fu chiamato in Curia da Papa Francesco. Si tratta del primo Papa nordamericano ed è anche questo un segno molto importante. La scelta del nome Leone XIV che fu anche il Papa delle Encicliche della gestione sociale del magistero sociale della Chiesa. È nato il 14 settembre del 1955 a Chicago. All’età di ventisette anni è stato inviato dall’Ordine a Roma per studiare diritto canonico presso la Pontificia Università Lateranense. 

Nel 1987 ha conseguito il dottorato ed ha scritto la tesi sul ruolo del priore locale dell’ordine di Sant’Agostino. È membro del Dicastero per l’Evangelizzazione e della Pontificia Commissione per la Città dello Stato del Vaticano e da Papa Francesco è stato creato cardinale dal Concistoro del trenta settembre del 2023. È stata fatta la scelta su di un cardinale comunque molto conosciuto. È stato lui stesso vescovo di una piccola diocesi del Perù. Quindi in qualche modo vescovo in missione e viene da un’esperienza religiosa – questo è un altro elemento più significativo. È un Papa che viene eletto nel giorno in cui si celebrano gli ottanta anni della fine della Seconda Guerra Mondiale. È un Papa che ha fatto una esperienza pastorale ma anche di curia.

Ecco le prime parole di Papa Leone XIV: «La pace sia con tutti voi. Fratelli e sorelle, carissimi – questo è il primo saluto del Cristo Risorto, il buon Pastore che ha dato la vita per il gregge di Dio. Anch’io, vorrei che questo saluto di pace entrasse nel vostro cuore, che raggiungesse le vostre famiglie, a tutte le persone ovunque siano, a tutti i popoli, a tutta la Terra. La pace sia con voi. (Questa è la pace del Cristo risorto). È una pace disarmata, disarmante, umile e perseverante. Proviene da Dio, Dio ama tutti incondizionatamente. Ancora conserviamo nei nostri orecchi quella voce debole, ma sempre coraggiosa, di Papa Francesco che benediva Roma e il mondo quella mattina nel giorno di Pasqua. Consentitemi di dar seguito a quella stessa benedizione. Dio ci vuole bene, Dio vi ama tutti. Il male non prevarrà. Siamo tutti nelle mani di Dio, pertanto, senza paura uniti mano nella mano con Dio, è tra di noi. Andiamo avanti. Siamo discepoli di Cristo, Cristo ci precede. Il mondo ha bisogno della sua luce, l’umanità necessita di noi, come il ponte per essere raggiunta da Dio e dal suo amore. Aiutateci anche voi, con gli uni e gli altri a costruire i ponti, con il dialogo, con l’incontro, unendoci tutti per essere non solo popolo, sempre in pace. Grazie a Papa Francesco. Vorrei ringraziare anche tutti i confratelli cardinali che hanno scelto me per essere successore di Pietro e camminare insieme a voi, come Chiesa unita cercando sempre la pace, la giustizia, cercando di lavorare come uomini e donne fedeli a Gesù Cristo, senza paura, per proclamare il Vangelo, per essere missionari. Sono un figlio di Sant’Agostino – un agostiniano, che ha detto con voi sono cristiano e per voi sono Vescovo. E in questo senso possiamo tutti camminare insieme verso quella Patria che Dio ci ha preparato. Alla Chiesa di Roma un saluto speciale. Dobbiamo cercare insieme come essere una Chiesa missionaria, una Chiesa che costruisce i ponti, il dialogo, sempre aperta a ricevere come questa piazza con le braccia aperte. Tutti, tutti coloro che hanno bisogno della nostra carità, la nostra presenza, il dialogo e l’amore. A tutti voi, fratelli e sorelle, di Roma, d’Italia, di tutto il mondo vogliamo essere una Chiesa sinodale, una Chiesa che cammina, una Chiesa che cerca sempre la Pace, cerca sempre la carità, cerca sempre di essere vicini specialmente a coloro che soffrono. Oggi, è il giorno della Supplica alla Madonna di Pompei. Nostra Madre Maria vuole sempre camminare con noi, stare vicino, aiutarci, con la sua intercessione e con il suo amore. Allora vorrei pregare insieme a voi per questa nuova missione, per tutta la Chiesa, per la pace nel mondo e chiediamo questa grazia speciale di Maria, nostra Madre».

«La sua biografia è un ponte tra cultura ed esperienze. Possiamo dire che è stato un conclave rapidissimo. Sono bastati tre, massimo quattro scrutini per eleggere Papa Leone XIV nonostante un collegio così vasto e variegato. Si tratta del primo Papa statunitense nella storia, ma anche un Papa religioso e missionario, perché è stato vescovo in una piccola diocesi del Perù, ma poi chiamato da Papa Francesco dal Dicastero dei vescovi e quindi ben conosciuto anche dagli altri cardinali. È un Papa che parla perfettamente l’inglese, lo spagnolo. Parla molto bene anche l’italiano. È un Papa che in qualche modo raccoglie l’eredità non solo di Papa Francesco ma anche di Benedetto XVI, perché è agostiniano – ricordando quanto Ratzinger fosse legato a Sant’Agostino. E Leone XIII il Papa della «Rerum Novarum» vicino ai lavoratori» afferma Ignazio Ingrao, Vaticanista.

«Vorrei dare la parola ad una giovane ragazza presente in Piazza San Pietro» recita Roberta Ferrari, giornalista e inviata Rai: Che cosa significano per te le parole di Papa Leone XIV? «È stato molto emozionante vedere come il suo primo discorso è stato dedicato proprio alla pace. Speriamo che lui possa proseguire come l’operato di Papa Francesco». Nella Piazza si è respirata una grandissima emozione, sentendosi cori affermare: «Viva il Papa» testimoniano l’evolversi di una giornata storica per il cuore di tutti i fedeli e per chi ovviamente è voluto essere in Piazza oppure ha seguito questo momento dai mezzi di comunicazione, prosegue la stessa Roberta Ferrari.

Grande l’emozione dei fedeli che hanno seguito questo importante momento storico-culturale-spirituale dalla Piazza. La scelta del nome, Papa Leone XIV, dice di un Papa grande che ha arginato l’invasione dei barbari e potrebbe arginare come intenzione – l’invasione delle ideologie. Secondo la Questura di Roma sono state 150 mila persone a raggiungere Via della Conciliazione e Piazza San Pietro nel giro di un’ora. Un fiume di gente arrivava fino a Corso Vittorio Emanuele. 

‘È un Papa Pastore. Queste erano un pò le identikit tracciate dalle congregazioni generali dal collegio dei cardinali. È un Papa che vuole anche raccogliere tutti quelli che sono i cantieri aperti da Papa Francesco a cominciare dal sinodo, ovvero camminare insieme, la partecipazione. È un Papa che è laureato in diritto canonico, che saprà quindi anche raccogliere tutte quelle riforme, così come Leone I, detto Leone Magno, da dove ha voluto prendere il nome. Abbiamo colto anche questo suo tratto umanissimo di commozione e di emozione davanti alla folla sul viso. E questa sincerità, è trasparenza. Erano un pò tutte le caratteristiche che si erano andate tracciando da parte del collegio dei cardinali che però ha saputo sorprenderci’, prosegue Ingrao.

L’altro inviato Rai il giornalista Giuseppe Lavenia. «Il nuovo Papa faceva riferimento ad una Piazza con le braccia aperte e questa Piazza l’abbiamo vista in questi due giorni radunarsi costantemente al mattino e soprattutto la sera – quando al primo giorno erano in cinquantamila a radunarsi anche davanti a quegli schermi, gli schermi che adesso sono spenti, per avere notizie, per avere le uniche immagini che arrivavano diffuse all’interno della Sistina prima dell’inizio del Conclave. Quegli schermi che si sono spenti, e poi gli occhi che si sono posati su quella che è la Loggia delle Benedizioni e quella Loggia che ha visto il nuovo Papa. Per due giorni tutti avevano cercato in questa Piazza la posizione migliore per guardare la fumata sull’angolo sinistro, da qualche ora si sono spostati nella parte centrale e l’abbraccio di una Piazza accogliente proprio come ha affermato il Papa. E certo che parole che hanno più commosso, che hanno più colpito sono state quelle di Papa Francesco, con un richiamo costante per la Pace». Grazie a Giuseppe Lavenia.

Anche il gesto di una semplice ‘Ave Maria’, essendo stato il terzo Papa ad essere eletto nella storia nel mese di maggio – nel giorno della Madonna del Rosario.

Quali sono state le reazioni dopo la proclamazione di Papa Leone XIV? Ecco le parole dell’inviato Claudio Pagliara, in diretta dagli Stati Uniti: «C’è grande gioia. È il primo Papa degli Stati Uniti nato e cresciuto con costanza a Chicago, ma anche missionario ricordando il Perù. Donald Trump scrive: «Congratulazioni al nuovo Papa. È emozionante sapere che è il primo Papa americano. È un grande onore per il nostro Paese. Lo stesso Trump non vede l’ora di incontrarlo. Sarà un momento significativo. Si tratta di un progressista dei temi sociali ma anche conservatore di quelli più ecclesiastici, dunque un uomo sicuramente di dialogo, di ponti e di piace come ha voluto dire immediatamente nel suo primo discorso a San Pietro».

La notizia dell’elezione Papa ha raggiunto i vertici delle istituzioni del Governo italiano mentre era in corso il Consiglio supremo della difesa. Le parole di Nadia Zicoschi: «Ha riguardato una riunione molto lunga, perché è stata interrotta più di una volta – quando c’è stata la fumata bianca ed è stata portata al Consiglio supremo una televisione alla quale poi i partecipanti hanno potuto seguire cosa stava accadendo in Piazza San Pietro». Il messaggio della Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana, Giorgia Meloni: «Rivolgo i più sinceri auguri a Papa Leone XIV per l’inizio del suo pontificato. In un tempo segnato da conflitti e inquietudini, le sue parole dalla Loggia delle Benedizioni sono un richiamo potente alla pace, alla fraternità e alla responsabilità. Un’eredità spirituale che si raccoglie nel solco tracciato da Papa Francesco, e che l’Italia guarda con rispetto e speranza».

Le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Papa: «La pace da lei evocata speranza dell’umanità».

Il Papa celebrerà la sua prima messa, venerdì 9 maggio alle 11 nella Cappella Sistina alla presenza dei suoi cardinali. ‘Già da quell’omelia in Sistina avremo altri elementi di valutazione’ sottolinea il Vaticanista Ingrao.

Come da appuntamento il nuovo Papa Leone XIV eseguirà il primo suo Angelus domenica 11 maggio da Piazza San Pietro.

Tra i simboli di questo Conclave troviamo sicuramente due gabbiani che rubano la scena, fotografia che resta e resterà impressa nella mente dei fedeli – questo particolare episodio fu presente anche nel lontano 2013, per l’elezione di Papa Francesco.

È appena cominciato il pontificato di Robert Francis Prevost, che prende il nome da Papa Leone XIV. Nominato dai cardinali 133 cardinali elettori, dove ha raggiunto la maggioranza dei due terzi (almeno ottantanove voti raggiunti per spuntarla) – lo Spirito Santo ha scelto lui per guidare il popolo e tutti quanti nel mondo si affideranno a lui per confidare nell’amore, nella pace, accendere fortemente quella speranza, che resti accesa in ogni cuore.

Papa Leone XIV (immagine)
Bruno Vespa nel programma Porta a Porta (immagine)
Ignazio Ingrao, Vaticanista Rai (immagine)
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